Il territorio appartenente alla pieve di Meano si estendeva nella zona collinare situata a nord di Trento, a sinistra dell'ultimo tratto del torrente Avisio. La pieve ebbe inizialmente doppia titolazione: fino al XV secolo accanto a Santa Maria era presente anche la titolazione a San Giovanni Battista. Le sue origini sono molto antiche; alcuni documenti attestano che nella prima metà del secolo XIII era unita al Capitolo della Cattedrale di Trento. In un atto del 1226 relativo ad una lite insorta tra il Capitolo e un sacerdote, i testimoni dichiarano che la chiesa "de Meiano spectat ad dominos canonicos et capitulum tridentinum" (1). Il legame con il Capitolo viene confermato da un buon numero di 'instrumenta' notarili, in particolare risalenti al XIV secolo, relativi alla gestione dei beni della chiesa di Meano conservati presso l'archivio capitolare. Tra il XIV e il XV secolo, così come avveniva anche in altre parrocchie, il pievano titolare non risiedeva mai in loco ma veniva sostituito sempre da un "vicarius" o "rector". Al vicario spettava il compito di cura d'anime con l'amministrazione dei beni della chiesa.
Il passaggio dalla collazione (cioè il conferimento del beneficio ecclesiastico) capitolare a quella vescovile della pieve non è databile con precisione ma avvenne presumibilmente tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI. Dopo questo periodo infatti nell'archivio capitolare non si ritrovano più documenti relativi a Meano mentre iniziano ad essere presenti nell'archivio vescovile. Il primo atto è un'investitura del 1524 con la quale il vescovo Bernardo Cles conferiva la pieve di Meano a Nicolò Madruzzo (2). A partire dalla seconda metà del XVI secolo la pieve venne affidata ad un sacerdote residente e titolare a tutti gli effetti, scelto dal vescovo.
La giurisdizione ecclesiastica della pieve di Meano comprendeva i paesi di Vigo Meano, Cortesano, Gazzadina, Gardolo di Mezzo, Masi Saracini, San Lazzaro e Camparta. In questi paesi il parroco, o un suo sostituto, si recava per celebrare alcune funzioni sacre, mentre gli abitanti di quei luoghi erano tenuti ad andare a Meano presso la chiesa parrocchiale per ricevere i sacramenti.
I vicini di Vigo Meano già agli inizi del XVII secolo avanzarono la richiesta di avere un sacerdote residente nel loro paese ma l'opposizione dei parroci di Meano prolungò di oltre un secolo la possibilità di vedere realizzato tale desiderio. Nel 1634 il parroco di Meano concesse a Vigo un sacerdote per la celebrazione di una messa feriale settimanale, dietro pagamento annuo di 80 ragnesi (3). Il 3 settembre 1715 i vicini di Vigo e Cortesano ottennero dal vescovo di Trento la possibilità di assumere un proprio curato con facoltà di confessare e tenere la dottrina cristiana, fermo restando l'obbligo di servire nella chiesa parrocchiale nelle principali solennità. Il 7 settembre 1718, in occasione della visita pastorale, il vescovo Giovanni Michele Spaur emanò un decreto con il quale venne eretta la cappellania di Vigo con facoltà di amministrare i sacramenti e di battezzare nei mesi invernali. Solo ottant'anni dopo il curato di Vigo ottenne il permesso di battezzare tutto l'anno. Seguì un lungo periodo di conflitto tra la parrocchia di Meano e la curazia di Vigo durante il quale riemersero antichi dissapori e malumori. Nel 1820 il parroco di Meano inviò a Vigo un proprio cappellano come provvisore con qualità di cappellano esposto. Solo nel 1850 cessò ogni dipendenza spirituale dal parroco di Meano. Tale indipendenza fu ulteriormente ribadita il 6 luglio 1907 quando il vescovo Celestino Endrici assegnò a Vigo il titolo di parrocchia con tutti i diritti e privilegi che le spettavano.
Gazzadina, con la sua chiesa dedicata inizialmente a San Martino e poi alla Beata Maria Vergine del Caravaggio, rimase unita alla parrocchia di Meano fino all'11 aprile 1960, quando ottenne l'elevazione a parrocchia (4).
Gardolo di Mezzo con i Masi Saracini sono ancora compresi nella giurisdizione della parrocchia di Meano. Nella prima località si trova una chiesetta dedicata a San Giuseppe, ai Masi invece la presenza di una piccola chiesa dedicata a San Leonardo è attestata agli inizi del XVIII secolo (5).
A Camparta c'è la chiesa di Santa Elisabetta, eretta nel 1890. Trattandosi di una località di Vigo Meano i fedeli di Camparta seguirono le vicende della curazia, poi parrocchia di Vigo.
A San Lazzaro la chiesa, posizionata in prossimità dell'Avisio, nel XIII secolo era incorporata ad un priorato con ospizio per lebbrosi detto anche di Santa Giuliana. Nella chiesa era fondato un beneficio a cui spettava l'onere di mantenere l'edificio e nominare un sindaco che rendesse conto della sua amministrazione (6). Dal 1919 passò alla giurisdizione della parrocchia di Lavis.
La parrocchia di Meano apparteneva, dal 1809 al 1901, al decanato di Civezzano, costituito il 4 agosto 1809, e successivamente venne incorporata al decanato di Lavis. Dal 10 settembre 2008, in occasione dell'unione del decanato di Cembra a quello di Lavis, le parrocchie di Meano, Vigo Meano e Gazzadina sono state aggregate al decanato di Trento.
Con D.M. del 30 dicembre 1986, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 gennaio 1987, l'ente Parrocchia di Santa Maria Assunta con sede in Meano è stata dichiarata Persona Giuridica Privata (Tribunale di Trento, Registro delle persone giuridiche n. 372).
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