Scuola elementare di Sagron Mis, Sagron Mis, 1924 ottobre 1 - 2007 [settembre] ( 1924 ottobre 1 - 2007 [settembre] )

Scuola elementare di Sagron Mis, Sagron Mis, 1924 ottobre 1 - 2007 [settembre]

Scuola elementare di Sagron Mis

Scuola elementare di Sagron Miss

ente

1924 ottobre 1 - 2007 [settembre]

Il passaggio tra il sistema scolastico austriaco e il sistema scolastico italiano avvenne per gradi.
Il I ottobre 1924 (1) entrarono ufficialmente in vigore le nuove norme per l'organizzazione delle scuole elementari della Venezia Tridentina dal punto di vista didattico. Con i nuovi ordinamenti previsti le scuole elementari vennero divise in scuole classificate, scuole provvisorie e scuole sussidiate. L'ordinamento didattico prevedeva per gli alunni dai sei ai quattordici anni, otto anni di scuola, divisi in cicli: il grado inferiore (dalla I alla III classe, nelle quali venivano insegnati, oltre a scrivere, a leggere e a far di conto, nozioni fondamentali di dottrina cristiana e rudimenti di geografia); il grado superiore (IV e V classe, dove si aggiungevano lo studio della storia, nozioni di diritto e di economia); le classi integrative di avviamento professionale (VI, VII, VIII) che prevedevano insegnamenti ed esercitazioni specifiche.
La durata dell'anno scolastico per i primi quattro anni di scuola era di 180 giorni di scuola di 5 ore ciascuna con orario spezzato: negli altri quattro, per i quali scattava la possibilità dell'esonero estivo, si riducevano a 108 giornate.
Trascorsi tre anni di applicazione in via sperimentale dei decreti della Riforma Gentile, con il R.D., n.577 del 5 febbraio 1928 (2) vennero raccolte in un testo unico tutte le leggi e le norme sull'istruzione elementare e post-elementare e viene stabilito altresì che l'amministrazione delle scuole elementari spetterà al Regio Provveditore agli studi e l'art.11 stabilirà che: "il territorio del Regio Provveditorato è diviso con decreto ministeriale in circoscrizioni ispettive...e in circoli didattici...".
Veniva ribadita la distinzione in scuole classificate, non classificate e sussidiate (art. 51); si definirono più precisamente le scuole classificate: "sono classificate le scuole ordinate in classi distinte rette ciascuna da un proprio insegnante, ovvero abbinate o tenute in orario alternato da un solo insegnante; ogni scuola classificata non può avere più di 60 alunni" (art. 65); nelle disposizioni per le Nuove Provincie si ribadisce inoltre che l'insegnamento è impartito in lingua italiana (art. 272). Anche a Sagron Mis la scuola elementare era una scuola classificata con due sedi una a Mis e l'altra a Sagron sicuramente fino all'anno scolastico 1971/1972 data della documentazione oggetto del presente riordino.
Conseguentemente al riordino delle circoscrizioni e dei circoli didattici, la scuola elementare di Sagron Mis risultò dipendere dalla II circoscrizione di Trento, circolo didattico di Fiera di Primiero come attestato dal diario di classe dell'anno scolastico 1924/1925. Nell'anno scolastico 1927/1928, dopo l'avvenuta riunione del comune di Sagron Mis con Fiera di Primiero, Siror, Tonadico e Transacqua in un unico comune denominato comune di Primiero, cambiò anche la denominazione del circolo didattico che divenne di Primiero; dal 1928/1929 la circoscrizione didattica fu assegnata a Borgo Valsugana, ma la scuola elementare non subì variazioni e proseguì le sue attività.
A partire dall'anno scolastico 1930/31 fu introdotto il libro unico di Stato per tutte le classi elementari, costituito di un unico volume per la I e la II classe e di un volume separato per la III, IV e V classe, cercando di arginare, tra l'altro, il fenomeno del commercio di libri di testo privati, spesso ad opera degli stessi insegnanti (il libro unico di Stato fu poi abolito nel 1947).
Nel 1931 anche tutte le scuole che venivano ancora amministrate dai comuni, passarono integralmente allo Stato, che gestiva ora direttamente gli emolumenti agli insegnanti e ai direttori didattici.
Dall'anno scolastico 1940/1941 al 1943/1944 anche la scuola di Sagron Mis beneficiò dell'assistenza dell'O.N.A.I.R. "ente assistenziale che integrò e sorresse la scuola nelle terre da poco italiane" (3).
Nel 1962 fu istituita la scuola media unica, che abolì, tra l'altro, la scuola post-elementre e le scuole di avviamento professionale.
Con l'approvazione del D.P.R. 416/1974, vennero introdotti, anche nella scuola elementare di Sagron Mis, gli organi collegiali e furono eletti il primo Consiglio di interclasse e il primo Consiglio di circolo.
Nel 1977 furono aboliti nella scuola elementare gli esami di riparazione e gli esami di seconda sessione alla fine del primo ciclo in seconda elementare (art. 3); l'esame si sosteneva ora in un'unica sessione e la licenza elementare si otteneva mediante prove scritte e colloquio in V elementare. La norma, in vigore dall'anno scolastico 1977/78, stabiliva inoltre che l'anno scolastico iniziasse il 10 settembre e finisse il 9 settembre dell'anno successivo.
Con l'istituzione dei "moduli" curricolari e con la programmazione educativo-didattica collegiale introdotti dalla L. 148/1990, venne a cadere la prerogativa dell'insegnante unico per classe e vennero assegnati tre o quattro docenti per classe, a seconda dei casi (art. 4); vennero istituiti inoltre gli insegnanti di sostegno.
Con le norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di ordinamento scolastico in provincia di Trento del 1988 e con l'istituzione della Sovrintendenza scolastica provinciale, iniziò il percorso che portò all'autonomia gli istituti e le scuole statali di ogni ordine e grado nella provincia di Trento. Alle "unità scolastiche", come furono definite dalla L.P. 29/1990 (art. 1) fu riconosciuta l'autonomia organizzativa, finanziaria e amministrativa. Dopo che lo Stato, con la L. 59/1997, cercò di attuare una riforma generale della pubblica amministrazione decentrando le competenze delle istituzioni scolastiche, si approdò alla L.P. 11 settembre 1998, n. 10 che chiude il percorso che porta alla completa autonomia organizzativa, amministrativa, finanziaria e didattica nonché di ricerca, di sperimentazione e di sviluppo degli istituti scolastici (art. 83).
Con la L.P. 10/1998 si individuano degli obiettivi e standard provinciali e si prevede l'adozione, per ogni istituzione scolastica, di un progetto d'istituto, di un regolamento di istituto e di una carta dei servizi. La Provincia favorisce inoltre la costituzione di istituti comprensivi.

