Il paese di Faedo è situato in una conca a 600 metri di altitudine; il territorio del suo comune si estende fino a valle e comprende anche il castello di Königsberg (Montereale).
Per tutto il periodo medievale e fino alla soppressione napoleonica, Faedo era inserito nel "comitatus Zovi et Faedi", feudo di proprietà del principato vescovile di Trento e formato dall’area attuale di Giovo, Faedo, Lavis e dall’area di San Michele sulla sinistra dell'Adige. La sede giurisdizionale si trovava presso il castello di Königsberg di cui vennero investiti, fino al 1407, i conti del Tirolo, poi i conti Thun fino alla seconda metà del secolo XVIII (1).
Le vicende ecclesiastiche di questo territorio sono strettamente legate alla storia del monastero degli Agostiniani di San Michele all'Adige, fondato dal vescovo di Trento Altemanno agli inizi del secolo XII (2). Infatti, fin dai tempi antichi furono i canonici del monastero che si occuparono della cura d'anime e della celebrazione delle funzioni sacre nei centri vicini.
Nonostante già dal XIV secolo a Faedo fosse attestata una chiesa, dedicata a Sant'Agata e consacrata il 16 luglio 1321 (3), in paese non c'era un sacerdote che celebrava le messe e provvedeva alle funzioni spirituali. Così il 27 agosto 1327, la comunità di Faedo si rivolse al monastero e, in seguito a una cessione di fondi e di diritti comunali, ottenne dal preposito l'assicurazione del servizio ministeriale per la chiesa di Sant'Agata. Il monastero si impegnava a mandare un sacerdote a Faedo la domenica e nelle principali feste liturgiche per la celebrazione della messa con l'autorizzazione a confessare, battezzare, offrire il Santissimo Sacramento e cresimare (4).
Da quella data la chiesa di Faedo venne incorporata nella Prepositura di San Michele e i sacerdoti furono scelti e nominati dal preposito tra i canonici dello stesso convento che forniva loro il necessario sostentamento.
La situazione mutò sensibilmente alcuni secoli dopo quando, il 21 ottobre 1637, la comunità di Faedo stipulò una convenzione con il preposito del monastero Tommaso Zigainer (5) tramite la quale Faedo si impegnò a mantenere economicamente il sacerdote. A questo scopo venne destinata anche parte del lascito di Nicolò fu Silvestro Simoni da Cembra mercante a San Michele il quale, il 29 maggio 1634, donò alla comunità alcuni suoi beni in cambio della celebrazione di alcune messe settimanali (6). Al sacerdote veniva inoltre garantita un'abitazione adeguata e la fornitura della legna per l'inverno. Il monastero continuava a versare il suo contributo in natura (frumento, segale e mosto) mantenendo così il suo diritto di presentazione del curato. Da questo momento iniziano le registrazioni anagrafiche dei nati, matrimoni e morti (7).
Nel 1807 il monastero venne soppresso e il diritto di presentazione del sacerdote passò al Governo come l'onere del suo mantenimento tramite il Fondo di religione, che aveva incamerato i beni della Prepositura.
Il patronato sovrano di Faedo venne ribadito l'11 luglio 1871 dal Dipartimento contabile della Luogotenenza di Innsbruck (8).
L'Ordinariato di Trento con una relazione prodotta il 16 ottobre 1896 rivolta alla Luogotenenza di Innsbruck affermò che il curato di Faedo era "autorizzato all'esercizio indipendente della cura d'anime" (9), ed era delegato dallo stesso Ordinariato a benedire i matrimoni, a "fare gli obiti sia degli adulti che dei bambini, tenere i registri dei nati, matrimoni e morti sotto la propria responsabilità (10). Questo dimostrava che il curato di fatto esercitava in modo autonomo le funzioni di curatore d'anime e poneva le premesse per ottenere l'indipendenza della cura.
Il 10 agosto 1900 la Luogotenenza di Innsbruck, riconoscendo finalmente Faedo come cura indipendente, assegnò al sacerdote un maggiore completamento di congrua (11). La comunità ecclesiastica di Faedo avviò così le pratiche per l'elevazione della cura a parrocchia, cosa che avvenne solo nel 1919.
ELENCO DEI CURATI
1638-1646 Romedio Fuganti
1646-1648 Pietro Antonio Fiemozzi
1648-1657 Carlo Silvestri (cooperatore)
1657-1660 Gaspare Tapparelli
1660-1664 Pietro Predelli
1665-1678 Andrea Ravanelli
1679-1687 Agostino Inama
1688-1691 Giovanni Francesco Poda
1691-1699 Matteo Melchiori
1699-1703 Felice Dalsasso
1703-1716 Pietro Antonio Bozzetta
1716-1724 Prospero Stozzoni
1724-1732 Carlo Giuseppe Rusca
1733-1736 Luigi Antonio Tenaglia
1736-1739 Stefano Golderer
1740-1742 Agostino Bonora
1743-1749 Francesco Antonio Piebl
1749-1762 Nicolò Filippi
1762-1770 Benedetto "Gröbherr"
1770-1772 Ignazio "Gshastirner"
1772-1776 Gaudenzio Stainer
1776-1784 Luigi Antonio Sicher
1784-1792 Antonio Brugnara
1792-1804 Gelasio Tonina
1804-1811 Pietro Zajotti
1811-1812 Carlo Zanotti
1813-1817 Giovanni Giuliani
1817-1843 Antonio Sicher
1843-1852 Giovanni Callegari
1852-1854 Simone Prezzi (cooperatore) con Giovanni Onestinghel (vice)
1854-1857 Andrea Giardini
1857-1859 Floriano Ricci
1859-1867 Luigi Menapace (vice)
1867-1870 Floriano Ricci
1871-1884 Giovanni Evangelista Beltrami
1885-1886 - provvisori -
1886-1889 Carlo Betta
1889-1896 Marco Simeon
1896-1908 Corrado Viola
1908-1932 Giovanni Cortelletti (dal 15.05.1919 primo parroco)
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