Sex is comedy
Due registi francesi affezionati al Cineforum
Francia/Portogallo, 2002
Titolo originale: Sex is comedy
Genere: Commedia
Durata: 92'
Regia: Catherine Breillat
Cast: Anne Parillaud, Grégoire Colin, Roxane Mesquida, Ashley Wanninger
Anne Aprillaud, una regista in corso di girare un film, deve ottenere il massimo dai suoi due attori che ha sottoposto ad una scena intima e molto difficile.
Irritante. A tratti involontariamente comico. Mentre in altri momenti "spudoratamente" vero e sincero. Sex is comedy della "scandalosa" regista francese Catherine Breillat (ancora un altro film, Pornocratie con Rocco Siffredi, per concludere il suo "Decalogo" sessuale e poi dedicarsi a tuttaltro genere!), muovendosi su questi diversi stadi di emozioni e sensazioni, racconta linsondabile avventura di come nasce un film. "In primo luogo volevo fare un film sul cinema, su questa misteriosa impresa che la gente (erroneamente) considera dirigere un film, o dirigere degli attori.
In realtà non si dirige un film ma si fa un film" dichiara la Breillat, ritornando così a far parlare del suo cinema che senza mezze misure o moralistici pudori fotografa le ipocrisie della nostra vita. Ed è soprattutto nel raccontare il rapporto morboso e complesso tra la regista Jeanne (Anne Parillaud regge coraggiosamente sul suo viso lonnipresente ed impietosa macchina da presa) ed i suoi due attori (Gregoire Colin, un volto che sembra uscito da un dipinto di Modigliani o Picasso, e la sensualità acerba ed innocente di Roxane Mesquida) in una sequenza di enorme difficoltà (ossia una scena di sesso) che Catherine Breillat smaschera, (dietro lapparente analisi sulla soglia della psicanalisi dei meccanismi di sottomissione ed autorità che si instaurano su di un set) i nascosti pruriti ed inconfessabili emozioni di uomini e donne messi a nudo di fronte alla loro sessualità.
Il finto pene indossato per buona parte del film, con spavalda ostentazione, da Gregoire Colin non ci crea alcun imbarazzo (la falsità come specchio della realtà?) così come, allo stesso modo, il "vero" pube femminile della Mesquida sul quale si sofferma (senza farcelo notare!) la Breillat ci lascia indifferenti! Ma di fronte alla sconcertante rivelazione dellanimo umano (come accade nella sequenza finale in cui lemozionata regista Jeanne abbraccia lattrice che con la sua sofferta interpretazione le fa dono di un grande gesto damore) possiamo sentirci spettatori indiscreti e sinceramente scossi
e forse sono proprie queste "reazioni" a regalarci la vera magia e forza del Cinema.
Da www.stradanove.net
organizzazione: Federazione Italiana Cineforum