La prima data riportata nell'intestazione è quella istituzionale, mentre quella finale si riferisce alla chiusura della scuola elementare nel comune di Sagron Mis.

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ente di istruzione e ricerca

Con i nuovi ordinamenti previsti dalla legge Gentile le scuole elementari vennero divise in scuole classificate, scuole provvisorie e scuole sussidiate. L'ordinamento didattico prevedeva per gli alunni dai sei ai quattordici anni, otto anni di scuola, divisi in cicli: il grado inferiore (dalla I alla III classe, nelle quali venivano insegnati, oltre a scrivere, a leggere e a far di conto, nozioni fondamentali di dottrina cristiana e rudimenti di geografia); il grado superiore (IV e V classe, dove si aggiungevano lo studio della storia, nozioni di diritto e di economia); le classi integrative di avviamento professionale (VI, VII, VIII) che prevedevano insegnamenti ed esercitazioni specifiche. Il maestro era subordinato al direttore e questi al Provveditore, che vigilava sull'insegnamento tramite ispettori che controllavano una circoscrizione. La durata dell'anno scolastico per i primi quattro anni di scuola era di 180 giorni di scuola di 5 ore ciascuna con orario spezzato e l'obbligo di frequenza integrale: negli altri quattro, per i quali scattava la possibilità dell'esonero estivo, si riducevano a 108 giornate.
Le scuole diurne rurali (scuole elementari miste a più classi rette da un solo insegnante) come pure le cosiddette scuole sussidiate (anch'esse uniche, pluriclassi, con un tetto massimo di 15 alunni e durata ridotta a 4/6 mesi del periodo di lezioni, che potevano essere aperte da privati e da enti con l'autorizzazione del Provveditore agli Studi e mantenute parzialmente con il sussidio dello Stato) passarono nel 1926/1927 in gestione delegata all'O.N.A.I.R.
Nell'organizzazione di quest'ultima "per le direttive tecnico-didattiche e la sorveglianza, le scuole rurali e sussidiate che avevano sede nella provincia di Trento e Bolzano erano affidate ad un ispettore regionale tecnico coadiuvato da direttori di zona (a Trento, Rovereto, Bolzano, Bressanone, Merano e Silandro), a partire dal 1934 alle dipendenze di una Direzione generale delle scuole rurali e corsi serali, residente a Trento. Il programma d'insegnamento rispecchiava quello delle scuole uniche statali."
L'organizzazione scolastica rimase così fino agli anni '60, quando venne istituita la scuola media.

