Trentino Cultura

Cosa significa vincere?

Incontro in biblioteca con Omar Onnis

Martedì 28 maggio alle 17.30 in Biblioteca della Provincia Riccardo Mazzeo ha conversato con Omar Onnis a proposito del suo ultimo libro, il romanzo La vincita.

D. Il suo romanzo La vincita ha un incipit che mi ricorda quelli di L'uomo senza qualità di Robert Musil e di Furore di John Steinbeck: sono stati sue fonti di ispirazione?

R. Sì, per quanto riguarda l'opera di Musil. In realtà un romanziere è sempre anche il frutto delle letture che lo hanno avvinto, e per me ha contato molto anche Le correzioni di Jonathan Franzen, oltre alla ricca produzione letteraria sarda contemporanea (per un autore di Nuoro, soprattutto quella nuorese: Grazia Deledda, Salvatore Satta, Marcello Fois).

D. Condivido con lei questa predilezione, e in effetti anche ne Le correzioni ci sono due genitori un po' disorientati dagli eventi, due figli maschi e una figlia femmina che non riescono a essere felici benché oggettivamente le condizioni ci sarebbero.

R. Proprio così. Ma nel mio romanzo confluiscono stilemi e caratteristiche che sgorgano irresistibilmente dalla mia terra, la Sardegna. Da un lato il senso di appartenenza, il fluire armonioso del tempo nel rispetto della stratificazione culturale, degli usi quotidiani dati dalle forme peculiari della socializzazione e del sostrato linguistico ereditati dal passato; dall'altro il desiderio insopprimibile di percorrere nuovi territori con nuove modalità, tra infinite difficoltà e inciampi, tuttavia.

D. Il cuore del romanzo è una ingente vincita che però destabilizza e addolora più di quanto potrebbe rallegrare. Si tratta di un segno della follia autosabotante che contrassegna un'epoca in cui o si è winners o si è loosers, in cui o si è performanti o si è destinati a essere spazzati via?

R. Certo! Credo che ci si dovrebbe domandare che cosa significhi vincere, a che cosa serva. La realtà è molto più complessa, ricca e sfaccettata di una vincita o di una perdita, e spero che ciò emerga con forza dalla storia che ho raccontato.

Riccardo Mazzeo

06/06/2019