"Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani"

La mostra archeologica è allestita presso lo Spazio archeologico sotterraneo del Sas 

Che la tavola degli antichi romani benestanti fosse sontuosa e ricca di prelibatezze è risaputo. Meno noto è il fatto che anche a Tridentum, la Trento fondata nel I secolo a. C., nella X Regio, lontano da Roma e nel cuore delle Alpi, si degustassero cibi per il tempo raffinati e particolari. E' quanto testimoniato dai reperti rinvenuti dagli archeologi nel sottosuolo della città e in altri siti nel territorio trentino. Oggetti in gran parte inediti, per la prima volta esposti al pubblico nella mostra “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani” allestita nell'area archeologica di Palazzo Lodron, nell'omonima piazza nel centro di Trento. L'esposizione getta uno sguardo sulle abitudini alimentari e la cucina in età romana sulle sponde dell'Adige. L'iniziativa si inserisce nelle proposte legate all’alimentazione in occasione di Expo 2015 ed è realizzata dall'Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento con il sostegno di Banca Popolare Volksbank e la partecipazione di Palazzo Roccabruna.

Gli scavi in Trentino hanno restituito materiali particolari come i resti di griglie in ferro per mantenere i recipienti di cottura separati dal contatto diretto con il calore. Da  via Prepositura a Trento provengono le grandi teglie antiaderenti, adatte alla cottura di pane o frittate, prototipi di quelle anche oggi usate nelle nostre cucine. Dotate di un fondo ricoperto da uno spesso strato di vernice rossa con funzione impermeabilizzante, sono state rinvenute in un complesso produttivo attivo tra il I ed il III secolo d.C. Erano utilizzate per la cottura di pasti in larga scala all’interno di un “servizio mensa” destinato al personale che operava nell’azienda. Sempre a Trento, il sito di piazza Verzeri, oltre alle ostriche ha restituito un frammento di contenitore destinato a contenere del miele come suggerisce la scritta graffita mellis. Di notevole pregio (status symbol di un aristocratico locale) è il bicchiere in vetro bianco con pareti sfaccettate, rinvenuto ad Arco,  prodotto nelle officine renane, ispirato a manufatti importati dal Vicino Oriente.

Quanto alla dieta, manco a dirlo, prevaleva anche nel territorio trentino quella mediterranea a base principalmente di cereali, frutta e verdura, ma ricchissima di sapori, spezie e piante aromatiche come riporta Marco Gavio Apicio nel “De Re Coquinaria”. Il pasto consueto era a base di farine e legumi, attestati in grande quantità anche durante lo scavo di un’azienda agricola a Navicello presso Rovereto (soprattutto miglio e lenticchie e una varietà locale di frumento).

Accanto ai materiali in mostra non mancano ricette e suggerimenti gastronomici per chi dalla teoria volesse passare alla pratica, come ad esempio l'Epityrum a base di olive, i boccioli di rose al forno, la salsa afrodisiaca ai ricci di mare e le fave alla moda di Vitellio.

Dall'area archeologica di Palazzo Lodron (nel sito sono visibili, oltre ai resti di un cardo minore, anche settori di abitazioni antiche con cucina e focolare e le impronte di quattro tini che indicano la presenza di una bottega vinaria e  attestano il consumo di vino in epoca romana anche a Tridentum) in cui è stata inaugurata, la mostra è ora visitabile presso lo Spazio archeologico sotterraneo del Sas. 

per approfondire:

Roberta Oberosler; Achillina Granata - Ufficio beni archeologici PAT; Archeogeo

16/09/2015