Luci e parole dell'anima. Pagine intorno alle regioni del sacro
Religion Today 2005
Rolando Lucchi
dolce è la luce (2001)
dittico sacro per 8 voci bianche, sassofono soprano, fisarmonica, violoncello e percussioni
testi a cura di Giuseppe Calliari
Massimo Priori
la canzone dell'anima (2005)
sopra testi di Margherita Porete (12?? - 1310) per sassofono soprano, violoncello, fisarmonica, percussioni, voce solista e coro di voci bianche
Il Diapason Ensemble
Roberto Caberlotto fisarmonica
Marco Milelli clarinetto
Fabrizio Nicolini violoncello
Sebastiano Evangelista percussioni
Conny Viola, Marta Dossi, Serena Marchi, Stefania Mattedi, Francesca Martinelli, Milena Merler, Federica Mattedi, Francesca Benedetti: voci bianche del Coro di voci bianche il Diapason
Tommaso Lonardi voce recitante
Nicoletta Nicolini direttore
Venerdì 21 ottobre, alle ore 21, nellambito di "Religion Today" Festival Internazionale di cinema e religione, il S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti a Trento, ospita un evento che nasce da un singolare connubio tra antichi testi e musiche di creazione contemporanea.
Si tratta di Luci e parole dellanima. Pagine intorno alle regioni del sacro che prevede lesecuzione di due composizioni: Dolce è la luce di Rolando Lucchi con testi a cura di Giuseppe Calliari tratti dalla laminetta aurea di Hipponion e dal biblico Qoèlet, e la Canzone dell'anima di Massimo Priori sopra testi di Margherita Porete, mistica del Medioevo. La spiritualità delle fonti letterarie è tradotta in suono e canto dal Diapason Ensemble, formazione vocale e strumentale.
I testi, che appartengono a tre prospettive sul sacro, l'una greca e orfica, l'altra biblica in lingua aramaico, l'altra ancora cristiana e mistica, concorrono a formare un polittico musicale che è specchio delle nostre complesse radici. Se la via che conduce fino al mondo vero l'iniziato, il defunto provvisto della laminetta-guida, non è sovrapponibile nel senso alla severa meditazione sulla fugacità della terra e dei suoi beni enunciata nel Qoelet, ugualmente nei due testi e nelle due grandi tradizioni ritroviamo un radicale interrogarsi dell'uomo sul suo destino ultimo. E d'altra parte nelle parole di Margherita Porete, tradotte in musica da Massimo Priori, appare già presente dentro l'esperienza mistica la luce dell'infinito. I due testi antichi, nella disposizione curata da Giuseppe Calliari, si incontrano in un'unica grande arcata, la partitura del compositore Rolando Lucchi.
La partecipazione allevento, curato dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento, è gratuita fino ad esaurimento dei posti disponibili.
organizzazione: Provincia Autonoma di Trento Soprintendenza per i Beni Archeologici