Il Teatro alla Cartiera
come spazio di relazione e creazione
Si è concluso lunedì 13 aprile, con un momento di visione condivisa dell’installazione finale, il laboratorio condotto dall’artista Lucio Pozzi presso il Teatro alla Cartiera, promosso dalla Compagnia Abbondanza/Bertoni nell’ambito delle celebrazioni per i trent’anni di attività.
Svoltosi dal 10 al 13 aprile, il progetto COLORE SOPRA L’ALTRO SENZA FINE ha coinvolto un gruppo selezionato di studenti e studentesse del corso di Scenografia indirizzo Cinema Audiovisivo e Multimedia e di Pittura della LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, dando vita a un’esperienza intensiva che ha intrecciato formazione, pratica artistica, relazione con lo spazio e incontro tra generazioni.
Al centro dell’iniziativa non solo il laboratorio, ma il Teatro alla Cartiera stesso, che si conferma come un luogo in trasformazione: luogo abitato dalla Compagnia Abbondanza/Bertoni e vissuto come spazio di produzione e programmazione, con questo progetto si dimostra un luogo capace di accogliere artisti, visioni e progettualità diverse, anche di respiro internazionale, attivate attraverso le relazioni costruite dalla compagnia nel tempo. Spazio che dal 2007 per la Compagnia Abbondanza/Bertoni diventa stanziale, grazie ad una convenzione con il Comune di Rovereto.
In questo contesto, l’atrio — tradizionalmente spazio di passaggio — è stato ripensato come una soglia attiva, un ambiente di lavoro e incontro tra artisti, studenti e pubblico. Qui ha preso forma un intervento site specific temporaneo che ha reso visibile il processo creativo, aprendo lo spazio teatrale a nuove modalità di fruizione e partecipazione.
Guidati da Lucio Pozzi, i partecipanti Roberto Venturini, Edoardo Pellone, Luca Balottin, Agata Scaccabarozzi, Clarissa Allushi, Alessandro Mitroi, Riccardo Cadenelli, Beatrice Maffiuletti, Filippo Mauro, Maria Lazzaroni hanno sviluppato un lavoro pittorico collettivo basato su accumulazione e stratificazione. Il progetto si è ispirato all’idea di pittura come palinsesto: una superficie attraversata da segni successivi, in cui ogni livello conserva le tracce delle scelte e dei cambiamenti che lo hanno generato.
Attraverso sessioni quotidiane, gli studenti hanno costruito una composizione in continua evoluzione, utilizzando matrici individuali replicate, modificate e sovrapposte. Ne è emerso un mosaico dinamico e aperto, capace di tenere insieme molteplici identità in un unico spazio condiviso.
L’installazione finale e il momento di visione condivisa ha restituito non tanto un’opera compiuta quanto un processo: una traccia viva del lavoro collettivo, destinata a trasformarsi ulteriormente attraverso la frammentazione e la redistribuzione delle superfici tra i partecipanti.
Il laboratorio rappresenta così un esempio concreto della direzione intrapresa dalla Compagnia Abbondanza/Bertoni nel suo trentennale: fare del Teatro alla Cartiera un luogo sempre più accessibile, riconoscibile e aperto, capace di generare connessioni tra formazione e produzione, tra artisti affermati e nuove generazioni, tra dimensione locale e prospettiva internazionale.
Un progetto che non solo celebra un percorso, ma ne rilancia la visione, trasformando lo spazio teatrale in un dispositivo attivo di incontro, ricerca e creazione contemporanea.
“Tutto questo nasce da un incontro inatteso durante un festival a Forlì, dove la vicinanza tra pratiche artistiche diverse — pittura e danza, suoni e visioni — genera una prima scintilla di relazione. Da quell’esperienza prende forma, nel tempo, una collaborazione che coinvolge anche gli studenti della LABA di Brescia, dando vita a un processo condiviso di creazione che prende il nome di Colore su colore senza fine.” Con queste parole presenta il progetto l’artista Lucio Pozzi: “al centro c’è un metodo aperto e in divenire, basato sulla sovrapposizione continua degli interventi e su alcuni limiti semplici — come l’uso del bianco e nero, misure comuni e forme compatibili — pensati non come regole rigide, ma come
condizioni per rendere possibile l’incontro e il dialogo.
