Trentino Cultura

fino in FONDO

Gli anni in tasca

collana Edizioni Arka

La collana Gli anni in tasca comprende otto piccoli libretti quadrati (14,2 x 14,2 cm), pubblicati dalle Edizioni Arka nel 1994. È un piccolo insieme di libri dedicati alla prima infanzia su curatela di Mijo Beccaria, che in Francia era capo redattore della rivista giovanile Pomme d’Api (Bayard Press),fondata nel 1966. Su questo periodico apparì nel 1975 il Petit Ours Brun illustrato da Daniéle Bour, che a quel personaggio si legò per la vita.

Mijo Beccaria, nata Marie-Josephe Denoix de Saint Marc, sposò Yves Beccaria, uno degli artefici dello sviluppo editoriale del gruppo Bayard Press ma soprattutto colui che ideò il settore giovanile del colosso francese.

Petit Ours Brun diventò una collana editoriale per Bayard Éditions di Parigi con i testi di Claude Lebrun prima e Marie Aubinais poi e con le illustrazioni di Danièle Bour. Petit Ours Brun, in Francia, diventò un vero e proprio personaggio, seguitissimo dal pubblico dei piccoli lettori francofoni ma anche europei, canadesi e asiatici e in breve tempo uscirono anche giocattoli, puzzle, peluche, cartone animati seguendo quella tendenza editoriale che trasforma un interesse in un prodotto massmediale. Tutt’oggi Petit Ours Brun è presente nel catalogo Bayard-jeunesse anche con un sito specificatamente dedicato: https://www.petitoursbrun.com

Nel 1994, Petit Ours Brun arriva in Italia con la collana Gli anni in tasca nella traduzione di Gaia Volpicelli per Edizioni Arka. La casa editrice milanese, nata nel 1985 per volontà di Ginevra Viscardi e Umberto Costanzia, sicuramente è più nota per le diverse collane dedicate all’arte, prima fra tutte “Perle d’arte”, che per la serie di Petit Ours Brun.

Il Piccolo Orso Bruno è il protagonista di questi otto ‘quadrotti’ che anche se non sono proposti nella versione cartonata sono comunque rivolti alla primissima infanzia.

Ogni libretto è un’azione dell’Orsetto Bruno: Orsetto Bruno dice di no, Orsetto Bruno e le scarpe, Orsetto Bruno e l’altalena, Orsetto Bruno vuole una storia, Orsetto Bruno e il suo ombrello, Orsetto Bruno ha paura del buio (che manca nel Fondo provinciale di Letteratura per l’infanzia e l’adolescenza ma che è presente nelle biblioteche del Sistema bibliotecario trentino), Orsetto Bruno svuota il vasino, Orsetto Bruno riabbraccia la mamma. Questi sono gli otto titoli che mettono in risalto alcune brevi esperienze o momenti, anche emotivi, o primi conflitti tra amici che il piccolo orsetto affronta nell’arco delle sue giornate. Papà e mamma si alternano nelle sedici facciate accompagnando le avventure del loro piccolo, seppur sempre nello sfondo e con scarsa figuratività e personalità.

Il tono letterario fin troppo semplice alterna composizioni meno riuscite a quelle come Orsetto Bruno dice no che restituiscono un mondo infantile più autentico fatto di prove e sperimentazioni dei limiti. Orsetto si muove nel mondo, circoscritto della casa o del ristretto intorno, con viva curiosità, mettendo in luce la sua voglia di conoscenza e di scoperta. Il mondo lo attrae e lo stimola a sperimentare piccole esperienze nelle quali emerge il suo carattere un po’ capriccioso.

Ogni libretto ha una struttura simile: l’illustrazione è posta a destra, doppiamente incorniciata da un quadrato sottile e da uno più spesso, e il breve testo a sinistra, anch’esso racchiuso da una fine linea quadrangolare. I colori sono piatti, stesi a pennello con gradazione di toni fra loro equilibrati. Le figure sono poche: il protagonista e alcuni oggetti utili allo svolgersi della narrazione, che prevede sempre un inizio, un piccolo accadimento e una fine rassicurante nel quale Orsetto può ‘ritrovarsi’. È la vita di tutti i giorni che viene fotografata in una grafia asciutta, minimale, bidimensionale e con rara restituzione dell’espressività dei volti.

In Italia sembra non aver trovato il successo d’oltralpe e anche i prestiti all’interno del Catalogo bibliografico trentino appaiono ridotti, nonostante le avventure del Piccolo Orso Bruno compaiano anche nel catalogo Einaudi Ragazzi.

Andare “fino in FONDO” aiuta a vedere quanta strada ha percorso la Letteratura per l’infanzia e l’adolescenza e a mostrare come le avventure editoriali siano particolarmente legate al contesto culturale di appartenenza.

redazione
parte di: fino in FONDO

24/02/2021