Festival dell'economia
La crescita economica è in gran parte legata alla qualità delle istituzioni. Devono evitare che chi mantiene posizioni di comando possa bloccare l'innovazione, come gli imperatori cinesi che nel XV secolo si opponevano alle esplorazioni dei loro grandi navigatori perché era meglio "lasciare le cose come stanno". Devono promuovere il ricambio delle classi dirigenti senza spingere chi è ai posti di comando ad avere orizzonti troppo ristretti. Devono impedire che un'élite si appropri delle rendite di risorse naturali dissipando un patrimonio collettivo, anziché perseguire il bene comune.
In precedenti edizioni del Festival questo problema è stato spesso trattato senza però mai affrontarlo con l'ampiezza di prospettive e l'approfondimento che richiede. Ad esempio, nell'ultima edizione del Festival si è rimarcata l'assenza di una classe dirigente che sia in grado di gestire le istituzioni sovranazionali e di promuovere la ricerca dell'interesse comune al di sopra degli interessi nazionali. Oggi, per parlare di ciò che ci è più prossimo, l'Europa è acefala, per scelta esplicita della Germania di non trasformare il proprio peso economico in leadership politica continentale. E non ci sono vere e proprie classi dirigenti europee.
Molte lezioni svolte a Trento in questi anni con riferimento all'incapacità del nostro Paese di tornare a crescere hanno chiamato in causa l'assenza di una classe dirigente capace di portare l'Italia fuori dal circolo vizioso della stagnazione economica, una malattia presente ben prima dell'attuale recessione. Si è sottolineato come manchi non solo una classe politica all'altezza, ma anche una classe manageriale, complici i ritardi del sistema universitario, altra componente della classe dirigente, nel creare scuole di management all'altezza del compito. Ci sono anche troppe commistioni tra politica e altre componenti della classe dirigente, nel senso non solo di persone che ricoprono tanti ruoli allo stesso tempo, ma anche di carriere costruite a partire dalla politica.
Nella nona edizione del Festival cercheremo di andare al di là di questi rilievi. Tra le domande cui si cercherà di dare risposta: Perché non ci sono classi dirigenti sovranazionali? Cosa spiega la bassa qualità della classe dirigente italiana? Quali sono le società e i sistemi istituzionali più aperti nel promuovere l'accesso alla classe dirigente? Per offrire risposte a tali quesiti daremo particolare spazio agli studi sui processi di selezione della classe dirigente. Grazie allo sviluppo di banche dati sulle carriere di politici, tecnocrati, managers, docenti universitari, banchieri, gerarchie ecclesiastiche, liberi professionisti, etc., ci sono molti lavori basati su sofisticate tecniche econometriche, in grado di dirci come vengono scelte le persone che fanno parte di queste élites in diversi paesi. Il crescente interesse degli economisti a questi temi si spiega non solo con questa crescente disponibilità di dati, ma anche con la consapevolezza del fatto che la classe dirigente può rimuovere gli ostacoli alla crescita economica.
Come in passate edizioni del festival, chiederemo il contributo anche di altre discipline. Il tema della classe dirigente è stato in passato ampiamente trattato dagli studi sociologici e politologici, che verranno adeguatamente rappresentati anche in questa edizione del Festival. Il contributo degli storici sarà anche molto importante. Non mancheranno testimonianze di persone coinvolte in prima persona in questi ruoli. Li chiameremo a raccontare le loro esperienze cercando di trarre da queste alcune lezioni di portata più generale.
Tito Boeri
responsabile scientifico
del Festival dell'Economia
organizzazione: Promotori Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento, Università degli Studi di Trento - Organizzatori Sole 24 Ore, Editori Laterza