Il lavoro si sviluppa in modo intuitivo, senza un esito prestabilito, seguendo una logica relazionale in cui “una cosa tira l’altra”: ogni gesto nasce in risposta a ciò che già esiste, attivando un dialogo silenzioso tra i partecipanti. Senza bisogno di coordinarsi verbalmente, gli artisti costruiscono uno spazio condiviso in cui le individualità restano vive ma si intrecciano tra loro.
COLORE SOPRA L’ALTRO SENZA FINE cresce così nel tempo, accogliendo l’imprevisto e lasciando emergere una forma collettiva che è insieme stratificazione, ascolto e fiducia reciproca — un processo che è al tempo stesso pratica artistica ed esperienza profondamente umana.”
All’evento ha partecipato anche la sindaca, Giulia Robol: "Ringrazio Lucio Pozzi, la Compagnia Abbondanza/Bertoni — che festeggia con noi trent’anni di instancabile ricerca — e, non ultimi, le studentesse e gli studenti della LABA di Brescia che hanno animato queste giornate di laboratorio. Questa è un’esperienza che considero emblematica per la nostra città perché non è solo la realizzazione di un'opera, ma la testimonianza viva della forza del segno artistico come spazio di relazione. Spesso pensiamo all'arte come a un risultato finale, qualcosa di statico da osservare a distanza. Invece, ciò che è accaduto in questi giorni al Teatro alla Cartiera ci insegna l’esatto opposto: la pittura è stata vissuta come un palinsesto, un dialogo continuo tra generazioni, tecniche e visioni diverse."
"Questo progetto – commenta l’assessora alla cultura, Micol Cossali - è una bella metafora del dialogo culturale. La cultura a Rovereto vuole essere proprio questo: un ponte tra le generazioni, un movimento che intreccia esperienze e linguaggi, un modo per abitare i luoghi e vivificarli. Questo laboratorio è la prova che quando le istituzioni e gli artisti collaborano, lo spazio pubblico diventa un dispositivo capace di generare nuove relazioni e liberare energie trasformative positive. Un tassello che contribuisce a rendere la nostra Rovereto un centro pulsante di ricerca contemporanea."
Michele Abbondanza, condirettore artistico della Compagnia Abbondanza/Bertoni sottolinea: “Trent’anni di lavoro rappresentano per noi un percorso che ha costruito nel tempo una pratica, un pensiero e una rete di relazioni. Questo anniversario non è una celebrazione, ma un momento per riconoscere quanto fatto e rimetterlo in movimento, mantenendo vivo il Teatro alla Cartiera come spazio di creazione e condivisione. Nel nostro cammino si inseriscono incontri significativi come quello con Lucio Pozzi e il contributo di Andrea Gentili, fino al premio Ubu per “Doppelgänger”. La collaborazione con gli studenti della LABA di Brescia conferma la volontà di aprire un dialogo tra generazioni e attivare nuove possibilità a partire dalle relazioni costruite.
“Questo laboratorio con Lucio Pozzi rappresenta per la Compagnia Abbondanza/Bertoni un momento significativo nel percorso che da anni portiamo avanti al Teatro alla Cartiera, fondato sulla costruzione di relazioni tra realtà artistiche locali e nazionali, generazioni diverse e linguaggi eterogenei.” Sottolinea Dalia Macii responsabile dell’organizzazione, strategia e sviluppo della Compagnia “il progetto ha attivato una rete viva tra artista, LABA di Brescia e Teatro alla Cartiera, confermando il teatro come spazio aperto e poroso, capace di accogliere formazione, ricerca e produzione in dialogo costante. In questo intreccio di provenienze e sensibilità si è generata la forza dell’esperienza, che per noi risiede
nella capacità di creare connessioni durature tra artisti, territori e generazioni.”
15/04/2026