Lo statuto del Consorzio economico registrato a garanzia limitata Banca cattolica trentina in Trento presenta quale scopo dell'impresa l'esercizio del credito nelle sue varie forme, ed in particolare "di favorire col credito e col risparmio le casse rurali, i consorzi economici e altre istituzioni di indirizzo conforme allo spirito cattolico e per ciò atte a cooperare alla soluzione della questione sociale".
Lo statuto specifica poi le operazioni che la banca può mettere in atto:
- ricevere depositi in conto corrente liberi o vincolati e depositi a risparmio su libretti nominativi;
- ricevere valori in custodia semplice o in custodia ed amministrazione;
- aprire conti correnti su garanzie;
- scontare effetti cambiari;
- concedere prestiti sull'onore;
- concedere prestiti con ipoteca;
- concedere prestiti agrari;
- svolgere servizio di cassa per conto dei correntisti;
- emettere assegni bancari;
- svolgere qualunque altra operazione bancaria fuorchè operazioni aleatorie e di borsa.
Lo statuto modificato il 1 marzo 1905 amplia il campo di attività della banca; essa "acquista, promuove, sostiene anche partecipandovi, ed in caso di bisogno esercita, imprese agricole, industriali e commerciali, acquista concessioni per ferrovie locali, promuove la costruzione e l'esercizio delle stesse" (18).
Nel corso del 1905 la Banca Cattolica promuove la nascita della Società per azioni Ferrovia elettrica dell'Alta Anaunia, della quale è azionista di maggioranza; con contratto datato 24 febbraio 1906 la banca acquista l'esclusiva del progetto per la linea ferroviaria Dermulo- Mendola dalla Vereinigte Electricitäts Aktien Gesellschaft di Vienna, e con Documento di concessione del 20 dicembre 1906 (19) ottiene dal Ministero delle ferrovie la concessione per la linea ferroviaria stessa, inaugurata l'1 settembre 1909. La banca esegue i lavori in proprio dal 1907 alla fine del 1908, quando le subentra la neonata Unione trentina per imprese elettriche, gestisce la ferrovia a partire dal 1911 tramite la Società per azioni Ferrovia elettrica dell'Alta Anaunia, e mantiene investimenti nella ferrovia fino al 1919, quando vende la sua quota azionaria alla Società elettrica bresciana.
Dal 1907 la Banca Cattolica promuove la nascita della Banca industriale di Trento, della quale è azionista di maggioranza e detentrice della quasi totalità del capitale.
All'inizio del 1909 la banca partecipa per cinque settimi al capitale della Unione trentina per imprese elettriche, società creata per studiare, finanziare, costruire e gestire impianti elettrici e ferrovie elettriche. La società ha come amministratore delegato l'ingegner Emanuele Lanzerotti, già membro del Consiglio di amministrazione della Banca cattolica.
Nel corso del 1911 la banca partecipa alla costituzione della Società anonima gardesana per imprese elettriche; anche tale quota azionaria viene venduta alla Società elettrica bresciana.
Fino all'immediato dopoguerra la banca partecipa al finanziamento del Sindacato agricolo industriale Trentino (S.A.I.T.).
La banca inoltre finanzia consorzi edilizi cooperativi, case operaie, cantine sociali, casse rurali. La banca svolge anche attività di beneficenza, sovvenzionando il Comitato per la difesa nazionale di Folgaria, il Sodalizio cattolico di Bolzano, l'albergo degli emigranti di Innsbruck, e svariati enti ed associazioni con finalità educative e sociali.
A partire dal dopoguerra la banca apre filiali ed agenzie in tutte le valli trentine.
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