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Istruzione

In base al T.U 577/1928, l'istruzione elementare era impartita gratuitamente in tutti i comuni; le scuole elementari si distinguevano in scuole classificate, non classificate e sussidiate; le scuole classificate erano istituite e mantenute dai Provveditorati agli studi o dai Comuni.
I Comuni, qualora la scuola fosse a carico del Provveditorato, dovevano contribuire al mantenimento con un contributo proporzionale al numero degli abitanti.
L'amministrazione della scuola elementare era affidata, di regola, ad un insegnante di ruolo (art. 66).
I maestri abilitati ad insegnare in una lingua diversa dall'italiana, dovevano conseguire anche l'abilitazione all'insegnamento in lingua italiana.
I maestri rispondevano direttamente al direttore didattico governativo.
Con il T.U. approvato con D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297 che razionalizzò la legislazione precedente a partire dal 1974, si delinearono più precisamente gli organi collegiali e le loro competenze; in particolare, per quello che riguarda la distribuzione delle scuole elementari:
"1. Le scuole elementari sono istituite con decreto del provveditore agli studi.
2. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione il territorio del provveditorato agli studi è ripartito in circoli didattici la cui direzione ha sede in una delle scuole.
3. Le nuove istituzioni e gli adeguamenti sono effettuati tenendo prioritariamente presenti le necessità derivanti dallo sviluppo della popolazione scolastica, la situazione ambientale e l'esigenza che ogni circolo sia compreso in un unico distretto scolastico.
4. Il Ministro della pubblica istruzione adegua annualmente la distribuzione sul territorio dei circoli didattici esistenti, nei limiti del complessivo organico dei direttori didattici di cui al comma 6 e in conformità al piano pluriennale previsto dall'articolo 51.
5. Il numero complessivo di alunni per ciascun plesso deve essere superiore a venti, ad eccezione dei plessi ubicati nelle piccole isole e nelle zone di montagna, nelle quali le difficoltà di collegamento non consentano la possibilità di accorpamento o di trasporto degli alunni in altre scuole" (art. 55).
Il territorio viene diviso in circoscrizioni didattiche:
"1. La circoscrizione territoriale dei provveditorati agli studi è divisa, a norma dell'articolo 55, in circoli didattici.
2. Al circolo didattico è preposto il direttore didattico che svolge le funzioni previste dall'articolo 396" (art. 120).
Vennero inoltre meglio specificati i ruoli e le competenze degli organi collegiali.
- Consiglio di interclasse:
"Il consiglio di interclasse nelle scuole elementari è composto dai docenti dei gruppi di classi parallele o dello stesso ciclo o dello stesso plesso nella scuola elementare.
Fanno parte del consiglio di interclasse anche i docenti di sostegno.
Le funzioni di segretario del consiglio sono attribuite dal direttore didattico o dal preside a uno dei docenti membro del consiglio stesso.
Le competenze relative alla realizzazione del coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari spettano al consiglio di interclasse con la sola presenza dei docenti.
I consigli di interclasse sono presieduti rispettivamente dal direttore didattico e dal preside oppure da un docente, membro del consiglio, loro delegato; si riuniscono in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni, col compito di formulare al collegio dei docenti proposte in ordine all'azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione e con quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni. In particolare esercitano le competenze in materia di programmazione, valutazione e sperimentazione..." (art. 5).
- Collegio docenti:
"1. Il collegio dei docenti è composto dal personale docente di ruolo e non di ruolo in servizio nel circolo o nell'istituto, ed è presieduto dal direttore didattico o dal preside. Fanno altresì parte del collegio dei docenti i docenti di sostegno che ai sensi del successivo articolo 315, comma 5, assumono la contitolarità di classi del circolo o istituto..." (art. 7).
- Consiglio di circolo:
"1. Il consiglio di circolo o di istituto, nelle scuole con popolazione scolastica fino a 500 alunni, è costituito da 14 componenti, di cui 6 rappresentanti del personale docente, uno del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 6 dei genitori degli alunni, il direttore didattico o il preside; nelle scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni è costituito da 19 componenti, di cui 8 rappresentanti del personale docente, 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario e 8 rappresentanti dei genitori degli alunni, il direttore didattico o il preside" (art. 8).
- Comitato per la valutazione del servizio dei docenti:
"1. Presso ogni circolo didattico o istituto scolastico è istituito il comitato per la valutazione del servizio dei docenti.
2. Il comitato è formato, oltre che dal direttore didattico o dal preside, che ne è il presidente, da 2 o 4 docenti quali membri effettivi e da 1 o 2 docenti quali membri supplenti, a seconda che la scuola o istituto abbia sino a 50 oppure più di 50 docenti.
3. I membri del comitato sono eletti dal collegio dei docenti nel suo seno" (art. 11).
- Assemblee dei genitori:
"1. Le assemblee dei genitori possono essere di sezione, di classe o di istituto.
2. I rappresentanti dei genitori nei consigli di intersezione, di interclasse o di classe possono esprimere un comitato dei genitori del circolo o dell'istituto" (art. 15).

