Ballando con Wolfgang tra pizzica e danze del Mediterraneo

Concerto classico
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Khaossia – Ethno Ensemble Salentina
Luca Congedo, flauti
Fabio Turchetti, organetto e chitarra
Vincenzo Urso, voce, tamburi a cornice e chitarra
Massimiliano Però, voce e tamburi a cornice
Claudio Merico, violino

Di seguito un’esplorazione a fine divulgativo ed edonistico di alcune tra le più originali espressioni musicali appartenenti all’etnocultura di Terra d’Otranto (Salento) e di altreisole sonanti del mondo mediterraneo.
I Khaossia presentano, oltre ai canti di lavoro e d’amore più celebri del Salento, la danza regina di Terra d’Otranto: la pizzica.

Pizzica Tarantata
Si tratta di una danza terapeutica che ha origine nell’antichissimo rito di guarigione delle tarantate, durante la messa-esorcismo del 29 giugno che si svolgeva e tuttora si svolge, presso la cappella di San Paolo a Galatina, santo protettore di tutti coloro i quali sono stati morsi da animali velenosi. L’esorcismo poteva in ogni caso svolgersi anche in privato, tra le mura domestiche, con l’ausilio di tamburelli, violini, armoniche a bocca e altri strumenti musicali. La paziente (tarantata) ballava per ore in preda all’epilessia causata dal veleno, fino a quando stremata, stramazzava al suolo priva di sensi, potendo così riposare temporaneamente; il tormento del veleno non era infatti finito e puntualmente si faceva sentire al sopraggiungere dell’estate successiva. Per decenni non si è più parlato di tarantate e riti di esorcismo; considerate come sinonimo di arretratezza e vergogna, sono state rimosse e dimenticate. Oggi il tarantismo è in sostanza scomparso; resta solo un ricchissimo bagaglio culturale fatto di canti, leggende, musica e parole che sono stati riscoperti ed “esportati” nel resto d’Italia e fuori nazione.

Pizzica de core 
La pizzica de core rappresenta i sentimenti d’amore, erotismo e passione nel rito di corteggiamento tra un uomo e una donna. Alcune cronache del XIX sec. descrivono questa danza sfrenata, variante della pizzica tarantata: “una donna balla al ritmo frenetico dei tamburelli e violini sventolando un fazzoletto rosso, il colore della passione, con il quale invita a ballare colui che il capriccio le indica. Stanca di questo compagno, ne invita un altro e un altro ancora a suo piacimento, donando il fazzoletto solo a colui che sarà stato in grado di rapirle il cuore assecondando ogni suo desiderio, ogni sua fantasia”.

Khaossia – Ethno Ensemble Salentina


organizzazione: Festival Internazionale W.A. Mozart a Rovereto