L'invisibilità del reale

Convegno

56° TrentoFilmFestival
Incontri

Modelli di distribuzione di documentari in Italia, dalla sala all'online.

Tavola Rotonda in collaborazione con DOC/it e ZeLIG
Intervengono
Alessandro Signetto - DOC/IT
Renato Peronetto - Doc Store
Giuliano Girelli - Documè
Cay Wesnigk - OnlineFilm AG

In Italia non si da al documentario il giusto valore. E’ questo il grido di allarme lanciato oggi pomeriggio a Trento dove è in svolgimento il 56° TrentoFilmfestival nel corso di un incontro dedicato alla distribuzione del documentario nel nostro paese. A parlare soprattutto delle difficoltà che in Italia si incontrano nel distribuire e nel creare un circuito apposito per i documentari, ma anche a farli passare alla televisione di stato, Alessandro Signetto il presidente di Doc.it, l’associazione con sede a Bologna che in Italia riunisce e rappresenta gli autori ed i produttori indipendenti di documentari, insieme ai rappresentanti di alcune realtà in Italia per confrontarsi e ascoltare l’esperienza che all’estero porta avanti Onlinefilm, un’associazione che ha messo in rete i registi ed i produttori per la diffusione e la commercializzazione attraverso il web del documentario.
“Invisibilità del reale” il titolo dell’incontro, perché come ha ricordato Alessandro Signetto “in Italia il documentario non si vede: non si vede nelle sale e quello che è peggio neppure in televisione, con l’eccezione di qualche canale tematico sul satellite”. Superare questo impasse è il compito che si è accollato l’associazione Doc.it, con l’obiettivo di offrire più spazio al lungometraggio e di creare un circuito, magari rivalutando i piccoli cinema soffocati dai multiplex e dalle multisala in cui far vedere e far conoscere queste opere. Per stare al passo con i tempi anche Doc.it ha creato il suo sito internet con l’obiettivo di mettere in line entro il 2009 l’archivio degli autori che vi aderiscono.
Sul fronte del creare un circuito si muove invece Documè che come ha spiegato Giuliano Girelli, sta cercando di mettere in piedi una programmazione lungo l’anno in tutta Italia. “In quattro anni abbiamo messo insieme un catalogo di 250 titoli con 1250 proiezioni in ogni angolo d’Italia, ha spiegato Girelli.
Chi crede nello strumento di internet e dell’e-commerce per favorire la distribuzione del documentario d’autore è invece Renato Perronetto di Doc Video, un sito dedicato alla vendita on line di documentari.
Il panorama all’estero è molto più strutturato e l’esempio è venuto dai rappresentanti di Onlinefilm.org, un’associazione con partner in tutta Europa che mette in rete produttori e autori di documentari e per loro ha creato anche un canale di vendita on line. Vi si possono trovare i generi più diversi. I film sono fatti per essere visti è il loro slogan, ed è un peccato che in Italia sia ancora troppo difficile, almeno per i documentari.