Nell'ottobre del 1924 anche la scuola elementare di Sagron Mis recepì i nuovi ordinamenti portati dalla riforma "Gentile" e pertanto si crearono due pluriclassi miste di alunni una a Mis, fino all'anno scolastico 1968/1969, e l'altra a Sagron, con due insegnanti entrambi fiduciari. Tale situazione è testimoniata fino al 1972, data dell'ultimo documento presente nell'archivio comunale.

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Sia in base alle norme entrate in vigore dopo l'annessione al Regno d'Italia delle Nuove Province, sia in base alla legislazione successiva, fino all'autonomia della scuola, tutte le amministrazioni scolastiche dipendevano dal Ministero.
Dal 1923 al 1929 l'istruzione dipendeva dal Ministero della pubblica istruzione.
Il governo Mussolini lo sostituì, con decreto 1661/1929, con il Ministero dell'educazione nazionale.
Dal 1944 in poi, venne ripristinata la denominazione Ministero della pubblica istruzione.
Secondo la normativa raccolta nel T.U. 577/1928, il diretto superiore del maestro elementare era il direttore didattico governativo.
Al direttore didattico governativo era affidato un circolo didattico dipendente dal Provveditorato agli studi.
Il Provveditorato, nominato su base regionale, era direttamente dipendente dal Ministero.
Il Provveditorato sovrintendeva agli Ispettori scolastici, che avevano funzioni di vigilanza su una circoscrizione scolastica, ai Consigli scolastici, che avevano funzioni amministrative, e ai Consigli di disciplina, che avevano funzioni di vigilanza sui direttori didattici comunali per i comuni più grandi.
Con D.P.R. 416/1974 vengono istituiti anche nella scuola elementare gli organi collegiali: consiglio di interclasse, consiglio di circolo, collegio dei docenti e comitato per la valutazione dei docenti. Il loro operato è direttamente controllato dalla direzione didattica corrispondente.
Alla Direzione didattica sovrintende il Consiglio scolastico provinciale e a questo il Provveditore agli studi.
Il territorio viene diviso poi in distretti scolastici, i cui organi sono i Consigli scolastici distrettuali; tutti i Consigli scolastici distrettuali dipendono dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione e questo direttamente dal Ministero.

La scuola elementare di Sagron Mis dipendeva direttamente dalla direzione didattica di Primiero e manteneva rapporti con il comune di Sagron Mis ed altri comuni e con le autorità scolastiche superiori.

