I (Io) Shakespeare

Una doppia produzione firmata da “Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse” e “Accademia degli Artefatti | CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia” che hanno affidato alla regia di Fabrizio Arcuri due testi drammaturgici dell'inglese Tim Crouch: «I Banquo» e «I Cinna».

Teatro
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Stagione Tendenze Prosa

Accademia degli artefatti
I (Io) Shakespeare
I BANQUO di Tim Crouch
traduzione Pieraldo Girotto
regia Fabrizio Arcuri
con Enrico Campanati e Matteo Selis
in collaborazione con Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse_2013
I CINNA di Tim Crouch
traduzione Pieraldo Girotto
regia Fabrizio Arcuri
con Gabriele Benedetti
Accademia degli Artefatti | CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia_2013

Due spettacoli in una serata. Tim Crouch, drammaturgo inglese tra i più innovativi, porta in scena due personaggi shakespeariani: Banquo, generale dell'esercito scozzese e Cinna, poeta e presunto cospiratore. Nel loro racconto rivivono Macbeth e Giulio Cesare, due opere di Shakespeare imprevedibili e dirompenti.
L’ Io del titolo è un manifesto teatrale e politico insieme: per scoprirlo bisogna prendere parte alla messa in scena, con tutti i ruoli che questa mette a disposizione, compreso quello dello spettatore. Un progetto che interroga la convenzione teatrale, mettendola in crisi.
BANQUO è il generale dell’esercito scozzese che Macbeth fa uccidere in quanto avversario nella sua corsa al trono. Palesandosi in forma di fantasma, prova a ricomporre i segni di una violenza di cui è stato vittima.
Nel secondo spettacolo, attraverso CINNA Crouch ci riconsegna un Giulio Cesare rivisto con gli occhi e riscritto con le parole di un poeta che si trova sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. Un racconto che non passa solo attraverso il media verbale, ma anche attraverso le immagini, specchi che moltiplicano una verità politica e sociale, dolorosamente irriducibile.

«I (Io) SHAKESPEARE» è un dispositivo di indagine sulle forme del racconto teatrale: due spettacoli che sono occasione per due personaggi shakespeariani di raccontare, e rivivere, due opere del grande drammaturgo inglese: Macbeth e Giulio Cesare. Realizzando due spettacoli ulteriori, imprevedibili e dirompenti. E' un progetto che interroga la convenzione teatrale, mettendola in crisi, e verificandone la possibilità attuale di parlare del presente e al presente, a partire da testi che della stessa convenzione teatrale hanno segnato le fondamenta.

Tim Crouch, pluri-premiato drammaturgo inglese, tra i più innovativi nella forma del testo teatrale, permette così di ripensare politicamente il teatro, riguardo ai meccanismi e alle geometrie relazionali che mette in campo: chi decide cosa è la verità? Chi è il vero soggetto del discorso? Chi ha il potere di raccontare come vanno le cose? Qual è il ruolo dello spettatore, di chi guarda? In che termini può sentirsi rappresentato? A cosa dobbiamo e possiamo credere?

Il primo dei due spettacoli – «I BANQUO» – è una produzione della “Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse” che ha affidato a  Fabrizio Arcuri la regia del testo di Crouch, tradotto da  Pieraldo Girotto. Due gli attori in scena: Enrico Campanati e Matteo Selis.

Banquo è il generale dell’esercito scozzese di Re Duncan che Macbeth, nell’omonima tragedia shakespeariana, fa uccidere come avversario della sua corsa al trono. Testimone inutile, prima perché ucciso e messo a tacere e ora nella sua forma di fantasma, Banquo prova a ricomporre i segni di una violenza di cui è stato vittima, insieme al suo Re e al suo stesso intero Paese. Ma, a riviverle, le cose non sembrano poter prendere un altro corso. Tutto è quello che è già stato. Resta solo la struggente sensazione che a fare le stesse cose potesse essere qualcun altro, pur dovendosi così sporcare le mani di sangue, passando dal ruolo di vittima a quella di carnefice. Macbeth e la sua Signora sono solo i corpi passeggeri di una voglia di potere che attraversa il tempo senza mai trovare soddisfazione, rivoltando lo stato delle cose, con l’unica conseguenza di lasciarlo sempre uguale a se stesso: territorio di conquiste, reali e effimere, ma pur sempre tragiche.

Il sangue è il segno di questa storia. Un sangue capace di sporcare anche i fantasmi e che poi si lava via, solo per lasciare spazio ad altro sangue. Banquo è il fautore di una visione. O ne è il protagonista. O forse solo un personaggio in mezzo ad altri. Resta da capire come si comporterebbe ognuno al posto di un altro. Banquo al posto di Macbeth. Uno spettatore al posto di Banquo. E ognuno, al suo posto o in quello di un altro, potrà rispondere alla domanda: il potere chi logora veramente?

Sempre per la regia di Fabrizio Arcuri sarà poi in scena «I CINNA», una produzione di “Accademia degli Artefatti | CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia” con in scena Gabriele Benedetti nel ruolo del titolo.

Cinna è un poeta perché scrive poesie? O solo perché dichiara di esserlo? O semplicemente perché il suo autore decide di definirlo così, Shakespeare prima e Crouch dopo? (sciogliendo così, didascalicamente, l’ambiguità dell’identità di Cinna: congiurante di Cesare o solo vittima di uno scambio di persona?).

In Shakespeare ci sono Cinna, il console congiurante, e Cinna il poeta. Ma il nome vale di più della persona. Il nome vale una morte ingiusta. Tim Crouch ci riconsegna invece un “Giulio Cesare” rivisto con gli occhi, e riscritto con le parole, di un ciondolante poeta che fa brutti sogni, e che non smette di trovarsi sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. Una scrittura continua della propria storia a cui gli spettatori possono partecipare. Questa è la vendetta di Cinna: il poeta contro se stesso, e contro le parole e contro il popolo che lo ha ucciso, per imparare nuovamente la propria storia e costruirne una nuova rappresentazione. Un racconto che non passa solo attraverso il media verbale, ma anche in quello delle immagini, specchi che moltiplicano una verità politica e sociale, dolorosamente irriducibile.

Martedì 19 e mercoledì 20 maggio il sipario del Teatro “Cuminetti” di Trento si alzerà su «I (Io) SHAKESPEARE» alle 20,30. 


organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara