Stefania Riccadonna

Alla presentazione di Graziano Riccadonna e Alessandro Togni

Mostra , Mostra di pittura

Le fantasie inesauste di Stefania, a cura di Graziano Riccadonna Presidente Centro Studi Judicaria.

Una creatività inebriante, una vitalità prorompente, unite alla curiosità nella ricerca e alla sorpresa come atteggiamento dell’animo, improntato all’attesa, al nuovo, all’inedito.

Questi i caratteri peculiari di Stefania Riccadonna, la prima donna a JudicariArte, che segnano un modo d’essere arguto e vivace, portatore di gioia di essere e di cantare l’amicizia.

La vita prorompe nella sua pittura dando un senso vitalistico dell’essere, un profumo quasi travolgente. La vita è amore, con i suoi elementi caratteristici: la pianta, l’acqua, il bacio, l’altro da sé, il cavallo, la silhouette femminile.

Naturalmente la tecnica dell’acquarello è quella che meglio si attaglia all’arte di Stefania, in quanto sia nelle vedute castellane che nelle nature morte e nei ritratti il colore appare steso con magistrale capacità evocativa, nel ricreare un’atmosfera di fascino e rarefazione delle cose materiali, rivissute nell’immaginario come in un sogno ad occhi aperti:

“Nel rappresentare la realtà, cerco sempre di immedesimarmi nell’oggetto da rappresentare, che per me è qualche cosa di più e di diverso da un semplice ritratto o natura morta, un paesaggio o un oggetto qualsiasi! Da questa immedesimazione nasce la mia ispirazione verso luoghi e cose familiari, ma al tempo stesso rappresentative e perciò non appartenenti solo alla mia esperienza, ma a quella di tutti gli spettatori.”

Dopo molte ricerche, l’artista ha trovato una propria strada, quella appunto dell’acquarello, cui si dedica a tempo pieno a partire dal 2001, dopo il corso con il prof. Rheinard Ploner, divenuto suo vero maestro d’arte, trasmettendole l’amore per le immagini soffuse di malinconia e precise nel tratto, che sono caratteristiche dell’artista. Ma non trascura la poesia e la fotografia, soprattutto nei due libri editi (Donna Ricca 2009, Fantasie 2017), in cui alterna le immagini dipinte ad acquarello con brani poetici legati al vissuto quotidiano e contrassegnati da una grande voglia di comunicare, e con fotografie, altra sua grande passione.

La sua poesia è corredata da elementi filosofici: il pieno incontra il vuoto, la luce sconfina nell’ombra, inframmezzato dal foglio dei perché (i piccoli grandi perché della vita, dell’umana esistenza).

Sullo sfondo l’elemento ancestrale, le sue origini nel borgo di Rango, tra architetture tradizionali e modi di vivere legati a un passato che riaffiora a tratti. Alcune figure s’affacciano timidamente nell’universo di Stefania: lo zio Bepi, i versi in dialetto (na domanda gròsa, chi sonte mai?), il sottofondo dell’amore e degli affetti familiari.

Per maggiori informazioni scrivere a centrostudi@judicaria.it, o tel. 0465 322624

Costi

Ingresso libero

Apertura tutti i giorni dalle 16.00 alle 18.00 e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30

Chiuso il 25 e 26 dicembre 2017 e l'01 e il 06 gennaio 2018


organizzazione: Centro Studi Judicaria - Tione di Trento