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1. Organizzazione delle scuole elementari nella Venezia Tridentina, pubblicato in "Schola. Bollettino del R. Provveditorato agli Studi della Venezia Tridentina", a.I, n.6-7 (aprile-maggio 1924);
2. Tale decreto rimase in vigore con modificazioni fino alla creazione della scuola media unica, nel 1962;
3. ANTONELLI Q., Storia della scuola elementare e formazione e formazione degli archivi scolastici nel Trentino, IN: Gli archivi delle scuole elementari trentine: censimento descrittivo, a cura di Arcaini R.G., Trento, 2003, p.LIII

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La scheda è stata compilata secondo le regole di descrizione di "Sistema informativo degli archivi storici del Trentino. Manuale - guida per l'inserimento dei dati", Trento, 2006

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ACSaMi, A5. "Scuola di Sagron Mis"

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Regio Decreto 1 luglio 1933, n. 786, "Passaggio allo Stato delle scuole elementari dei Comuni autonomi"

Legge 31 dicembre 1962, n.1859 - Istituzione e ordinamento della scuola media statale

Decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 416, istituzione e riordinamento di organi collegiali della scuola materna, elementare, secondaria e artistica

Decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n.417, Norme sullo stato giuridico del personale docente, direttivo ed ispettivo della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica

Legge 4 agosto 1977, n. 517 Norme sulla valutazione degli alunni e l'abolizione degli esami di riparazione nonché altre norme di modifica dell'ordinamento scolastico

Legge 5 giugno 1990, n. 148 Riforma dell'ordinamento della scuola elementare

Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione

Decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 405, Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino Alto-Adige in materia di ordinamento scolastico in provincia di Trento

Legge provinciale 9 novembre 1990, n. 29, Norme in materia di autonomia delle scuole, organi collegiali e diritto allo studio

Legge 15 marzo 1997, n. 59 Legge di delega al governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa

Legge regionale 23 ottobre 1998, n. 10, Modifiche alla legge regionale 4 gennaio 1993, n. 1 "Nuovo ordinamento dei comuni della Regione Trentino-Alto Adige"

Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59

D.P.G.P. 18 ottobre 1999, n. 12-11/Leg, Regolamento concernente norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche

Decreto del presidente della Giunta provinciale 18 ottobre 1999, n. 13-12/Leg, Regolamento concernente "Norme per l'autonomia delle istituzioni scolastiche"

Regio decreto 20 dicembre 1923, n. 3113, Disposizioni concernenti le scuole elementari nei territori annessi, in vigore dal 1 febbraio 1924

Regio Decreto del 5 marzo 1923 "col quale sono stabilite le sedi dei Provveditorati regionali agli studi e le relative circoscrizioni"

Regio decreto 1° ottobre 1923, n. 2185, ordinamento dei gradi scolastici e dei programmi didattici dell'istruzione elementare, in vigore dal 24 ottobre 1923

Regio Decreto 31 ottobre 1923, n. 2410, Classificazione delle scuole elementari e trasformazione delle scuole stesse di scarso rendimento

Ordinanza del Ministero dell'Istruzione 10 gennaio 1924, Norme regolamentari per l'applicazione del R.D. 1 ottobre 1923, n. 2185

Regio Decreto 3 novembre 1923, n. 2453 "Norme concernenti l'ordinamento per l'istruzione elementare"

Regio Decreto 26 aprile 1928, n. 1297, Regolamento generale dei servizi dell'istruzione elementare

Decreto n. 3989 del 19 aprile 1924 del Provveditorato agli studi per la Venezia Tridentina che stabilisce l'entrata in vigore delle nuove norme per l'organizzazione delle scuole elementari della Venezia Tridentina

Regio Decreto 22 gennaio 1925, n. 432, Approvazione del testo unico delle leggi sulla istruzione elementare, post-elementare e sulle sue opere d'integrazione

Regio decreto 5 febbraio 1928, n. 577, Approvazione del testo unico delle leggi e delle norme giuridiche, emanate in virtù dell'art. 1, N. 3, della legge 31 gennaio 1926, n. 100, sulla istruzione elementare, post-elementare e sulle sue opere di integrazione

