L'archivio, custodito fino a marzo 2012 a Castel Valer, fu dichiarato di notevole interesse storico dalla Sovrintendenza archivistica per il Trentino-Alto Adige nel 1964, con la denominazione "Archivio della famiglia e della giurisdizione di Sporo (Spaur)". L'allora Sovrintendente statale, Albino Casetti, motivò il provvedimento richiamando il "rilevante numero di documenti membranacei e cartacei di parecchi secoli, interessanti la storia della Giurisdizione di Sporo, della Valle di Non e in generale del Trentino".
I documenti erano collocati nel castello, in un vano di ridotte dimensioni, destinato esclusivamente ad accogliere le memorie familiari; lo stato di conservazione risultava nel complesso discreto, grazie anche alle stabili condizioni di temperatura e umidità garantite dalle mura, nonché dallo scarsa illuminazione, assicurata solo da due piccole finestre. Carte e pergamene erano in maggioranza appoggiate sui ripiani di sei piccoli scaffali in legno, senza protezione alcuna e dunque ricoperte da una coltre di polvere in alcuni casi piuttosto spessa; i danni da roditori, muffe e umidità pur non del tutto assenti risultavano di lieve entità.
A partire dal 2008 la Soprintendenza provinciale competente in materia di archivi, grazie alla collaborazione del proprietario Ulrich Spaur, avviò un'attività di schedatura e riproduzione digitale dell'archivio Spaur di Castel Valer, procedendo per lotti successivi. Nel marzo 2012 la Provincia autonoma di Trento acquistò il fondo, che da allora è conservato presso l'Archivio provinciale di Trento.
Nel mese di marzo 2024 in occasione dei sopralluoghi svolti dalla Soprintendenza in vista dell'acquisizione del castello da parte della Provincia furono rinvenuti in vari ambienti (sala attigua al tinello, biblioteca, studio) ulteriori documenti, perlopiù risalenti ai secoli XIX-XXI primo quarto.
Tali documenti sono risultati riconducibili all’archivio prodotto dalla famiglia Spaur, linea di Castel Valer, e nel corso del 2025 ne è stato formalizzato l'acquisto da parte della Provincia, che li conserva presso l'Archivio provinciale.
La sezione acquistata nel 2012 è profondamente segnata dagli interventi del conte Volkmar Spaur (1867-1951) (1), mentre la seconda appare costituita da documenti più recenti e comunque custoditi in modo disorganico.
Il fondo Spaur di Castel Valer può utilmente essere messo in relazione con gli altri nuclei documentari prodotti dal casato, pervenuti per vie diverse fino ai nostri giorni.
Conservati ormai tutti in istituti pubblici, questi complessi archivistici si caratterizzano per una forte commistione di documenti delle varie linee e conseguentemente per la stretto reciproco legame, che si fa via via meno intenso passando dalle epoche più remote a periodi più recenti, senza tuttavia sparire mai completamente.
L'Archivio provinciale di Trento conserva il fondo dei baroni Unterrichter (2), proveniente dal palazzo di Fai della Paganella e costituito da 185 buste di documenti datati dal XIV al XX secolo, fra cui sono comprese 72 pergamene. Essi si riferiscono sia alla famiglia che ai giudizi di cui gli Spaur erano titolari (Spor, Flavon, Fai e Zambana, per un periodo Belfort), e rappresentano una parte del complesso che fino ai primi anni del Novecento era conservato integro presso il Castello di Mezzolombardo.
La documentazione complementare al fondo Unterrichter si trova all'Archivio Provinciale di Bolzano/Südtiroler Landesarchiv, come sezione Spaur all'interno dell'archivio Welsperg. Si tratta di 980 documenti, ovvero 972 pergamene (del periodo 1231-1850) e 8 volumi di strumenti di corredo dell'archivio, anch'essi facenti originariamente parte del fondo costituitosi a Mezzolombardo, ma passati per via ereditaria ai Welsperg e, a seguito dell'estinzione di questa stirpe, alla nuova casata Thun-Hohenstein-Welsperg, sorta nel 1914 (3).
Dal primo di questi due tronconi originati dal complesso di Mezzolombardo si è prodotta qualche decennio fa un'ulteriore scissione: presso l'Archivio di Stato di Trento, infatti, a seguito di due successivi depositi operati nel 1970 e nel 1993 dagli eredi Unterrichter, sono custodite complessivamente 13 buste, contenenti documenti cartacei dei secoli XVI-XIX (perlopiù protocolli notarili, atti dei giudizi di Fai e Zambana e in minore misura di Spor). Sotto la stessa intitolazione "Famiglia Spaur" si trova nella medesima sede anche il cosiddetto "archivio comitale di Sporo", che ha però tutt'altra provenienza, essendo giunto a Trento dopo la I Guerra Mondiale, nell'ambito della riconsegna di documenti operata dall'Austria verso l'Italia. I circa 200 pezzi ceduti in tale circostanza (190 dei quali pergamene) erano in realtà il frutto di successivi acquisti effettuati sul mercato antiquario, nel 1885, 1886 e 1889, per un totale di 350 documenti, che entrarono a far parte dello Statthalterei-Archiv di Innsbruck (4). Di questa raccolta Spaur rimangono oggi presso il Tiroler Landesarchiv 136 pergamene (5).
A titolo di completezza, è utile infine segnalare anche le 8 pergamene (1464-1727) che costituiscono il fondo Famiglia Spaur presso l'Archivio di Stato di Verona (6).
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