Othello: tentazioni e seduzioni della parola

Convegno

Theatrum Philosophicum

Lezione pubblica "Othello: tentazioni e seduzioni della parola"
prof.ssa Serena Cenni (Letteratura inglese, Università di Trento)

«Un moro molto valoroso, di gran prudenza e di vivace ingegno nelle cose della guerra; una virtuosa donna di meravigliosa bellezza; un alfiere di bellissima presenza, ma della più scellerata natura, che mai fosse uomo; un capo di squadra carissimo al moro»: questi, nelle parole di presentazione di Giraldi Cinthio, sono i personaggi principali della Novella Settima, Deca Terza dei suoi “Hecatommithi”, pubblicati nel 1565. Shakespeare, con molta probabilità, ne lesse l’originale italiano o una traduzione francese del 1584 e, colpito dalla tragica storia di odio e gelosia, la rimodellò per la scena mantenendo l’articolazione di base dell’intreccio di Giraldi Cinthio, ma imprimendo uno straordinario spessore psicologico ai personaggi che si sottraggono, grazie ad incalzanti scambi conversazionali e a oblique quanto ingannevoli creazioni dell’immaginario, alla stasi discorsiva della novella, per acquisire un ruolo tragico di altissimo livello e impatto emotivo


organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara - Facoltà di Lettere e Filosofia