Legge 14 settembre 1931, n. 1175, Testo Unico delle leggi sulla finanza locale

Denominazione Estremi cronologici
Comune di Sagron Mis
Denominazione Estremi cronologici
Regio Decreto 1 luglio 1933, n. 786, "Passaggio allo Stato delle scuole elementari dei Comuni autonomi" 1933 luglio 1
Legge 31 dicembre 1962, n.1859 - Istituzione e ordinamento della scuola media statale 1962 dicembre 31
Decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 416, istituzione e riordinamento di organi collegiali della scuola materna, elementare, secondaria e artistica 1974 maggio 31
Decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n.417, Norme sullo stato giuridico del personale docente, direttivo ed ispettivo della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica 1974 maggio 31
Legge 4 agosto 1977, n. 517 Norme sulla valutazione degli alunni e l'abolizione degli esami di riparazione nonché altre norme di modifica dell'ordinamento scolastico 1977 agosto 4
Legge 5 giugno 1990, n. 148 Riforma dell'ordinamento della scuola elementare 1990 giugno 5
Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione 1994 aprile 16
Decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 405, Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino Alto-Adige in materia di ordinamento scolastico in provincia di Trento 1988 luglio 15
Legge provinciale 9 novembre 1990, n. 29, Norme in materia di autonomia delle scuole, organi collegiali e diritto allo studio 1990 novembre 9
Legge 15 marzo 1997, n. 59 Legge di delega al governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa 1997 marzo 15
Legge regionale 23 ottobre 1998, n. 10, Modifiche alla legge regionale 4 gennaio 1993, n. 1 "Nuovo ordinamento dei comuni della Regione Trentino-Alto Adige" 1998 ottobre 23
Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59 1999 marzo 8
D.P.G.P. 18 ottobre 1999, n. 12-11/Leg, Regolamento concernente norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche 1999 ottobre 18
Decreto del presidente della Giunta provinciale 18 ottobre 1999, n. 13-12/Leg, Regolamento concernente "Norme per l'autonomia delle istituzioni scolastiche" 1999 ottobre 18
Regio decreto 20 dicembre 1923, n. 3113, Disposizioni concernenti le scuole elementari nei territori annessi, in vigore dal 1 febbraio 1924 1923 dicembre 20
Regio Decreto del 5 marzo 1923 "col quale sono stabilite le sedi dei Provveditorati regionali agli studi e le relative circoscrizioni" 1923 marzo 5
Regio decreto 1° ottobre 1923, n. 2185, ordinamento dei gradi scolastici e dei programmi didattici dell'istruzione elementare, in vigore dal 24 ottobre 1923 1923 ottobre 1
Regio Decreto 31 ottobre 1923, n. 2410, Classificazione delle scuole elementari e trasformazione delle scuole stesse di scarso rendimento 1923 ottobre 31
Ordinanza del Ministero dell'Istruzione 10 gennaio 1924, Norme regolamentari per l'applicazione del R.D. 1 ottobre 1923, n. 2185 1924 gennaio 10
Regio Decreto 3 novembre 1923, n. 2453 "Norme concernenti l'ordinamento per l'istruzione elementare" 1923 novembre 3
Regio Decreto 26 aprile 1928, n. 1297, Regolamento generale dei servizi dell'istruzione elementare 1928 aprile 26
Decreto n. 3989 del 19 aprile 1924 del Provveditorato agli studi per la Venezia Tridentina che stabilisce l'entrata in vigore delle nuove norme per l'organizzazione delle scuole elementari della Venezia Tridentina 1924 aprile 19
Regio Decreto 22 gennaio 1925, n. 432, Approvazione del testo unico delle leggi sulla istruzione elementare, post-elementare e sulle sue opere d'integrazione 1925
Regio decreto 5 febbraio 1928, n. 577, Approvazione del testo unico delle leggi e delle norme giuridiche, emanate in virtù dell'art. 1, N. 3, della legge 31 gennaio 1926, n. 100, sulla istruzione elementare, post-elementare e sulle sue opere di integrazione 1928 febbraio 5
Legge 14 settembre 1931, n. 1175, Testo Unico delle leggi sulla finanza locale 1931 settembre 14
Denominazione Estremi cronologici
Scuola elementare di Sagron Mis
Scuola di Sagron Mis