Il popolo migratore
Francia/Italia/Germania/Spagna/Svizzera, 2001
Durata: 92'
Titolo originale: Le Peuple migrateur
Genere: Documentario
Regia: Jacques Perrin
Spiccherete il volo e vivrete la più incredibile e spettacolare delle avventure, attraverso un mondo celeste dominato da correnti d'aria sulle quali galleggiare e venire trasportati seguendo il mutare delle stagioni. Diverrete parte del Popolo Migratore, libero e senza confini, e scoprirete il vostro pianeta come non l'avete mai immaginato né visto prima.
In volo sul grande schermo
di Matteo Bartocci e Tullia Costa
Oche delle nevi. Dalla Groenlandia all'America del Sud. Rondini e Chiurli. Dalle foreste europee fino alle coste africane. Sterne artiche. Dal polo Nord al polo Sud. Due volte l'anno novemila specie di uccelli migratori sorvolano lande desolate e città, catene montuose e mari aperti e, obbedendo a una misteriosa legge di natura, tagliano la Terra dall'emisfero Nord a quello Sud, dividendosi lungo quattro grandi rotte principali. Una storia incredibile, lunga migliaia di chilometri, piena di pericoli e di insidie. Una storia che Jacques Perrin, autore e produttore di molte pellicole a metà strada tra il documentario e il film (tra cui Microcosmos, uscito nel 1996), ha raccontato nella sua ultima fatica, "Il popolo migratore" presentato ieri a Roma al cinema Embassy, grazie anche all'impegno di Lipu e Wwf.
Per realizzare quest'opera il regista francese non ha badato a spese. Ha percorso in lungo e in largo i cinque continenti accompagnato da sei troupe cinematografiche, quindici operatori, dodici piloti e decine di consulenti. Tre anni di riprese e uno di montaggio. Oltre 450 persone coinvolte e un budget di circa 25 milioni di euro. Senza dubbio un progetto titanico che però ha dato i suoi frutti. Usando bracci mobili sospesi nel vuoto e stani trabiccoli volanti, Perrin è riuscito infatti a ottenere delle inquadrature straordinarie. La sensazione è quella di volare assieme all'oca selvatica e all'albatro, e di cadere in picchiata con gli Uri dell'Islanda. Ma il film è anche un'ode appassionata dell'autore verso la bellezza della natura. Come ha sottolineato Danilo Mainardi, presidente della Lipu, che era alla presentazione del film assieme al Presidente del Wwf, Fulco Pratesi, e a Licia Colò giornalista e presentatrice televisiva, "questi uccelli ci spiegano una cosa fondamentale dal punto di vista dell'ecologia: essi sono del mondo. Con i loro viaggi transoceanici, ci spiegano meglio di qualsiasi altro essere vivente che proteggere la natura è un problema globale che non ha confini. Inoltre, il loro ruolo strettamente ecologico è fondamentale per un "antropocentrismo illuminato" che ponga la tutela della biodiversità come compito centrale per una qualità della vita autentica e ricca". "Il popolo migratore", ha spiegato a Galileo Jacques Perrin, "potrà magari aiutarci a capire che le nostre frontiere non esistono, che la terra non è che un solo e unico spazio e se imparassimo a essere liberi come un uccello?"
Tratto da www.galileonet.it/Mostre/popolo_migratore/popolo_migratore.html