Famiglia Spaur di Castel Valer

1231 (in copia) - 2021

fondo

L'archivio, custodito fino a marzo 2012 a Castel Valer, fu dichiarato di notevole interesse storico dalla Sovrintendenza archivistica per il Trentino-Alto Adige nel 1964, con la denominazione "Archivio della famiglia e della giurisdizione di Sporo (Spaur)". L'allora Sovrintendente statale, Albino Casetti, motivò il provvedimento richiamando il "rilevante numero di documenti membranacei e cartacei di parecchi secoli, interessanti la storia della Giurisdizione di Sporo, della Valle di Non e in generale del Trentino".
I documenti erano collocati nel castello, in un vano di ridotte dimensioni, destinato esclusivamente ad accogliere le memorie familiari; lo stato di conservazione risultava nel complesso discreto, grazie anche alle stabili condizioni di temperatura e umidità garantite dalle mura, nonché dallo scarsa illuminazione, assicurata solo da due piccole finestre. Carte e pergamene erano in maggioranza appoggiate sui ripiani di sei piccoli scaffali in legno, senza protezione alcuna e dunque ricoperte da una coltre di polvere in alcuni casi piuttosto spessa; i danni da roditori, muffe e umidità pur non del tutto assenti risultavano di lieve entità.
A partire dal 2008 la Soprintendenza provinciale competente in materia di archivi, grazie alla collaborazione del proprietario Ulrich Spaur, avviò un'attività di schedatura e riproduzione digitale dell'archivio Spaur di Castel Valer, procedendo per lotti successivi. Nel marzo 2012 la Provincia autonoma di Trento acquistò il fondo, che da allora è conservato presso l'Archivio provinciale di Trento.
Nel mese di marzo 2024 in occasione dei sopralluoghi svolti dalla Soprintendenza in vista dell'acquisizione del castello da parte della Provincia furono rinvenuti in vari ambienti (sala attigua al tinello, biblioteca, studio) ulteriori documenti, perlopiù risalenti ai secoli XIX-XXI primo quarto.
Tali documenti sono risultati riconducibili all’archivio prodotto dalla famiglia Spaur, linea di Castel Valer, e nel corso del 2025 ne è stato formalizzato l'acquisto da parte della Provincia, che li conserva presso l'Archivio provinciale.
La sezione acquistata nel 2012 è profondamente segnata dagli interventi del conte Volkmar Spaur (1867-1951) (1), mentre la seconda appare costituita da documenti più recenti e comunque custoditi in modo disorganico.
Il fondo Spaur di Castel Valer può utilmente essere messo in relazione con gli altri nuclei documentari prodotti dal casato, pervenuti per vie diverse fino ai nostri giorni.
Conservati ormai tutti in istituti pubblici, questi complessi archivistici si caratterizzano per una forte commistione di documenti delle varie linee e conseguentemente per la stretto reciproco legame, che si fa via via meno intenso passando dalle epoche più remote a periodi più recenti, senza tuttavia sparire mai completamente.
L'Archivio provinciale di Trento conserva il fondo dei baroni Unterrichter (2), proveniente dal palazzo di Fai della Paganella e costituito da 185 buste di documenti datati dal XIV al XX secolo, fra cui sono comprese 72 pergamene. Essi si riferiscono sia alla famiglia che ai giudizi di cui gli Spaur erano titolari (Spor, Flavon, Fai e Zambana, per un periodo Belfort), e rappresentano una parte del complesso che fino ai primi anni del Novecento era conservato integro presso il Castello di Mezzolombardo.
La documentazione complementare al fondo Unterrichter si trova all'Archivio Provinciale di Bolzano/Südtiroler Landesarchiv, come sezione Spaur all'interno dell'archivio Welsperg. Si tratta di 980 documenti, ovvero 972 pergamene (del periodo 1231-1850) e 8 volumi di strumenti di corredo dell'archivio, anch'essi facenti originariamente parte del fondo costituitosi a Mezzolombardo, ma passati per via ereditaria ai Welsperg e, a seguito dell'estinzione di questa stirpe, alla nuova casata Thun-Hohenstein-Welsperg, sorta nel 1914 (3).
Dal primo di questi due tronconi originati dal complesso di Mezzolombardo si è prodotta qualche decennio fa un'ulteriore scissione: presso l'Archivio di Stato di Trento, infatti, a seguito di due successivi depositi operati nel 1970 e nel 1993 dagli eredi Unterrichter, sono custodite complessivamente 13 buste, contenenti documenti cartacei dei secoli XVI-XIX (perlopiù protocolli notarili, atti dei giudizi di Fai e Zambana e in minore misura di Spor). Sotto la stessa intitolazione "Famiglia Spaur" si trova nella medesima sede anche il cosiddetto "archivio comitale di Sporo", che ha però tutt'altra provenienza, essendo giunto a Trento dopo la I Guerra Mondiale, nell'ambito della riconsegna di documenti operata dall'Austria verso l'Italia. I circa 200 pezzi ceduti in tale circostanza (190 dei quali pergamene) erano in realtà il frutto di successivi acquisti effettuati sul mercato antiquario, nel 1885, 1886 e 1889, per un totale di 350 documenti, che entrarono a far parte dello Statthalterei-Archiv di Innsbruck (4). Di questa raccolta Spaur rimangono oggi presso il Tiroler Landesarchiv 136 pergamene (5).
A titolo di completezza, è utile infine segnalare anche le 8 pergamene (1464-1727) che costituiscono il fondo Famiglia Spaur presso l'Archivio di Stato di Verona (6).

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La Provincia autonoma di Trento ha acquistato l'archivio Spaur di Castel Valer nel marzo 2012; da quel momento i documenti si trovano presso l'Archivio provinciale di Trento.
Nel corso del 2024-2025 è stato acquisito un ulteriore lotto di documentazione, rinvenuto in occasione della compravendita del castello.

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La documentazione è stata organizzata in due sezioni, corrispondenti alle due fasi di acquisizione da parte della Provincia; in entrambi i casi le sezioni sono articolate in serie.

Criteri di inventariazione
Relativamente alla descrizione delle singole unità archivistiche sono stati usati i criteri esposti nel manuale del Sistema informativo degli archivi storici del Trentino (online all'indirizzo https://www.cultura.trentino.it/archivistorici/home).
In aggiunta a quanto previsto dal manuale, si specifica che, in presenza di allegati, il conteggio delle carte è espresso dalla consistenza del documento principale seguita da quella dell'allegato stesso.
Si precisa poi che per le pergamene:
- la datazione topica è espressa con il toponimo moderno, omettendo di norma il microtoponimo; fanno eccezione i castelli degli Spaur, per i quali sono stati riportati anche eventuali ulteriori elementi di localizzazione (es. "in stupha superiori")
- il regesto riporta il contenuto del documento, in particolare le parti contraenti con i rispettivi titoli (è stato riportato in latino e fra virgolette l'appellativo "dominus"), l'azione giuridica e le clausole ritenute utili e significative
- gli antroponimi sono stati quando possibile uniformati, seguendo i "Criteri di omologazione dei cognomi presenti nei regesti delle pergamene dell'Archivio di Castel Thun" a cura di Margherita Faes (luglio 1998- luglio 2000) e gli esiti nella tradizione onomastica locale (in particolare si è fatto ricorso al testo di L. Cesarini Sforza, "Per la storia del cognome nel Trentino"); sono state mantenute le forme latine nei casi in cui le varianti grafiche di un nome risultassero eccessivamente diversificate o di difficile collegamento con l'esito moderno
- quanto alle forme presenti nei numerosi documenti in tedesco, si è scelto di ricondurre sempre all'uso moderno i nomi propri e i cognomi delle famiglie più note, lasciando invece la forma attestata tra virgolette nei casi dubbi
- per quanto riguarda le famiglie nobili insediate nel territorio trentino, per le quali come noto si alternano generalmente forme latine, tedesche e italiane a seconda della lingua del documento, si è adottato il criterio di rendere in italiano i nomi dei casati titolari di feudi trentini e in tedesco quelli titolari di feudi tirolesi; in particolare per gli Spaur, vassalli sia del principe vescovo di Trento che del conte del Tirolo, si sono riportati di norma il nome proprio in italiano e il cognome senza "von", fatta eccezione per gli esponenti della linea di Burgstall, Winkel e Laudeck, a partire dalla costituzione all'inizio del secolo XVII, indicati con il nome proprio in tedesco; caso a sé rappresenta poi Volkmar Spaur (1867-1951), per il quale si è mantenuta la forma tedesca vista la numerosità delle attestazioni autografe, nessuna delle quali in italiano
- per quanto riguarda la toponomastica trentina, ci si è avvalsi del testo "Toponomastica trentina" a cura di G. Mastrelli Anzilotti e del "Dizionario toponomastico tridentino" curato da E. Lorenzi; sono stati lasciati nella forma latina o nella forma in volgare e posti tra virgolette i toponimi e i microtoponimi non individuati e quelli per i quali la traduzione dal latino o dal volgare non era possibile; per i castelli si è dato di seguito, tra parentesi, il nome del paese nel territorio del quale sorgono
