Il respiro della mia terra

I paesaggi di Luciano Pasquini tornano ad Andalo: un'immersione poetica nella natura

«Che gli oli di Luciano Pasquini siano un'affascinante gioia di colori e forme e paesaggi – scrive nella presentazione del catalogo della mostra Graziano Cosner – è stato ampiamente detto dai critici che ne hanno seguito la carriera artistica. Che la Toscana emerga prepotente da ogni ardente quadro di paesaggio è altrettanto evidente: colline dolci e infuocate, filari di vigne, campi arati ricolmi di messi, borghi accoccolati su rilievi morbidi, tetti e ancora tetti di cotto rosso e bruno, macchie di ginestre a lampeggiare qua e là. E poi ci sono le marine: il mare si nasconde dietro alle dune costiere, ancora alcuni passi e finalmente ecco l’infinita distesa blu comparire tra gli arbusti selvaggi: è incanto stupefatto. E infine ci sono i fiori: sì, ci sono anche i fiori, a mazzi, a grappoli, a cascata: eccoli a riempire tele e tavole senza disegno, a riempire gli occhi senza tregua e raziocinio, senza posa. Perché questo è il modo di far pittura di Pasquini: partire senza disegno ed avventurarsi nelle possibilità infinite dei colori.»

Con questo sguardo del curatore Cosner, Andalo si appresta ad ospitare per il secondo anno una personale di Luciano Pasquini (Firenze, 1943), la mostra che sarà allestita nel Palazzo Comunale in Sala Civica dal 21 luglio al 2 settembre, con il patrocinio del Comune e della Provincia Autonoma di Trento.

Sono una quarantina le opere che Pasquini presenta, un lungo cammino nel colore iniziato nel 1971 e mai interrotto,  un'immersione poetica nella natura nella sua dimensione più vitale. Il pittore afferma che la sua estetica deve molto ai disegni dei ragazzi della scuola di S. Gersolè, la lui frequentata da bambino, e in particolare alla Maestra Maria Maltoni.

Paesaggi, marine, tetti, nevicate, fiori: sono questi cinque soggetti a costituire fonte di ispirazione incessante della sua arte, cui i dolci profili delle colline toscane danno nutrimento continuo fino a che, ancora dense di colori, le colline digradano al mare. Ed ecco apparire allora ritagli d'acqua, ma sempre in dialogo con la terra che li abbraccia, con scogli e isole che si intravvedono all'orizzonte. 

"Che la Toscana emerga prepotente da ogni ardente quadro di paesaggio è evidente - spiega ancora il curatore -: colline dolci e infuocate, filari di vigne, campi arati ricolmi di messi, borghi accoccolati su rilievi morbidi, tetti e ancora tetti di cotto rosso e bruno, macchie di ginestre a lampeggiare qua e là. E poi ci sono le marine: il mare si nasconde dietro alle dune costiere, ancora alcuni passi e finalmente ecco l’infinita distesa blu comparire tra gli arbusti selvaggi: è incanto stupefatto. E infine ci sono i fiori: sì, ci sono anche i fiori, a mazzi, a grappoli, a cascata: eccoli  a riempire tele e tavole senza disegno, a riempire gli occhi senza tregua e raziocinio, senza posa. Perché questo è il modo di far pittura di Pasquini: partire senza disegno ed avventurarsi nelle possibilità infinite dei colori".

Farà da cornice all’inaugurazione della mostra, in programma sabato 21 luglio alle 17.00, un concerto che avrà per protagonisti Davide Bandieri al clarinetto e Anna Maria Battistini alla viola, che eseguiranno brani di Wolfgang Amadeus Mozart, Erik Satie e Bela Bartok.

La mostra potrà essere visitata fino al 2 settembre ogni giorno (ad esclusione del lunedì) dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00. Al giovedì è prevista anche l’apertura serale dalle 20.30 alle 22.30. Dal 21 al 28 luglio sarà presente l’autore.


20/07/2018