Il 1989 e i nuovi scenari geopolitici

Convegno

Mercoledì 7 febbraio, alle 17,30, a Trento, nella “Sala degli Affreschi” della Biblioteca comunale (Via Roma 55) il Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale organizza una conferenza del ciclo “Momenti di storia mitteleuropea”.

Stefano Bottoni interverrà su “Il 1989 e i nuovi scenari geopolitici”. Introduce Massimo Libardi.

Il 1989 si è iscritto nella storia europea come “annus mirabilis”. Nel giro di pochi mesi, in Europa centro-orientale sono crollati regimi comunisti al potere da oltre 40 anni.
La fine del blocco sovietico si è prodotta attraverso un “contagio” riformista e antitotalitario, che è partito in forma contrattuale dalla Polonia e dall’Ungheria, dove nella primavera-estate i partiti comunisti avviano delle “tavole rotonde” con i gruppi di opposizione.
In autunno, poi, il fenomeno si estendo in forma di movimenti di massa alla Cecoslovacchia e alla Germania Orientale, per raggiungere a dicembre i due paesi sino a quel momento più impermeabili, la Romania e la Bulgaria.
Nella stessa Unione Sovietica, la liberalizzazione avviata nel 1985 da Mikail Gorbachev era giunta a un punto di non ritorno. Le rivoluzioni “morbide” del 1989 – avvenute, tranne che in Romania, senza spargimento di sangue, hanno però lasciato e lasciano tuttora, a quasi 20 anni dall’inizio della “transizione” dietro di sé numerosi interrogativi sul rapporto continuità/rottura, sul problema della “lustrazione”, sull’eredità politica e psicologica del passato comunista.
Con l’ingresso della maggior parte degli stati ex- comunisti nell’Unione Europea (2004-2007), tali interrogativi prendono ulteriormente forza e riguardano noi tutti: ripensare il 1989 diventa non soltanto utile, ma anche necessario per capire la realtà odierna.


organizzazione: CSSEO Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale