Chiesa di Santa Maria Maddalena, Cavareno, sec. XVI - 1987 gennaio 24 ( sec. XVI - 1987 gennaio 24 )

Chiesa di Santa Maria Maddalena, Cavareno, sec. XVI - 1987 gennaio 24

Chiesa di Santa Maria Maddalena

ente

sec. XVI - 1987 gennaio 24

La prima cappella dedicata a Santa Maria Maddalena di Cavareno, con al suo interno un altare dedicato alla Madonna e uno a san Giovanni Battista, risale presumibilmente al XV secolo ma viene citata per la prima volta solo nella visita pastorale del 1537 (1).
In occasione della visita del 1579 (2), la cappella appariva dotata di arredi in discrete condizioni, l'altare maggiore era però ancora privo di un tabernacolo per la conservazione dell'Eucarestia, tenuta in un piccolo armadio situato nel coro. La chiesetta subì negli anni vari interventi di ampliamento e alla fine del XVII secolo venne quasi distrutta da un incendio. Fu subito ricostruita e, in occasione della visita del 15 luglio 1695 (3), si consacrarono due nuovi altari, uno in onore di san Giuseppe e uno di sant'Antonio. Quest'ultimo si trovava nella cappella del beneficio de Zinis, posta sul lato settentrionale dell'edificio.
Nel 1855, in seguito ad un aumento della mortalità dovuto ad un'epidemia di colera, venne destinato provvisoriamente ad accogliere le salme un campo di proprietà del Comune situato nei pressi di Sarnonico. La conseguenza fu che il vecchio cimitero che si trovava attorno alla chiesa andò lentamente in disuso tanto da diventare l'attuale piazza.
Nel 1869 si intrapresero i lavori di costruzione della nuova chiesa a conclusione dei quali, nel 1873, il vecchio edificio venne spogliato di tutti gli oggetti sacri e quindi chiuso al culto. Per alcuni anni venne usato come deposito comunale e teatro. Nel 1888 fu abbattuto il presbiterio e smantellate le volte e tutte le strutture interne in modo tale da poter ospitare le scuole e la cancelleria comunale. Nel 1911 venne tolto il tetto gotico e alzato di un piano. Nel 1952 il Comune optò per la liquidazione dell'immobile che venne trasformato in albergo.
Attualmente del vecchio edificio rimane solo il campanile del tutto avulso dal nuovo, sia per la distanza che li separa, sia per la diversità di stile, ma che comunque continua a svolgere il suo ruolo.
La nuova chiesa, fortemente voluta dal curato Vincenzo Deromedis, che molto si prodigò per ottenerne la realizzazione, venne costruita in un luogo non molto distante dall'antica. I lavori iniziarono nella primavera del 1869 su disegni e progetto dell'ingegnere G. Donà di Fondo. Tale progetto subì parecchie modifiche in corso d'opera, come ad esempio la mancata realizzazione delle due torri campanarie ai lati della facciata, la modifica della grandezza delle finestre a bifora e la sopraelevazione delle cupole della navata e del presbiterio. I lavori si conclusero nel 1873 con una spesa finale quasi doppia rispetto al preventivo iniziale. Fu benedetta ed aperta al culto nel dicembre del 1873 e consacrata da monsignor Giovanni Haller, coadiutore del vescovo di Trento, il 29 agosto 1876. Titolare rimase Santa Maria Maddalena.
Ad abbellire la nuova chiesa furono posti oggetti sacri tolti dal vecchio edificio come i quadri della Via Crucis realizzati dal pittore Mattia Lampi di Romeno, il pulpito, la pala dell'altare maggiore. Anche gli antichi altari in legno facevano parte dell'antica chiesa e nel 1894 i due laterali furono sostituiti dagli attuali in marmo bianco e nero realizzati dal tagliapietra Pietro Demartin di Predazzo.
L'onere di provvedere alla manutenzione dell'edificio spettava al Comune che si assunse il compito impegnando sempre risorse e materiali. La chiesa infatti possedeva pochi immobili e del tutto insufficienti a sopperire alle spese di restauro e manutenzione.
In applicazione della legge n. 222 del 20 maggio 1985 e in seguito ai DD.MM. del 21 marzo 1986 e 30 dicembre 1986 (pubblicato quest'ultimo sulla Gazzetta ufficiale il 24.01.1987), a decorrere dal 24 gennaio 1987 l'ente Chiesa parrocchiale di Cavareno è stato soppresso e i suoi beni (con tutte le relative pertinenze, accessioni, comproprietà, diritti, servitù e ipoteche) sono stati assegnati all'ente Parrocchia di Santa Maria Maddalena con sede in Cavareno.

