Social Film

Cinema

La prima edizione di “Social Film”, rassegna di documentari indipendenti su tematiche sociali, presentata nell’inverno 2005, ha riscosso un deciso successo di pubblico. La proiezione al cinema di materiale documentario ai margini delle distribuzioni ufficiali, e conseguentemente alle reali possibilità di visione, è risultata dunque una scommessa vinta visto il notevole interesse suscitato.
Evidentemente andava, almeno parzialmente, a rispondere ad una domanda diffusa di visione/informazione su tematiche della realtà contemporanea proposte in forma diversa.
Forse, fino a qualche anno fa, andare a vedere dei documentari in una sala cinematografica non avrebbe suscitato lo stesso interesse di oggi. A cosa è dovuto questo cambiamento? La ricerca delle risposte ed una loro analisi sono materiale per approfondimenti critici, ma si possano sintetizzare in alcune probabili linee essenziali.
Anzitutto c’è il desiderio di confrontarsi con altre tematiche rispetto a quelle proposte dai media più popolari della comunicazione. In secondo luogo l’auspicio che queste tematiche vengano trattate in modo diverso dai canoni ufficiali della visibilità e dalle autocensure, sanciti dai codici di autoregolamento dei canali commerciali delle comunicazioni.
Infine la sala cinematografica propone una dimensione decisamente più sociale e condivisa della visione, con la possibilità del confronto tra i presenti.
Il tutto però non avrebbe seguito se alla base non esistesse un panorama produttivo di materiale documentario sempre più vivace. Una realtà dove registi, anche alcuni affermati nella fiction, con troupe agili ed attrezzature digitali molto più accettate (se non indispensabili) per questo settore, si muovono con velocità e curiosità per indagare aspetti del mondo meno conosciuti e spesso più scottanti. Indagini che poi, per le tematiche e le forme, possono risultare di grande impatto sia nella documentazione che nella dimensione emozionale.
Insomma, in questi tempi il cinema documentario pare porsi come più libero nella presentazione di argomenti e più trasgressore delle regole e delle forme e più veloce e agile nelle realizzazioni. Non solo strumento di controinformazione ma anche di spettacolo, per quanto drammatiche possano essere certi sguardi sulla realtà.
Social Film è dunque una proposta che si qualifica nell’offerta culturale cinematografica del Centro servizi S. Chiara di Trento.

Mercoledì 25 gennaio
• RAGAZZI
Inside out
di Claudio Di Mambro, Luca Mandrile, Marco Venditti (Italia, 2004, miniDv,45')
Dogtown and Z-Boys
di Stacey Peralta (Usa, 2001, 35mm, 91')

Mercoledì 1 febbraio
• MEDIA & MEDIA
Info Wars
di J.F. Sebastian (Austria, 2004, Beta, 90')
Inside gola profonda
di Fenton Bailey e Randy Barbato (Usa, 2005, 35mm, 88')

Mercoledì 8 febbraio
• MEMORIE
About Baghdad
di InCounter Production (Irak/Usa, Beta, 90')
S21, la macchina da morte dei Khmer Rossi
di Rithy Panh (Francia, 2002, Betacam, 101’)

Mercoledì 15 febbraio
• FARE MUSICA
Corrente continua
di Francesco Dal Bosco (Italia, 2005, miniDv, 88')
I dischi del Sole
di Luca Pastore (Italia, 2004, Betacam, 90')

Mercoledì 22 febbraio
• AMERICA LATINA OGGI
Motoboy
di Cèsar Meneghetti, Elisabetta Pandimiglio (Italia/Brasile, 2004, Beta, 75’)
The Take. La presa
di Avi Lewis e Naomi Klein (Canada/Argentina, 2004, video, 93’)

Mercoledì 1 marzo
• AMERICA LATINA IERI
Soy Cuba
di Mikhail Kalatazov (Unione Sovietica/Cuba, 1964, 35mm, 141’)
Salvador Allende
di Patricio Guzmán(Belgio/Cile/Francia/Germania/Messico, 2004, 35mm, 100')

A cura di Stefano Giordano


organizzazione: Centro Servizi Culturali Santa Chiara