Il Bacio della Pantera
Uomo/animale: incontri tra generi
Cinema
Stati Uniti, 1942
Titolo originale: Cat People
Genere: Horror
Durata: 73'
Regia: Jacques Tourneur
Cast: Kent Smith, Simone Simon, Jane Randolph
La sessualità è un pericolo: trasforma la donna in pantera. L'orrore lontano delle leggende dei Balcani tradotto dal produttore Val Lewton in un film che diventerà uno dei b-movies più famosi della storia del cinema.
Il giovane ingegnere Oliver conosce allo zoo l'affascinante Irene, una ragazza di origine slava. In breve i due si innamorano e si sposano. Ma Irene si rifiuta di baciare il marito perché teme un'antica maledizione della sua terra. Secondo una leggenda infatti le donne come lei si tramutano in pantera ogni volta che baciano un uomo.
JACQUES TOURNEUR
Jacques Tourneur (1904-1977) trascorre la sua vita tra la Francia e la California. Figlio d'arte, esordisce alla regia in Francia nel 1931. Dal 1935 è a Hollywood, dove alla RKO stabilisce un sodalizio artistico con il produttore Val Lewton. Con lui realizza Il bacio della pantera (42), Ho camminato con uno zombie (43) e L'uomo leopardo (43). Questa "trilogia della paura" propone un'inedita mistura di romanzo gotico, melodramma cinematografico e noir. Attratto dalle scienze occulte, Tourneur girerà anche Le catene della colpa (47), La notte del demonio (57) e molti altri film, spesso lavorazioni artigianali, all'interno dei generi più diversi.
"Quando gli spettatori sono seduti al buio e riconoscono nei protagonisti sullo schermo le loro stesse incertezze, accettano le situazioni più incredibili e sono disposti a seguire il regista ovunque egli intenda condurli." (Jacques Tourneur)
LA FORTUNA DI UN B-MOVIE
di Thierry Jousse
"Oggi la distanza è sufficiente perché Il bacio della pantera e i primi film di Rossellini appaiano, il primo segretamente, gli altri in maniera spettacolare e persino troppo enfatica, come i più influenti di questi ultimi cinquant'anni", scrive il critico Jacques Lourcelles, uno dei più fini conoscitori dell'opera di Jacques Tourneur, nel suo Dizionario dei film. Basta questo a riconoscere il posto che occupa Il bacio della pantera nell'immaginario cinefilo contemporaneo e l'importanza crescente che ha acquisito questo capolavoro del cinema fantastico nel corso degli anni.
Il bacio della pantera è tuttavia, come altri grandi film della storia del cinema, il prodotto di circostanze casuali. È Charles Koerner, nuovo responsabile degli Studios RKO all'inizio degli anni Quaranta, che domanda al produttore Val Lewton d'immaginarsi un film a partire da un titolo, "Cat People". Attorno a questo titolo, che all'inizio gli suona strano, Val Lewton chiama a raccolta Dewitt Bodeen per la sceneggiatura e Jacques Tourneur per la regia. La storia sarà poi scritta e adattata da tutti e tre.
Gli sceneggiatori decidono di rompere con la tradizione del film fantastico d'anteguerra, giocato sugli effetti e sui mostri e rappresentato dai film della Universal, per privilegiare una forma di insolito più sottile, tutta basata sulla suggestione. La mancanza di mezzi sarà paradossalmente il maggior punto di forza del film: costringerà la regia a lavorare sul fuori campo e sull'invisibile. È questa impronta a dare a Il bacio della pantera tutta la sua modernità e a renderlo capace di rinnovare il genere in cui si colloca per divenire anche un'intima esplorazione della psiche femminile.
Girato in ventuno giorni e per il budget piuttosto modesto di 130.000 dollari, Il bacio della pantera inizialmente non piace ai patron della RKO ed esce in sordina al cinema Hawaii di Los Angeles. Il film di Jacques Tourneur sarà invece un successo considerevole e guadagnerà molti più soldi di Quarto potere di Orson Welles - ambiziosa grossa produzione RKO e capolavoro indiscusso del cinema moderno - e salverà letteralmente lo studio dal fallimento in quell'anno 1942. Questo successo inatteso per un film di serie B permetterà a Val Lewton di proseguire producendo altri quattordici film fantastici per la RKO.
Con Il bacio della pantera, Jacques Tourneur inventa un suo stile, un precipitato di intimità fatto interamente di trattenute e di mistero. Questa creazione di un nuovo fantastico quotidiano è sostenuta dalla recitazione e la fisicità singolare di Simone Simon, rivelata l'anno prima da L'angelo del male di Jean Renoir, e dallo straordinario lavoro del capo-operatore Nicholas Musaraca, capace di giocare sulle fonti naturali della luce e di produrre una gamma di grigi di estrema sottigliezza, che inventano un universo di ombre e di suggestione.