Presentazione del libro: Dio in gioco

Convegno

Ermanno Bencivenga presenta il suo ultimo libro "Dio in gioco" (Bollati Boringhieri).
In collaborazione con ArcArt, Architetture artistiche e culturali di Trento.

Ermanno Bencivenga, Dio in gioco. Logica e sovversione in Anselmo d’Aosta, Traduzione di Giuseppina Malinverni, Bollati Boringhieri, 2006
Nella sua formulazione ingannevolmente semplice la cosiddetta prova ontologica, con cui Anselmo d’Aosta nel secolo XI intese rispondere allo stolto che nel Salmo 13 sentenzia “Dio non c’e”, postula che l’esistenza di Dio sia implicita nel suo stesso concetto. Ma chi e il Dio a cui Anselmo rivolge questa invocazione appassionata e paradossale: rivelami la formula che mi permetterà di dimostrare la tua esistenza? O, più modernamente, che cosa è? E la suprema e impassibile garanzia di stabilita ontologica oppure l’invito a un esercizio senza fine,
irriverente e trasgressivo, di liberta intellettuale? Oppure l’una cosa proprio in virtù del fatto che e anche l’altra? Bencivenga interpella l’intero corpus di quello che e considerato da molti il fondatore della scolastica, cercando le risposte che hanno intrigato la filosofia da Cartesio a Kant a Frege. Nell’opera di ricognizione sono convocate a uguale titolo la logica formale contemporanea e la Scuola di Francoforte, la spy-story e le esistenze vertiginose di Giordano Bruno e Alan Touring. Il punto di approdo costituisce un inquietante corollario della definizione aristotelica: se e vero che l’uomo e un animale razionale, e anche vero che la sua ratio argomentativa ingenera la più crudele e incurabile delle agonie.

l'autore
Ermanno Bencivenga insegna Filosofia presso l’Università di California a Irvine. Tra i suoi saggi più recenti: Filosofia: istruzioni per l’uso; Platone, amico mio. I filosofi rispondono alle grandi domande della nostra vita; I delitti della logica; Parole che contano. Da amicizia a volontà, piccolo dizionario politico-filosofico; Le due Americhe. Perché amiamo e perché detestiamo gli USA (tutti Mondadori, rispettivamente 1995, 1997, 1998, 2004 e 2005); Manifesto per un mondo senza lavoro (Feltrinelli, 1999); I passi falsi della scienza e Una rivoluzione senza futuro. Perché la sinistra non può (più) dirsi marxista (entrambi Garzanti, 2003).