Il prigioniero della montagna

Cinema

Dedicato a... Come si gira bene in Trentino

Titolo: Il prigioniero della montagna
Altri titoli: Flucht in die Dolomiten
Origine e anno: Italia - Germania, 1955
Produzione: Francesco Donato; Primus Film; Bardo Film
Regia: Luis Trenker
Interpreti: Marianne Hold (Graziella);
Umberto Sacripanti (padre di Graziella);
Luis Trenker (Giovanni Testa);
Robert Freitag (Sergio);
Yvonne Sanson (Teresa);
Enrico Glori (Ghezzi);
Marcello Giorda (ragionere Massaro);
Hans Jamnig (guida alpina);
Vincenz Nacker (guida alpina);
Philipp Prinoth (guida alpina);
Flavio Pancheri (guida alpina);
Hans Hammig (Hans);
Vincenzo Nocker (Enzo);
Filippo Primod (Bepi);
Alda Quinti (figlia di Giovanni)
Soggetto: dalla novella “Die Flucht des Giovanni Testa” di Gustav K. Bieneck
Sceneggiatura: Luis Trenker; Giorgio Bassani; Pier Paolo Pasolini
Fotografia: Albert Benitz; Enzo Oddone
Musiche: Giorgio Fabor
Montaggio: Ludolf Griesebach; Aldo Quinti
Scenografia: Ottorino Volpi
Aiuto regista: Ludolf Griesebach
Durata: 101’ (Italia); 87’ (Germania)

Giovanni Testa vive con la moglie Teresa e due figlioli in un paese sulle rive del Garda: ha un cantiere per la costruzione di barche, ma tale attività non gli rende abbastanza. Avendo un debito verso una banca, si reca dal fratello Enzo, uomo ricco, per ottenere da lui un prestito. Enzo rifiuta e i due venuti alle mani brandiscono i coltelli che però subito dopo lasciano cadere. Un certo Sergio, che per la sua partecipazione a loschi traffici, pretende invano da Enzo una certa somma, appena uscito Giovanni, afferra il coltello che quest’ultimo ha gettato, e con quello uccide Enzo. Egli confida poi il suo crimine a Ghezzi, socio dell’ucciso, e questi gli consiglia di fuggire, recandosi a lavorare in alta montagna. Giovanni viene a sapere che l’uccisore di Enzo, ch’egli non conosce, si è recato a lavorare presso Penia, dove si costruisce una diga. Essendo ricercato dalla polizia, che lo ritiene l’assassino di Enzo, Giovanni si reca a sua volta a Penia, sperando di poter smascherare il vero assassino. A Penia, dove egli si presenta sotto falso nome, Giovanni conosce Graziella, giovane e bella ragazza: i due si sentono vicendevolmente attratti e Giovanni confida a Graziella la propria disavventura. Egli conosce anche Sergio, suo compagno di lavoro, del quale ignora il passato, ed anche a lui si lega d’amicizia. Sergio viene a sapere chi è veramente Giovanni e pensando d’aver perduto per causa sua l’amore di Graziella, spinto da gelosia, minaccia di denunciarlo. Giovanni decide di fuggire, ma quando apprende che Sergio è caduto durante un’ascensione, s’affretta a recargli il suo aiuto. Prima di morire, Sergio gli confessa di essere l’assassino di Enzo. Intanto Teresa, la moglie di Giovanni, viene insistentemente corteggiata da Ghezzi, ma rifiuta le sue proposte amorose. Giovanni, sentendo di non poter più vivere lontano dalla famiglia, decide di ritornare al paese. Nel frattempo Ghezzi, lungamente interrogato, ha finito per confessare quanto sa sull’uccisione di Enzo. Ritornato a casa, Giovanni potrà quindi vivere tranquillo con sua famiglia.

