Il futuro corre sul filo
Giovedì 4 marzo 2010 alle 18.00 al cinema Multisala Modena di Trento sarà proiettato il documentario "Il futuro corre sul filo". Sarà presente l'assessore provinciale Tiziano Mellarini.
Gli impianti a fune sono un motore del turismo montano invernale ed estivo. Il documentario propone una panoramica della tecnologia impiantistica nello scenario dolomitico e in campo urbano.
Da www.funiforum.org >>
Il futuro corre sul filo è un documentario di 52 minuti prodotto in HD che verrà offerto sul mercato europeo dei canali televisivi satellitari e terrestri, in prima previsione per i canali che si occupano della documentaristica nel campo della scienza, tecnologia e grandi opere dell'ingegno.
Funivie, seggiovie e cabinovie sono oggi delle grandi opere dell'ingegno umano che raggiungono i traguardi più elevati della tecnologia, del design, dell'elettronica, del comfort e della sicurezza. Seggiovie ad otto posti capaci di una portata oraria di 4000 persone fanno eco a funivie che possono trasportare fino a duecento persone a dodici metri al secondo. Cabinovie bi o tri-funi da 40 posti e portate orarie prossime alle 5000 persone. Le località turistiche e non solo, fanno ormai a gara per ornarsi di questi gioielli della scienza e della tecnologia e i più famosi designer del mondo fanno in modo che l'occhio non sia meno gratificato della mente o del comfort. Sono impianti impressionanti nemmeno paragonabili con 100 anni fa quando a Bolzano nacque la prima funivia, una grande lattina aperta contenente sei persone che serviva per superare un dislivello di 872 metri su piloni di legno. Momenti epici e avventurosi come negli anni '50 quando la sfida tecnologica portò alla realizzazione della direttissima della Paganella: due piloni e 1900 metri di dislivello in otto minuti e mezzo. Un'ascensore che toglieva il respiro.
La grande protagonista è comunque la fune che ancora oggi benché progettata, sviluppata e costruita secondo i progetti tecnologicamente più avanzati e con gli acciai più evoluti, viene intrecciata secondo regole di esperienza e montata con una fase manuale, l'impalmatura, attirando così sulle sue spire quei riflessi caldi e ambrati del romanticismo industriale.
Solo ragionando sull'aumento delle portate orarie e sullo sviluppo delle stazioni invernali, possiamo riflettere sulla quantità trasportata complessivamente in Europa e quindi arrivare a capire quale è il livello di sicurezza raggiunto. Severità e vigilanza degli enti nazionali ed europei. Prove e analisi su tutti gli elementi funiviari con criteri sempre più restrittivi. In opera, sul campo come in laboratorio, si simulano spesso carichi di lavoro esagerati rispetto al reale. Laboratori con idee all'avanguardia che operano immaginando scenari sempre più complicati e imprevedibili mentre una fune è collegata ad un carico di rottura di 1000 tonnellate e un seggiolino compie la milionesima oscillazione.
Una nuova frontiera della scienza e della tecnica del trasporto a fune è l'applicazione al trasporto urbano. Non più futuro ma già presente. Funivie e funicolari, nate come mezzo di trasporto più che come mezzo di risalita, al culmine della loro evoluzione e del loro sviluppo nelle difficili ambientazioni delle montagne di tutto il mondo, mutano indole e applicazione proponendosi per sollevare le città dalla morsa del traffico e trasportarle oltre l'inquinamento. Idea fondamentale per l'urbanista di inizio millennio.
Il progetto Il futuro corre sul filo è cofinanziato oltre che dalla stessa Emme Due, dalle Provincie autonome di Trento e Bolzano, dai produttori di impianti a fune Doppelmayr, Leitner e Graffer, dal produttori di funi Redaelli e dai network areali Dolomiti Superski e Skirama.