I più antichi cacciatori

Il viaggio virtuale prosegue nel "pozzo del tempo", come è chiamato il percorso espositivo del museo.

La prima sala che si incontra è dedicata alla Preistoria più antica.

Come molte altre zone del Trentino, anche la Val di Non fu interessata, dopo il ritiro dei ghiacciai, dalla frequentazione di piccoli gruppi di cacciatori raccoglitori paleo-mesolitici che si insediarono soprattutto nella parte settentrionale della valle, nella catena delle Maddalene. I rinvenimenti maggiori sono attestati presso il Laghetto delle Regole, mentre diventano più sporadici verso i passi di Palade e della Mendola, fino al Monte Luco e verso la Val di Sole.

I gruppi di cacciatori occupavano terrazzi, dorsali rilevate, valichi e piccoli bacini lacustri d’alta quota. La caccia costituiva l’attività principale, accanto alla pesca e alla raccolta di piante, bacche, frutti selvatici e molluschi. Le armi e gli strumenti di uso quotidiano, alcuni di ridottissime dimensioni, erano realizzati in selce, che si poteva anche reperire localmente. Il ritrovamento di questi oggetti alle medie e alte quote, nei siti sopra menzionati, attesta la frequentazione stagionale del territorio.

La Val di Non nella Preistoria ha rivestito un ruolo tutt’altro che marginale grazie alla sua posizione di strategico collegamento tra la Valle dell'Adige, la Valcamonica e il bacino del Garda. 


16/04/2020