Sole nero

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Primavera della Scienza

osservazioni del cielo in piazza Fiera
L’eclisse parziale di Sole è ormai alle porte: mercoledì 29 marzo 2006 in tutto il Trentino la nostra stella sarà oscurata per il 40% del suo diametro. Il fenomeno interesserà il capoluogo a partire dalle ore 11.40 per finire intorno alle 13.40: alle 12.40 sarà raggiunta la massima visibilità e in quel momento la Luna coprirà il Sole per quasi metà della sua superficie. Non vi sarà un’apprezzabile calo della luce come avviene durante l’eclisse totale di Sole, ma l’osservazione di questo fenomeno sarà affascinante e sorprendente come poche altre.
Il Museo Tridentino di Scienze Naturali organizza per questa occasione mercoledì 29 marzo 2006 un’osservazione pubblica dell’eclisse in piazza Fiera a Trento con inizio alle ore 11.30: potenti telescopi per la visione della superficie solare e delle stupefacenti protuberanze, binocoli e particolari filtri permetteranno un’immersione totale nel mondo dell’astronomia e un’osservazione in totale sicurezza di questo meraviglioso fenomeno celeste.
In caso di maltempo la manifestazione sarà annullata.

APPROFONDIMENTI

L’eclisse di Sole
Il fenomeno dell’eclisse di Sole è causato dal transito della Luna davanti al disco solare che impedisce alla luce solare di raggiungere la superficie del nostro pianeta.
Condizione necessaria per il verificarsi di un’eclisse è quindi l’allineamento fra Terra, Luna e Sole. Viene quindi spontaneo chiedersi perché non si verifichi un’eclisse ogni qualvolta ci sia la Luna Nuova, in pratica quando la Luna si trovi tra Terra e Sole. La risposta è facile: l’orbita della Luna è inclinata rispetto a quella della Terra quindi nelle condizioni di Luna Nuova il nostro satellite si troverà quasi sempre leggermente spostato verso l’alto o verso il basso rispetto all’allineamento Terra – Sole.
Perché si verifichi un’eclisse è quindi necessario che la Luna sia nuova nel momento in cui l’orbita lunare interseca quella terrestre, dando così luogo ad un allineamento fra i tre astri.
Se l’allineamento è perfetto, ecco l’eclisse totale: se invece la Luna è leggermente disassata si verifica un’eclisse parziale. Se lo spostamento è ancora maggiore, niente eclisse.
Le zone geografiche interessate dal fenomeno sono solo quelle che vengono “toccate” dal cono d’ombra e di penombra prodotto dalla Luna: quest’ultimo, come dice il nome, è proprio l’ombra di forma conica che la Luna proietta nello spazio. Chi si troverà nel cono d’ombra osserverà un’eclisse totale, con il disco solare completamente oscurato, mentre chi si troverà nel più vasto cono di penombra assisterà ad un’eclisse parziale, con la Luna che oscurerà una frazione più o meno grande del Sole, a seconda della distanza dalla fascia di totalità.
Si può avere infine un terzo tipo di eclisse; l’orbita della Terra attorno al Sole, così come quella della Luna attorno alla Terra non sono perfettamente circolari, per cui le distanze relative fra i tre astri variano continuamente. Può così accadere che l’ombra lunare non riesca a raggiungere la Terra: in questo caso si potrà osservare un’eclisse anulare, caratterizzata dal fatto che il disco lunare (apparendo più piccolo di quello del Sole) non occulterà completamente il Sole, lasciandone scoperta una porzione che sarà visibile sotto forma di anello luminoso attorno al disco lunare.

Come osservare l’eclisse
Come possiamo guardare l’eclisse? Per l’osservazione ad occhio nudo attrezziamoci con filtri certificati a norme europee (CE): vanno bene i classici occhialini in mylar (una pellicola simile alla carta stagnola) o quelli più costosi in vetro. In mancanza d’altro potranno usarsi anche le soluzioni artigianali, come le pellicole fotografiche bianco/nero annerite (non quelle a colori). Non guardiamo però il Sole troppo a lungo con questi filtri: al massimo pochi secondi per volta, lasciando riposare la vista qualche minuto, perchè altrimenti le radiazioni infrarosse danneggerebbero alla lunga i nostri occhi. Altrettanto bene si comportano i vetri da saldatore o i cdrom, usati con le stesse precauzioni: evitiamo invece il vetrino affumicato. L’eclisse non va MAI osservata con uno strumento ottico (binocolo, telescopio o teleobiettivo fotografico) senza filtro: il rischio per la nostra vista sarebbe troppo elevato. Se non abbiamo un filtro adeguato possiamo puntare il Sole, senza guardarlo direttamente, con il nostro strumento (binocolo o telescopio) proiettando l’immagine su un foglio di carta bianca. Un’ultima risorsa è rappresentata dal vecchio sistema del foro stenopeico: pratichiamo un forellino su un foglio di carta e proiettiamo l’immagine del Sole che da esso esce su di un altro foglio ad una certa distanza da quest’ultimo.


Il Sole, una macchina di energia
Oggi sappiamo che il Sole è una stella come tante altre: la sua distanza fra la Terra e il Sole è di "soli" 150 milioni di km e la luce solare impiega 8 minuti per raggiungere il nostro pianeta: se per assurdo la nostra stella si "spegnesse" improvvisamente, ce ne accorgeremo solo dopo questo intervallo di tempo. Il Sole si originò da un’immensa nube di gas e polvere che lentamente condensò su se stessa: il 99% di quella materia primeva formò la nostra stella, mentre quel poco che rimaneva permise la formazione dei pianeti e dei loro satelliti. La nostra stella è formata principalmente da gas idrogeno ed elio: nel nucleo, dove si raggiungono temperature di 15 milioni di gradi, l'idrogeno forma elio attraverso il processo di fusione nucleare, liberando un'enorme quantità di energia. Pensate che ogni secondo, nel centro del Sole, qualcosa come 4 milioni di tonnellate di idrogeno si trasformano in elio!
L'enorme quantità di energia prodotta dalla fusione nucleare arriva alla superficie, chiamata fotosfera: la temperatura del gas nel frattempo è scesa a circa 6000 gradi. La radiazione che esce non è solamente luce, ma anche radiazione infrarossa, ultravioletta e X, che per nostra fortuna è intercettata dall’atmosfera terrestre che le impedisce di raggiungere la superficie, con esiti letali per l'uomo e le specie viventi.
L’aspetto più conosciuto della superficie solare sono le macchie nerissime che a volte si vedono addirittura ad occhio nudo. Le macchie solari sono originate dal campo magnetico del Sole, ed hanno un colore nero perché sono circa 2000 gradi più fredde della fotosfera circostante: inoltre esse appaiono sulla superficie solare seguendo un ciclo regolare di 11 anni. Al massimo del ciclo ( l'ultimo si è verificato nel 2000 ) se ne possono osservare diverse decine, in casi eccezionali anche ad occhio nudo, mentre nei periodi di minimo, ci sono intere settimane senza nemmeno una macchia.
Il Sole, una stella tutto sommato piccola, vivrà molto a lungo: almeno 10 miliardi di anni. Questo perché la nostra stella brucia il combustibile nucleare più lentamente di quanto facciano le stelle giganti.


Organisation: Museo Tridentino di Scienze Naturali