The Navigator

Musica
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 Organista Martin Sturm.

"THE NAVIGATOR" (1924) di Buster Keaton. Film muto con colonna sonora improvvisata dall'organo

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LA RASSEGNA

"L'organo è uno strumento di nicchia, obsoleto, costoso, troppo legato alla liturgia, non attrattivo per i giovani, fossilizzato su una letteratura grandiosa, ma datata, apprezzata soltanto da pochi, canuti e seriosi appassionati."

Sono considerazioni che capita di ascoltare, fuori dal nostro ambiente: giudizi in parte comprensibili, ma certamente affrettati, che non rendono giustizia ad uno strumento che ha ancora grandi potenzialità da esprimere e che, liberato dai preconcetti nei quali spesso gli stessi organisti, per pigrizia o timore, lo tengono imprigionato, ha ancora molto da dire e da dare, anche ai giorni nostri.

L'organo a canne si può definire una macchina, dotata di molte fonti acustiche - fisiche, non sintetizzate elettronicamente - in grado di produrre una vastissima gamma di timbri e volumi sonori, comandata da un solo operatore. Considerato come tale e spogliato di ogni stereotipo, con buona approssimazione l'organo può dar voce ad ogni genere di musica; il fatto che la tradizione lo abbia caricato di un ruolo così importante, qual è quello di strumento per il culto cristiano - ruolo che, beninteso, gli calza a pennello - non è motivo per cui lo si debba per forza escludere dalla musica che sta oltre i suoi abituali confini.

Il Festival Organistico Internazionale "Città di Trento", da alcune edizioni, si è prefisso lo scopo di raggiungere, oltre che l'affezionato, consueto pubblico, anche quella parte di ascoltatori che non lo conosce, e che se ne tiene lontana spesso proprio per i retropensieri che citavamo in apertura.

Chi lo ritiene uno strumento per anziani, potrebbe stupirsi nel vedere e sentire, tra aprile e maggio, molti giovani talentuosi, allievi o ex allievi dei conservatori italiani, esibire il frutto di tanto studio e tanta passione.

Chi ama il cinema, certamente apprezzerà il capolavoro di Buster Keaton "The Navigator", accompagnato dalla voce dell'organo della Sala della Filarmonica - luogo ideale per un evento di questo tipo - con una colonna sonora interamente improvvisata da uno dei massimi esperti del settore.

Chi ritiene superata e irrigidita la letteratura organistica, potrebbe ricredersi ascoltando le spumeggianti trascrizioni che verranno eseguite a Mattarello sull'organo storico Agostini.

Chi pensa che dopo Messiaen non si sia scritto più nulla per "il re degli strumenti", cambierà opinione dopo aver ascoltato le mirabolanti, nuove e già famosissime creazioni che verranno eseguite dall'autore stesso in Santa Maria Maggiore.

Chi non conosca il mondo dell'improvvisazione, o che ritenga che l'organo sia uno strumento essenzialmente solipsistico, al più adatto ad accompagnare un coro o un'assemblea di fedeli, ci ripenserà, dopo aver ascoltato lo strumento della Badia di san Lorenzo, accostato nientemeno che al basso-tuba, in un abbinamento in grado di produrre suoni nuovi, combinazioni raramente ascoltate, forme musicali inedite e sorprendenti.

Chi crede che soltanto la musica "colta" si addica all'organo a canne, smetterà di pensarlo dopo aver ascoltato, in Filarmonica, suoni elettronici di nuovissima generazione, combinati con quelli, "naturali", dello splendido Vegezzi Bossi-Mascioni, che ci è tanto invidiato dai colleghi italiani.

Chi ama il confronto di opinioni, apprezzerà, in Filarmonica, l'organo accostato al pianoforte, in una serata a due nella quale uno stesso tema sarà affrontato da due notissimi improvvisatori, i quali lo osserveranno da opposte angolazioni, dando vita a creazioni antitetiche, a partire da una stessa idea musicale.

E per chi ama le arti figurative? Nell'ultima serata, in San Francesco Saverio, ricorderemo padre e figlio Lyonel e Laurence Feininger, artisti e studiosi poliedrici, all'insegna del Bauhaus - la famosa scuola tedesca, fucina di idee innovative, che vide Lyonel tra i suoi fondatori - e sotto l’egida di Bach, genio che entrambi i Feininger venerarono e omaggiarono, con le loro particolarissime composizioni.

Inauguriamo, con questa ventunesima edizione, una stretta collaborazione con la Fondazione Filarmonica, che prende corpo ufficialmente, ma che lavora sottotraccia da ben venticinque anni, dopo il restauro del citato, prezioso strumento che troneggia in Sala dal lontano 1907 e che non mancherà di emozionarci, dopo più di un secolo, con i suoni di una tradizione che vive perché sa rinnovarsi e fiutare lo spirito dei tempi.

Costi

Ingresso libero e gratuito