Le mille e una corda
Katharsis è una stagione di concerti che ha lo scopo di promuovere la musica contemporanea: non la “solita” musica contemporanea, ma la musica contemporanea “purificata”.
Da troppi decenni ormai la musica contemporanea accademica si è allontanata dai gusti e dall’interesse non solo del grande pubblico (non necessariamente specializzato) ma anche degli stessi musicisti, diventando un’arte di nicchia autoreferenziale e di stampo principalmente decostruzionista, difficilmente comprensibile e godibile. Seguendo i principi sostenuti nel manifesto della musica catartica (da cui il titolo della stagione) a cui si ispira l’operato dell’associazione Ars Modi, si vuole proporre una musica contemporanea “alternativa”, che da un lato rifugga questo tipo di estetica, e dall’altro eviti anche le semplificazioni neo-tonali e neo-melodiche di molti compositori più vicini alla musica commerciale e di intrattenimento che alla musica d’arte da concerto.
Inoltre, i concerti non saranno dedicati esclusivamente alla musica contemporanea: il pubblico, che ormai si è ad essa disaffezionato per i motivi esposti sopra, spesso rifiuta di partecipare a concerti che si presentino esclusivamente come concerti di musica contemporanea; può d’altro canto essere invogliato a partecipare se a fianco ad essa vengono presentati anche brani del repertorio più classico, da cui non è a priori “spaventato”. Oltre che nella musica classica, i programmi di Katharsis spazieranno anche in altre forme non rigorosamente classiche o accademiche di musica contemporanea, come il tango o il jazz.
Infine, con questo abbinamento classico-contemporaneo si vuole mostrare come ancora oggi sia possibile scrivere musica complessa e piacevole al tempo stesso, sulla scia della secolare tradizione compositiva europea.
Martedì 4 agosto 2026 ore 21.00 – Roncegno, Casa Raphael
Le mille e una corda
Matteo Scovazzo, chitarre e mandolini
Il percorso musicale proposto da Matteo Scovazzo accompagna il pubblico in un viaggio attraverso cinque secoli di musica per strumenti a corde pizzicate, mettendo in dialogo la tradizione della chitarra con quella del mandolino nelle sue diverse espressioni storiche e geografiche.
La prima parte, dedicata alla chitarra, attraversa il repertorio europeo e sudamericano: dalle intavolature di John Dowland alle suggestioni catalane di Miguel Llobet, fino alla profondità poetica delle composizioni di Agustín Barrios e al virtuosismo evocativo di Isaac Albéniz. Un percorso arricchito dalla riscoperta di due importanti autori torinesi, Ermenegildo ed Ettore Carosio, testimoni della grande tradizione mandolinistica italiana.
La seconda parte è dedicata al mandolino, presentato nelle sue diverse anime: dal mandolino lombardo della Partita in re minore di Filippo Sauli, espressione della scuola antica italiana, al mandolino napoletano, protagonista tra Ottocento e Novecento delle pagine più virtuosistiche di Carlo Munier, le raffinate atmosfere di Raffaele Calace e la contemporanea Suite in quattro tempi di Theodor Hlouschek.
Diplomato in chitarra e mandolino, Matteo Scovazzo si è perfezionato con docenti di rilievo internazionale e dal 2006 svolge attività concertistica come solista e in formazioni cameristiche. Ha collaborato con importanti orchestre a plettro italiane, tra cui l’Orchestra “Gino Neri” di Ferrara, eseguendo anche il Concerto per mandolino e orchestra in Do maggiore di Vivaldi, e ha ottenuto premi e riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali. Musicista e divulgatore, affianca all’attività artistica la didattica e la formazione di giovani musicisti. Convinto del valore della musica come strumento di benessere e inclusione, realizza progetti dedicati a persone con disabilità e fragilità. Cura inoltre conferenze-concerto sulla valorizzazione degli strumenti a plettro e la revisione delle opere di Ettore ed Ermenegildo Carosio.
Ingresso gratuito con offerta libera