Il Teatro della Meraviglia

Spettacoli e lezioni-evento per alimentare la curiosità e la passione verso la scienza 

Si aprirà il 22 febbraio al Teatro Sanbàpolis la seconda edizione del Teatro della Meraviglia, la rassegna di spettacoli e lezioni-evento per alimentare la curiosità e la passione verso la scienza. La proposta - nata dalla collaborazione tra Università, Opera Universitaria, Compagnia Arditodesio e Teatro Portland – si compone di cinque spettacoli e quattro “augmented lectures”.

Il direttore del Dipartimento di fisica Pavesi sottolinea “l’elevato livello culturale dell’iniziativa, che permette al contempo di divertirsi e di conoscere nuove cose attraverso lo stupore. Una rassegna che sta crescendo e si colora di aspetti particolari, coinvolgendo altri dipartimenti. Gli spettacoli selezionati derivano da una call internazionale e attuano una sorta di ricerca di frontiera che viene comunicata alla cittadinanza”- aggiunge.

La meraviglia in senso aristotelico come “causa del filosofare” è dunque la parola chiave di un Festival per chi ama il teatro e la scienza. Dante “cosmonauta”, gli ultimi passi sulla Luna, l’intelligenza artificiale, l’antimateria, la potenza dei numeri e il genio di un Leopardi amante della scienza: il viaggio del Teatro della Meraviglia porterà gli spettatori attraverso questi e molti altri argomenti di scienza. Il racconto si snoderà nei vari appuntamenti attraverso spettacoli e augmented lectures, vere e proprie lezioni “aumentate” dalla presenza di un artista in scena assieme allo scienziato, con l’obiettivo di favorire la conoscenza, di appassionare, coinvolgere e comunicare il mondo della scienza con linguaggi accattivanti e coinvolgenti.

"La scienza ci trasforma e quotidianamente ci spinge ai confini di una esistenza spesso difficile da interpretare - osserva il direttore della Compagnia Arditodesìo/Teatro Portland Andrea Brunello - e scienza e l’arte sono le due cose più preziose che abbiamo. Il Teatro della Meraviglia le celebra senza esitazioni e con grande passione, mettendo in luce il lato umano della scienza”.

Ale due voci di Pavesi e Brunello si aggiunge quella di Stefano Oss, responsabile del Laboratorio di Comunicazione delle Scienze fisiche che sottolinea come il "riuscire a veicolare l’emozione e la passione per la ricerca scientifica, utilizzando il linguaggio non formale e la drammatizzazione di vicende anche umane sia un traguardo importante per arricchire la disciplina 'dura' dei fisici di una valenza espressiva che la avvicina a un pubblico più vasto"

Gli spettacoli - La nuova edizione debutterà con lo spettacolo “De Revolutionibus” sulla miseria del genere umano che andrà in scena giovedì 22 febbraio alle 21. Nello spettacolo della Compagnia Carullo-Minasi, un sorprendente Leopardi elabora la diatriba fra geocentrismo e eliocentrismo per smascherare la nullità umana e allo stesso tempo evidenzia una umanità incapace di prendersi cura della Natura.

Il secondo spettacolo in calendario sarà “Alberi” della compagnia Arditodesìo|Jet Propulsion Theatre in scena il 24 febbraio alle 11 (matinée) e alle 18. Il bosco può raccontare storie antiche e inesauribili. Ma come funziona un bosco? Quali sono le sue leggi? Cosa possiamo imparare dal bosco? Questo spettacolo vuole diventare un viaggio dentro le meraviglie del bosco per permetterci di tornare in contatto con una delle presenze più silenziose ma allo stesso più importanti del nostro pianeta Terra.

Sempre della compagnia Arditodesìo|Jet Propulsion Theatre è lo spettacolo successivo – “Noi, Robot. Cosa vuol dire essere umano?” – il 25 febbraio alle 21 e il 26 febbraio in matinée per le scuole con lo spettacolo destinato agli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Lo spettacolo prova che la relazione fra due “individui”, uno umano e l’altro macchina, non è affatto semplice e può portare a dei paradossi insormontabili. Questa nuova produzione esplora anche il cervello umano, e allo stesso tempo vuole capire dove sta andando il campo dell’intelligenza artificiale,. Lo spettacolo fa infine riferimento all’altro “cervello collettivo” che ci comprende, l’Universo, visto come un sistema complesso per molti versi simile alla mente umana.

L’1 marzo alle 21 sarà la volta di “Fatti di numeri”, produzione del Teatro dell'Orsa di Bologna. Lo spettacolo descrive in modo vibrante, capace di raccontare il presente, la geografia del “sentire”, la mappa del “sapere” che si cela sotto la coperta rigida dei dati. Leggere le coordinate e contribuire al cambiamento ci rende un po’ più cittadini, non solo consumatori. Cittadini liberi, comunità pensante, aperta: un consumatore cede dati, un cittadino accede ai dati. Gli open data sono come un acquedotto pubblico, se apri il rubinetto puoi conoscere, scoprire, raccontare, comprendere i cambiamenti che ci attraversano, leggere il mondo.

Ultimo appuntamento con gli spettacoli sarà il 3 marzo alle 21 con “Sotto un'altra luce. Lo spettacolo della fisica”, una produzione del Dipartimento di Fisica dell’Università Statale di Milano. Tre scienziati guideranno il pubblico nel sorprendente mondo della fisica fatto di laser, specchi, cascate di gas e altre strane cose. Scoprendo e riscoprendo le proprietà della luce e della materia tutti si faranno trasportare dalla meraviglia. Sono proprio curiosità e divertimento ad animare la ricerca scientifica e le scoperte sono fatte da persone che si sono incuriosite e stupite di fronte a un fenomeno, esattamente come tutti noi davanti a un sipario che si apre. Lo spettacolo è seguito da una chiacchierata con i tre attori – autori per rispondere alle curiosità del pubblico sulla fisica in scena.

Le “augmented lectures” – Le lezioni aumentate debuttano venerdì 23 febbraio alle 10.30 (matinée per le scuole) e alle 21 con “L'ultima passeggiata sulla luna” con Stefano Oss, fisico e responsabile del Laboratorio di Comunicazione delle Scienze fisiche del Dipartimento di Fisica di Trento ed Enrico Merlin, musicista, compositore e storico della musica del '900. Con il loro aiuto si ripercorrerà l’incredibile avventura delle missioni Apollo e dell'astronauta Eugene “Gene” Cernan, l'ultimo uomo ad avere camminato sulla Luna.

Il 2 marzo alle alle 10.30 (matinée per le scuole) e alle 21 sarà invece la volta de “Il cosmonauta Dante alle origini dell'Universo” con Anna Pegoretti, ricercatrice di Letteratura italiana al Dipartimento di Studi umanistici dell’Università Roma Tre e Laura Anzani, attrice. Sempre il 2 marzo, alle 18, toccherà anche a “Parla come mangi: la fisica al ristorante”, con Marina Carpineti, fisica dell’Università di Milano e con gli studenti dell’Alta formazione professionale della cucina e della ristorazione dell’Istituto Enaip di Tione di Trento. Una lezione con degustazione! Una lezione di arte culinaria e di fisica, per capire un po’ meglio cosa c’è dietro (e dentro) il cibo che mangiamo.

Infine, “Cose dell’Anti-Mondo”, con il fisico dell’Università di Trento e del Cern Roberto Iuppa e Nadia Ischia (artista della sabbia) che si terrà il 4 marzo alle 21. La storia di come ci siamo imbattuti nell’antimateria e di come però non l’abbiamo (quasi) mai vista.


12/02/2018