- per i toponimi della provincia di Bolzano si è riportata solo la forma italiana; di seguito si dà la forma ufficiale bilingue:
Anterselva/Rasun
Appiano/Eppan
Bolzano/Bozen
Bressanone/Brixen
Brunico/Bruneck
Caldaro/Kaltern
Castel Badia/Sonnenburg (San Lorenzo di Sebato)
Castel Campan/Schloss Campan (Bressanone)
Castel Coira/Churburg (Sluderno)
Castel Corba/Schloss Korb (Missiano)
Castel Firmiano/Sigmundskron (Bolzano)
Castel Ganda/Gandegg (Bolzano)
Castel Leone/Leonburg (Merano)
Castel Moos/Schulthaus (Appiano)
Castel Ortenstein/Burg Ortenstein (Merano)
Castel Presule/Prösels (Fiè allo Sciliar)
Castel Rodengo/Rodeneck (Rio Pusteria)
Castel Rubein/Rubein (Merano)
Castel San Michele/Michelsburg (San Lorenzo di Sebato)
Castel Sommo/Schloss Summersberg (Gudon)
Castel Trauttmansdorff (Merano)
Castelbello/Kastelbell
Castelrotto/Kastelruth
Castelvecchio/Altenburg
Cermes/Tschermes
Ciardes/Tschars
Cleran/Cleran
Collalbo/Klobenstein
Cornaiano/Girlan
Corona/Graun
Cortaccia/Kurtatsch
Cortina/Kurtinig
Egna/Neumarkt
Fiè allo Sciliar/Völs am Schlern
Formalein/Formalina
Funes/Villnöss
Gudon/Gufidaun
Laces/Latsch
Lazfons/Lazfons
Longomoso/Lengmoos
Longostagno/Lengstein
Luson/ Lüsen
Maia Alta/Obermais
Maia/Mais
Meluno/Mellaun
Merano/Meran
Missiano/Missian
Montagna/Montan
Monte Sole/Sonnenberg
Monte/Berg [di Appiano/Eppan]
Monte/Gmund [di Vadena/Pfatten]
Naturno/Naturns
Nova ponente/Deutschenofen
Ora/Auer
Penone/Penon
Pianizza di Sopra/Oberplanitzing
Pianizza di Sotto/Unterplanitzing
Pinzago/Pinzagen
Predonico/Perdonig
Rasun/Rasen
Rencio/Rentsch
Renon/Ritten
Rio Pusteria/Mühlbach
Ronchi/Rungg
Sabiona/Säben
Salorno/Salurn
San Lorenzo di Sebato/St. Lorenzen
San Paolo/St. Paul di Appiano/Eppan
Scenna/Schena
Sciaves/Schabs
Sella/Söll
Senales/Schnals
Settequerce/Siebeneich
Silandro/Schlanders
Sluderno/Schluderns
Soprabolzano/Oberbozen
Stadio/Stadl
Stegona/Stegen
Termeno/Tramin
Tirolo/Tirol
Trodena/Truden
Ultimo/Ulten
Vadena/Pfatten
Vanga/Wangen
Velturno/ Feldthurns
Villa/Vill
Vipiteno/Sterzing
- le parole dialettali sono state tradotte utilizzando il "Vocabolario anaunico e solandro" di E. Quaresima; talvolta si è preferito comunque mantenere nel regesto il termine dialettale e indicare in nota, ove necessario, l'eventuale spiegazione
- si è precisato se il documento è originale o copia facendo inoltre seguire la definizione dalla relativa lettera alfabetica tra parentesi quadre: [A], [B], [C]; nel caso di originali espressamente tratti da imbreviature si è indicata la locuzione "Originale da imbreviature" seguita dal nome del notaio che ha estratto l'originale dal protocollo, a meno che non coincida con il rogatario dell'atto; è stata segnalata anche la prassi, molto diffusa a partire dal secolo XVI, di far trascrivere l'atto "per unum fidelem scriptorem", mediante l'espressione "sottoscrive ma non estende l'atto" posta entro parentesi tonde
- la presenza di note tergali è stata indicata genericamente, specificando se si tratta di note di contenuto (relative cioè a data cronica, topica, oggetto e protagonisti dell'atto) o archivistiche (consistenti in numeri e dati ad uso amministrativo e/o archivistico); per i documenti di cancellerie pubbliche su pergamena le note, ivi comprese quelle di cancelleria, sono state trascritte integralmente.

