Lucia y el sexo

Cinema

Francia/Spagna, 2001 V.M. 18 anni
Titolo originale: Lùcy y el Sexo
Durata: 128'
Genere: Drammatico/Romantico
Regia: Julio Medem
Cast: Paz Vega, Tristán Ulloa, Najwa Nimri, Daniel Freire, Elena Anaya, Javier Cámara

Lucia, una giovane cameriera di un ristorante al centro di Madrid, quando viene a sapere della scomparsa del suo fidanzato, uno scrittore con il quale viveva da sei anni, si rifugia in un’isola tranquilla e isolata del Mediterraneo. Qui, in un atmosfera splendente, piena di sole ed aria pura, Lucia scopre gli aspetti più oscuri del suo passato di coppia, come se fossero i passi proibiti di un romanzo che adesso l’autore, grazie alla lontananza, le permettesse di leggere.
Premio Goya come migliore attrice a Paz Vega

di Mazzino Montinari
Lucia y el sexo è un film difficile da raccontare e interpretare. Julio Medem, regista di sicuro talento, già autore di Tierra e Gli amanti del circolo polare, anche in quest’ultima pellicola ha messo in mostra la sua propensione ad una narrazione ricca di suggestioni estetiche e filosofiche. E’ assai complesso mettere ordine a tutto quello che Medem sviluppa nel suo film, troppe idee e carne al fuoco.
Si comincia con Lucia, l’astro nascente del cinema spagnolo Paz Vega, che con esuberanza e ingenua sensualità dichiara il proprio amore incondizionato ad uno scrittore, Lorenzo (Tristán Ulloa). Questa prima scena induce a credere che la giovane e intraprendente cameriera sia la protagonista assoluta del film. E in parte è vero.
La carnalità e voglia di vivere sembrano ricordare la Valeria Golino interprete di Grazia (Respiro), con la differenza che Medem entra nell’intimità di Lucia mostrando tutto quello che c’è da vedere, mentre Crialese si ritrae con pudore lasciando solo intendere la sensualità della sua protagonista.
La citazione di Respiro non è casuale. Dopo i primi ardori, l’amore di Lucia e Lorenzo subisce un improvviso arresto. Nell’animo di Lorenzo è successo qualcosa che lo induce a recidere bruscamente l’unione con Lucia. A questo punto, entra in scena il protagonista successivo: l’isola di Formentera. Lucia fugge da Lorenzo e dalla probabile tragedia che l’ha colpito e si rifugia in un luogo incantato. Come la Lampedusa di Crialese, anche la piccola isola di Medem è magica. Là il tempo si è fermato, non c’è altro che mare, terra e sole. Un luogo sicuro e al tempo stesso pieno d’insidie. Un’isola che non è ancorata alla terra e che perciò fluttua trasportata dal mare e con lei anche i suoi abitanti ondeggiano insicuri alla ricerca di una verità.
Il filo della narrazione si spezza ancora. E’ il momento di sondare gli incubi di Lorenzo. I ricordi di Lucia riportano in vita lo scrittore e così ora è lui il protagonista, colui che guida il gioco. Lorenzo dopo il primo romanzo di successo non è stato in grado di ripetersi. Vive un periodo di crisi che sembra terminato proprio con la comparsa di Lucia. Ritrovata la vena creativa comincia però a confondere la realtà dei fatti con quello che accade nella sua testa di scrittore. Qui avviene qualcosa di paradossale: se inizialmente le donne e gli uomini della realtà vengono tradotti in personaggi romanzati, improvvisamente per uno strano corto circuito quei personaggi prendono il sopravvento e diventano essi stessi realtà. Sangue e morte si affiancano al sesso in un vorticoso flusso di immagini tra erotismo e horror. E spesso questo mix produce un effetto comico, non si sa quanto volontario.
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