Social Film
Con il presente progetto si intende proporre, dopo le edizioni '05, '06, la terza edizione della rassegna di documentari "Social Film".
In una realtà di proposta cinematografica che si fa sempre più privata attraverso il noleggio di dvd, le televisioni tematiche satellitari, computer e internet, è da ritenere importante andare controcorrente e, specialmente per certe proposte, promuovere il più possibile la visione pubblica.
Questo discorso vale in particolar modo per i documentari che sono realizzati con la specifica intenzione di far conoscere, riflettere, discutere tematiche poco percorse dai media tradizionali, ed è evidente che la visione collettiva favorisce il confronto e il dibattito.
La funzione di "Social Film" è dunque sempre quella di proporre un cinema ai margini delle distribuzioni ufficiali, e conseguentemente alle reali possibilità di visione, per rispondere ad una domanda diffusa di visione/informazione, in forma diversa, con altre tematiche e problematiche della realtà contemporanea.
"Social Film", oltre allo sguardo differente sulla realtà è poi un'occasione per esplorare il mondo del documentario, specialmente quello a tematica sociale, nelle sue forme più disparate: dalla denuncia, all'incursione in ambito culturale.
Insomma in questi tempi il cinema documentario pare porsi come libero e agile strumento di presentazione di argomenti, sguardo su realtà diverse proposte in forma meno tradizionale e occasione per il confronto e l'approfondimento. Infine anche di spettacolo, per quanto drammatiche possano essere certi sguardi sulla realtà.
31 gennaio
Diario del saccheggio (Memoria del Saqueo)
di Fernando Solanas
Argentina, Francia 2003, 118'
Come è possibile che nel "granaio del mondo" si soffra la fame? L'Argentina è stata devastata da una nuova forma di aggressione, silenziosa e sistematica, che ha lasciato sul campo più vittime di quelle provocate dalla dittatura militare e dalla guerra delle Falkland. Nel nome della globalizzazione e del più selvaggio liberismo, le ricette economiche degli organismi finanziari internazionali hanno portato al genocidio sociale e al depauperamento della nazione.
7 febbraio
Grizzly man
di Werner Herzog
Usa, 2005, 100'
Nell'estate del 1990 Timothy Treadwell si avventura in Alaska per vivere insieme agli orsi grizzly. Da allora fa ritorno ogni anno per documentarne da vicino le abitudini, sino al 2003 quando, insieme alla fidanzata, trova la morte proprio ad opera di una di quelle creature che credeva amiche. Alternando interviste e commenti alle stupefacenti immagini filmate da Treadwell, Herzog ha creato quello che il New York Times definisce «un documentario con immaginazione», dove un eroe folle e delirante sfida la natura e soccombe. Grizzly Man è per Herzog una sorta di "portale" attraverso cui parlare, e discutere perfino, con Treadwell attraverso il tempo e lo spazio. Alcune questioni rimangono insolute, come misterioso è il temperamento folle e geniale dell'eccentrico attivista-ecologista; tanto che questo studio dell'uomo-orso è da includere nella galleria di ostinati iconoclasti del cinema di Herzog.
14 febbraio
L'Orchestra di Piazza Vittorio
di Agostino Ferrente
Italia, 2006, 90'
Il film documenta la nascita dell'Orchestra di Piazza Vittorio, nata dall'iniziativa di Mario Tronco (tastierista degli Avion Travel) e Agostino Ferrente (regista del film). L'Orchestra, riunisce musicisti di varie etnie che vivono nel quartiere Esquilino, noto per essere il più multietnico di Roma. Il progetto si prefigge appunto di far coesistere varie persone, varie visioni del mondo, varie culture, che giorno dopo giorno si confrontano nello stesso quartiere...
21 febbraio
Workingman's Death
di Michael Glawogger
Austria, Germania 2005, 122'
Nel 1935 il minatore sovietico Alexei Stakhanov diviene l'eroe dei lavoratori. 102 tonnellate di carbone in un solo turno di lavoro: un record. Krasni Lutsch, Ucraina. Oggi Tatjana, Valodja e Vassili lavorano nello stesso luogo in cui Stakhanov stabilì il suo record. Giava orientale, Indonesia. Da trent'anni Pak Agus trasporta lo zolfo dal cratere del vulcano Kawah Ijen alla valle sottostante, servendosi di due cesti collegati tra loro da un'asta: un carico tra i 70 e i 100 chili. Bunmi Onokoya e i suoi compagni di lavoro arrostiscono, lavano, scuoiano, tagliano, trasportano, conducono trattative, corrono e vendono ogni giorno dalla mattina alla sera. Davvero non esiste più la classe operaia?
28 febbraio
Pasolini prossimo nostro
di Giuseppe Bertolucci
Italia/Francia, 2006, 63'
Siamo sul set di "Salò o le 120 giornate di Sodomia". Nonostante le enormi polemiche suscitate dal film, un Pasolini tranquillo, quasi gioioso, si lascia seguire sul set da una piccola troupe capeggiata dal giornalista Gideon Bachmann che lo coinvolge in una lunga, straordinaria intervista/conversazione.
Inizialmente perplesso, Pasolini trasforma l'intervista in un lungo, quanto lucido e violento attacco alla società che si accompagna alle foto del set in una sorprendente sovrapposizione tra film e realtà a svelare la metaforica messa in scena pasoliniana della modernità
organizzazione: Centro Servizi Culturali Santa Chiara