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ente della chiesa cattolica

Il curatore d'anime era il legittimo amministratore della sostanza della chiesa curata, come anche delle chiese annesse e di tutte le fondazioni istituite a favore delle stesse. Il patrimonio della chiesa era costituito dagli apparati, dagli utensili, dagli arredi sacri di cui essa è provvista per il culto divino, dagli altri beni mobili di sua proprietà, come pure dai fabbricati, fondi, capitali, introiti, diritti ad essa appartenenti, i cui proventi sono destinati a sopperire ai bisogni del culto divino e al mantenimento in buono stato dei fabbricati. Il parroco svolgeva la sua attività di responsabile amministrativo affiancato dai fabbricieri (detti anche sindaci o massari), quali rappresentanti della comunità. L'istituzione e l'azione dei fabbricieri vennero disciplinate da un decreto napoleonico del 26 maggio 1807: venivano nominati per decreto ministeriale o prefettizio, erano generalmente tre per ciascuna chiesa e duravano in carica cinque anni. Nella diocesi di Trento venne emanata nel 1865 una normativa relativa all'amministrazione delle chiese che disciplinava, tra l'altro, anche il rapporto del curatore d'anime coi fabbricieri. Il primo era considerato l'organo ecclesiastico dell'amministrazione e a lui competeva la principale direzione; i fabbricieri gli erano affiancati "tanto allo scopo di prestargli assistenza, quanto nella loro qualità di rappresentanti della comunità ecclesiastica (...). Tanto il curator d'anime che i fabbricieri devono sempre aver cognizione di quanto concerne l'amministrazione". I fabbricieri venivano di regola proposti al curatore d'anime; il loro ufficio durava due anni, salvo la possibilità di essere riconfermati. Dal 1874 (Legge 7 maggio 1874, Boll. Leggi dell'Impero n. 50) spettava al decano il diritto di nominare i fabbricieri proposti dalla comunità. Le fabbricerie erano perciò organi amministrativi dipendenti dall'autorità ecclesiastica, ai quali era demandata l'amministrazione dei beni temporali di una chiesa, con esclusione di qualsiasi ingerenza nelle questioni di culto. Anche il Codice di diritto canonico del 1917 (cann. 1183-1184) contemplava espressamente la fabbriceria, escludendola però da molte ingerenze (elemosine di messe, ordine della chiesa e del cimitero, disposizione e custodia dei libri parrocchiali, ecc.). Lo stesso Codice conferiva alla chiesa personalità giuridica, con il diritto di acquistare, ritenere, amministrare liberamente ed indipendentemente da ogni potere civile beni temporali per il conseguimento dei propri fini (can. 1495). Dove mancava la fabbriceria, l'amministratore unico era il rettore della chiesa, sotto l'esclusivo controllo dell'Ordinario. Il parroco o rettore della chiesa, che faceva sempre parte di diritto della fabbriceria, per la natura stessa dell'ente ne era il presidente. Il Concordato del 1929 e il regio decreto del 26 settembre 1935 ridimensionarono ulteriormente la rilevanza delle fabbricerie. L'ente chiesa parrocchiale è stato soppresso in seguito all'applicazione degli adempimenti in materia di revisione concordataria seguiti alla legge 20 maggio 1985 n. 222, e all'entrata in vigore del relativo regolamento di esecuzione (decreto 13 febbraio 1987, n.33), in particolare in seguito all'approvazione dei decreti con i quali è stata stabilita la sede e la denominazione dei nuovi enti parrocchia.

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Chiesa

(1) Cfr. ADT, Atti visitali, n. 1.
(2) Ibidem, n. 3, p. 277.
(3) Ibidem, n. 23, c. 318 e segg.

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La scheda è stata compilata secondo le regole di descrizione di "Sistema informativo degli archivi storici del Trentino. Manuale-guida per l'inserimento dei dati", Trento, 2006.

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Legge 20 maggio 1985, n. 222, "Disposizioni sugli enti ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi"

Decreto Ministeriale 30 dicembre 1986, Conferimento della qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto all'Istituto per il sostentamento del clero nella diocesi di Trento ed alle quattrocentocinquantasei parrocchie costituite nella stessa diocesi. Perdita della personalità giuridica civile da parte di millecentonovantuno enti beneficiali e di quattrocentoquarantadue chiese parrocchiali, tutti della sopraddetta diocesi di Trento

Codice di diritto canonico (1983)

Denominazione Estremi cronologici
Comune di Cavareno
Denominazione Estremi cronologici
Chiesa di Santa Maria Maddalena in Cavareno
Chiesa di Santa Maria Maddalena in Cavareno
Denominazione Estremi cronologici
Parrocchia di Santa Maria Maddalena