Le forme di una vita

Le sculture di Umberto Zanin omaggio alle "Forme di una vita"

Mostra

Un omaggio alla creatività e alla vitalità di Umberto Zanin. Un grazie comunitario, anche, alla generosità con cui per decenni si è speso in tante e poliedriche attività culturali e sociali.

Ecco il senso di “Le forme di una vita”, antologica dell’opera scultorea dell’artista arcense, scomparso la vigilia di Natale del 2020, a 92 anni d’età.

La Casa degli Artisti “G.Vittone”, gestita dai tre comuni di Tenno, Riva del Garda e Arco, ha promosso l’esposizione che sarà inaugurata sabato 22 aprile prossimo (ore 17) a Canale di Tenno, per restare poi liberamente visitabile fino al 4 giugno, anche in coabitazione con la rassegna pittorica monografica già aperta su Luigi Pizzini.

In catalogo è il critico Mario Cossali a inquadrare il lavoro cui Zanin – a suo tempo promotore e primo presidente del Gruppo Arti Visive di Arco - ha dato vita nell’arco di trent’anni, con la curiosità e il desiderio di sperimentare molte tecniche diverse: l’amato legno anzitutto, ma poi la ceramica, la terracotta e il bronzo, la tecnica giapponese del raku, fino al marmo e a una serie di moderne opere concettuali che mischiano il laterizio con il metallo e il legno, per
significare il rapporto intrusivo tra natura e attività umana.

“Casartisti – scrivono in catalogo gli assessori dei Comuni consorziati – ancora una volta attende al suo importantissimo mandato: ricordare le persone che nel nostro territorio tanto hanno dato all’arte e alla collettività, tramandandone non
solo la memoria, ma anche gli ideali, la passione e gli insegnamenti”.

Cossali dal canto suo ricorda l’”apprendistato” di Zanin nell’atelier di fra’ Silvio Bottes al convento Madonna delle Grazie di Arco, “un incontro che coincise con una vera e propria palestra e gli permise l’approfondimento del gesto plastico nelle sue diverse dimensioni.

La tecnica raku, cioè la particolare tecnica di seconda cottura dell’argilla, gli diede in seguito inaspettate soddisfazioni, perché in fondo rispondeva alla sua intima esigenza di invenzione poetica, un invito a pensare, forse, a sognare, come scriverà a proposito della poesia”. Un’allusione diretta all’ultimo slancio di Umberto Zanin, che s’è tradotto nel ricco blog on line Arcopoesia, principalmente dedicato ai componimenti in dialetto.

La mostra nella splendida cornice di Casartisti proporrà 35 lavori dell’artista classe 1928, che rimane nei ricordi di moltissimi altogardesani anche per la sua attività di prima fila nell’associazione culturale Il Sommolago e di fondatore
del circolo scacchistico altogardesano.