In questo film Trenker, sempre a suo agio nella rappresentazione della montagna, inserisce la drammatica vicenda del protagonista all’interno di una realtà che sta rapidamente modificando la vita di molti paesi alpini, spingendoli verso un progresso spesso non indolore. La costruzione della diga, oltre a rispecchiare con efficacia quella che fu un’importante tappa dell’industrializzazione della regione, assume nella pellicola del regista gardenese un significato particolare nel momento in cui si evidenzia, nello svolgimento della trama, una certa distanza tra la poetica cinematografica di Trenker e il mondo “moderno” che avanza inesorabile.
Il film testimonia anche l’interesse dello stesso Trenker per l’ambiente trentino, che qui trova spazio nelle lunghe sequenze girate a Penia, in val di Fassa e sul lago di Garda.

Luis Trenker (Ortisei BZ, 4 ottobre 1892 - Bolzano, 12 aprile 1990). Frequenta le scuole elementari e medie tra Ortisei e Bolzano. Nel 1912 si diploma al liceo scientifico di Innsbruck e supera nello stesso anno l’esame di guida alpina. In seguito si iscrive alla facoltà di architettura presso il Politecnico di Vienna. Durante la prima guerra mondiale viene inviato dapprima in Galizia e, a partire dal 1915, a Lavarone. Nel 1916 presta servizio in qualità di comandante di una compagnia di guide alpine, sul fronte delle Dolomiti e dell’Ortles. Tra il 1917 e il 1918 è comandante della piazza di Cortina d’Ampezzo. Nel 1922 si laurea in architettura a Graz. Nello stesso anno apre uno studio di architettura a Bolzano, insieme a Clemens Holzmeister. Nel 1925 ha la prima esperienza cinematografica, in qualità di protagonista del film Berge des Schicksals, di Arnold Fanck. Con quest’ultimo girò anche, sempre come interprete principale, Der heilige Berg (1926-1927). In seguito al mancato riconoscimento da parte del governo fascista di Roma dei titoli accademici conseguiti in Austria, Trenker decide nel 1927 di dedicarsi totalmente al cinema e si trasferisce a Berlino. Tra il 1928 e il 1929 realizza il primo lavoro cinematografico indipendente Der Kampf ums Matterhorn. Nel 1930 si data il suo primo film sonoro Der Sohn der weissen Berge. Negli anni a venire realizza Berge in Flammen (Montagne in fiamme 1931); Der Rebell (Il grande agguato 1932); Der verlorene Sohn (Il figliol prodigo 1934); Der Kaiser von Kalifornien (L’imperatore della California 1935-1936); Condottieri (1936-1937) ; Der Berg ruft (La grande conquista 1937); Liebesbriefe aus Engadin (Lettere d’amore dall’Engadina 1938); Der Feuerteufel (Il ribelle della montagna 1939-1940); Im Banne des Monte Miracolo (Monte Miracolo 1943-1949); Barriera a settentrione (Duell in den Bergen 1949-1950); Flucht in die Dolomiten (Prigioniero della montagna 1955); Von der Liebe besiegt (Vinto dall’amore 1956); Wetterleuchten um Maria (Lampi attorno a Maria1957); Drama am Eiger - Sein bester Freund (Dramma all’Eiger - Il suo migliore amico 1962).
Trenker è autore inoltre di numerosi documentari, realizzati per lo più negli anni Cinquanta, nei quali il tema prevalente è la montagna, ma non mancano un paio di opere dedicate a Venezia. Egli fu anche attore, sia in molti dei suoi film, sia per altri registi. A Trenker è attribuito anche Pastor Angelicus (1942), film nel quale il regista non volle figurare nel cast, che annoverava, tra gli altri, anche Ennio Flaiano in qualità di aiuto regista e sceneggiatore.
Trenker fu anche romanziere di successo. Per quasi tutti i suoi film egli compose romanzi, alcuni dei quali furono venduti in moltissime copie.


organizzazione: P.A.T. Centro Audiovisivi