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Il fondo è liberamente consultabile, ai sensi dell'art. 24, comma 1, della L.P. 17 febbraio 2003 e s.m., n. 1 "Nuove disposizioni in materia di beni culturali", e degli artt. 122-127 del Codice per i Beni culturali e del paesaggio (Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.), tranne che nel caso delle unità II.27-31.
Si ricorda peraltro che sulla base di quanto prescritto dal "Codice di deontologia e buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici" (allegato al "Codice in materia di protezione dei dati personali", decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e s.m.) "nell'accedere alle fonti e nell'esercitare l'attività di studio, ricerca e manifestazione del pensiero, gli utenti, quando trattino i dati di carattere personale, secondo quanto previsto dalla legge e dai regolamenti, adottano le modalità più opportune per favorire il rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone interessate". Inoltre "gli utenti utilizzano i documenti sotto la propria responsabilità e conformandosi agli scopi perseguiti e delineati nel progetto di ricerca, nel rispetto dei principi di pertinenza ed indispensabilità". Infine, "al momento della diffusione dei dati il principio della pertinenza è valutato dall'utente con particolare riguardo ai singoli dati personali contenuti nei documenti, anziché ai documenti nel loro complesso. L'utente può diffondere i dati personali se pertinenti e indispensabili alla ricerca e se gli stessi non ledono la dignità e la riservatezza delle persone".
La consultazione dei documenti dell'Archivio provinciale di Trento avviene secondo il regolamento della sala di studio.

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(1) Biografia in FRANZOI S., "Tra carriera militare e passione per la storia: Volkmar Spaur archivista a Castel Valer", in "Castel Valer e i conti Spaur: nuove ricerche di storia regionale", a cura di Roberto Pancheri, Tassullo, 2012, pp. 148-159.
(2) Acquistato nel 2019, ordinato e inventariato "Famiglia Spaur (Spaur Unterrichter). Inventario dell'archivio (1231, copia - 1981)", a cura di Ornella Bolognese e Francesca Tecilla (Koiné s.c.a.r.l.), Trento, Provincia autonoma, 2024.
(3) Si veda l'inventario "Archiv Welsperg Spaur", a cura di Philipp Tolloi, [Bolzano], 2011/2012.
(4) Per entrambi gli spezzoni si veda "Archivio di Stato di Trento", [a cura di Salvatore Ortolani], in "Guida generale degli archivi di Stato italiani", Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni archivistici, 1994, vol. 4 (S-Z), pp. [661]-726.
(5) Oggi Tiroler Landesarchiv Innsbruck, "Urkundereihe II", scatole 182-186.
(6) Si veda "Archivio di Stato di Verona", [a cura di Laura Castellazzi], in "Guida generale degli archivi di Stato italiani", Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni archivistici, 1994, vol. 4 (S-Z), pp. [1241]-1323.

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Denominazione Comune Condizione giuridica Servizio archivio
Archivio provinciale di Trento TRENTO Pubblico Si
Denominazione Estremi cronologici
Spaur, conti, sec. XIV - sec. XIV -