Il sistema fognario

Fin dai tempi della fondazione della città i Romani avevano realizzato un articolato sistema fognario, come evidenziano i resti messi in luce dagli archeologi nella Tridentum romana.

Le fognature della città correvano sotto il manto stradale, raccogliendo sia le acque bianche sia quelle nere. La rete fognaria, relativa ai quartieri a nord del cardine massimo, si immetteva nella cloaca sottostante e veniva poi scaricata direttamente nel fiume Adige. Gli isolati del settore occidentale, invece, indirizzavano le fognature nel fossato realizzato all’esterno delle mura di cinta che a sua volta defluiva nel fiume. Molte informazioni sulla tecnica costruttiva delle fognature di Tridentum si ricavano dagli scavi in Piazza Verzeri presso l’Istituto Sacro Cuore. Qui, sotto la pavimentazione stradale romana, sono state ritrovate canalette che fuoriuscivano da vari edifici e i condotti principali. È stato messo in luce anche un pozzetto di ispezione.

La struttura principale della fognatura era molto grande, 1,70 m di altezza e 0,75 di larghezza, e, con una pendenza costante di 1%, si dirigeva verso le mura per poi terminare nel fossato.
Nel quartiere orientale oggi visitabile presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, sotto il decumano minore, è stato individuato un canale che aveva lo scopo di raccogliere le acque di scarico provenienti dalle abitazioni e le acque bianche attraverso un piccolo tombino.
Altre fognature sono state rintracciate in via Belenzani presso Palazzo Thun, in Piazza Duomo nei pressi di casa Balduini e in Piazza Lodron sotto il palazzo omonimo.
Pensate che tali canali, a partire dal Medioevo, saranno sostituiti da un sistema di rogge, che verranno regolamentate solo nel Cinquecento sotto il governo del principe vescovo Bernardo Clesio. 


14/04/2020