Elling

Kino

Norvegia, 2001
Titolo originale: Brodre i blodet
Genere: Drammatico
Durata: 89'
Regia: Petter Næss
Cast: Per Christian Ellefsen, Sven Nordin, Marit Pia Jacobsen, Jørgen Langhelle

Dopo due anni trascorsi nella clinica psichiatrica di Brøynes, Elling si prepara a tornare nel cosiddetto 'mondo reale'. L'assistenza sociale norvegese consente a lui e al suo compagno di stanza, Kjell Bjarne, di vivere in un appartamento ad Oslo con l'ordine tassativo di prendersi cura di sé. Elling e Kjell devono imparare a fare cose che per noi sono del tutto normali.
Elling di Petter Naess è soprattutto un film sull'invenzione del quotidiano, un'alfabetizzazione alla vita. Quasi un manuale di pratica creativa per la sopravvivenza nella società post-industriale, in cui conciliare due modi diversi di essere al mondo: esistere adattandosi alla realtà che si trova, e costruirsi la vita come una realtà propria. Straordinario l'attore che interpreta lo straordinario Elling, in un racconto in cui i tempi degli effetti comici sono perfetti e l'umorismo delicato rievoca Tati.

È veramente una gran fortuna che esista il cinema! nel caso contrario, che fine farebbero i tipi alla "Forrest Gump", o alla "Benigno", giovane infermiere, dolce, tenero ed ingenuamente "folle" che ama "parlare con lei", o talenti come David "Shine" Helfgott che ci sfiorano silenziosamente nelle nostre frenetiche ed incasinate giornate? Confusi, a volte neanche troppo mimetizzati, nel caos quotidiano siamo noi ad essere troppo poco attenti, curiosi, disponibili e ciechi a forme di vita umana che nella loro unicità e rarità conservano il più genuino e semplice sapore della vita.
Eppure ci sono, ed un film come "Elling" (Nomination all'Oscar 2002 come Miglior Film Straniero) del regista norvegese Petter Naess ce lo ricorda infaticabilmente! Dopo due anni trascorsi in una clinica psichiatrica, Elling ed il suo compagno di stanza Kjell Bjarne sono pronti per "ritornare" nel mondo reale. L'assistenza sociale norvegese ha messo loro a disposizione un appartamento ad Oslo dove cominciare a vivere prendendosi cura di sé stessi.
E l'impresa non deve essere semplice per uno che come Elling ha vissuto tutta la sua vita in simbiosi con la mamma e che, dopo la sua morte, "ha problemi anche ad entrare in un ristorante mentre alcune persone vanno a sciare fino al Polo Nord". O per uno come Kjell , una sorta di orango "divora tutto" dagli appetiti sessuali repressi e dalla voglia incontenibile di sbattere la testa contro un muro per qualsiasi dissapore o contrarietà della vita quotidiana. Ma la cronaca della loro lenta, divertente, dolce ed inevitabile rinascita alla vita è seguita da Petter Naess con quella "pulizia" di immagini e di racconto sempre più rara da ritrovare nella frenesia e vacuità d'espressione della maggior parte del cinema contemporaneo.
Una nuova vita piena di sfide attende i nostri semplici eroi, come rispondere al telefono o andare a fare la spesa, ma con grande volontà, un coraggio acquisito a piccole dosi e con un po' d'aiuto (Kjell si innamora della sua vicina di casa incinta mentre Elling scoprirà la forza della poesia confrontandosi con il suo nuovo amico Alfons, un poeta norvegese) ce la metteranno tutta per andare avanti sulle proprie gambe.
Commedia tenera, stracolma di speranza, originale e sincero inno alla vita , Elling ci fa riscoprire e ci riconcilia con la vera arte del cinema, che ci auguriamo sia sempre più spesso espressione ed immagine "delle anonime voci delle silenziose strade della notte" (Elling è proprio diventato un eccellnte poeta!). E a Petter Naess ed ai due attori principali, Per Christian Ellefsen (un Elling "cocco di mamma" di disarmante candore e tenerezza) e Sven Nordin (un Kjell Biarne "pesante" e fedele angelo custode che tutti vorremmo al nostro fianco) il merito di averci fatto fare pace con la vita, riscoprendone intatte purezza e candore.Un sincero appello quindi: correte a vedere al cinema "Elling" se volete ricordarvi ancora di quando "eravamo bambini, ancora piccoli astronauti che galleggiano dentro la pancia grassa della nostra mamma.",
Calogero Messina
Da www.stradanove.net/news/testi/cinema-02b/cames1911020.html