(im)probabili assonanze #14

Alessia Fatone e Susanna Aparicio Lardiés

Viaggi e cioccolatini. Percorsi fisici e sentieri di memoria. Colori che esplodono e luci e ombre che si mischiano. Parliamo delle opere di Alessia Fatone e Susanna Aparicio Lardiés.

Alessia Fatone dimostra grande maestria nella lavorazione del vetro: i suoi dolcetti si devono toccare per capire che non sono veri! Anche perché qualcuno è riuscito ad assaggiarne alcuni!

Il pensiero in viaggio di Alessia è così variopinto, oltre che essere dolce, da attirare inevitabilmente l’attenzione. Se si legge la riflessione che l’accompagna si comprende anche quel tocco di amaro che talvolta rimanere in bocca dopo aver gustato un ottimo cioccolatino. La vita! Dolce e amara. E più si va avanti con l’età, più si diventa incerti, talvolta insicuri: non si sa mai quale sarà il dolce per noi, e se ci sarà! Ma l’essere sgargiante e dorata di quest’opera pone in un clima di serenità.

L’(im)possibile accoppiata è caduta su “Da zero a cento. Ogni attimo è da vivere” di Heike Faller e Valerio Vidali per DeAgostini (2019). I risguardi dicono subito in che atmosfera ci troviamo: fai volare via i semi del tarassaco e intanto esprimi un desiderio. E poi la narrazione si dipana da 0 anni fino a 99, quando ti viene domandato: “Hai imparato qualcosa dalla vita?” E una bellissima cangiante farfalla vola via fino a posarsi sul tarassaco in fiore dell’ultimo risguardo. Nel mezzo ci sono persone con le loro speranze, i loro accadimenti, i pensieri, gli amore, i lutti, le gioie, i dolori. Insomma vite! Vite che si avvolgono con quelle degli altri o su se stesse. I volti non sono mai precisati ma ti sembra di conoscere tutte quelle individualità: tua figlia con i suoi dieci anni, il tuo compagno di 50, i tuoi genitori sugli ottanta, gli amici, i parenti, i colleghi: ci sono tutti in un campionario che spaventa per quanto è tangente alla realtà.

Come la macchinina dorata e ricolma di palloncini di Alessia, l’albo grida : “ogni attimo è da vivere”!

E di attimi sembra averne vissuti tanti Susana Aparicio Lardiés, nei molti viaggi fatti, nelle traiettorie percorse, nelle persone incontrate, nelle case abitate, negli animali conosciuti e nei momenti vissuti con pienezza: ogni spostamento è stato vita! Un memoir è il rimando alla fotografia della macchinina di Susanna. E il ricordo, la memoria di quei viaggi sembra debbano essere riportati alla luce, ogni quando, in quei momenti utili a ritrova se stessi.

È la memoria, il ripensamento, il rimescolare i ricordi che danno vita a un film forse girato diversamente dalla realtà, sono alla base del fumetto di Marina Girardi, “Capriole” per Topipittori (2015). La collana editoriale è quella de “Gli anni in tasca” per parlare della propria storia in maniera diversa dal diario o dalla biografia in senso stretto. Marina Girardi racconta, con ironia e freschezza non solo coloristica, la sua nascita sulle montagne di Agordo e dei successivi spostamenti per il mondo con una famiglia che le ha saputo donare il senso della meraviglia, come si evince dalla dedica del libro. E in effetti, la gioia, il divertimento, la serenità, la tranquillità nelle difficoltà prendono il sopravvento su tutto e “Capriole” ti mette davvero di buon umore addosso, facendoti far pace con la tua di vita.

redazione
parte di: ipensieriinviaggio

02/10/2020