“Confini. Italiani dalla parte del nemico”

 

[ Laterza Agorà s.r.l.]

Innanzitutto un avviso di tipo logistico. A causa della messa in sicurezza della zona di Rovereto per le operazioni di disinnesco dell'ordigno bellico rinvenuto nel cantiere ex-Manifattura Tabacchi, la settima #Lezionidistoria del ciclo Laterza è posticipata a lunedì 16 novembre, ore 18, al Teatro Zandonai.

Poi vi sono le note storiche e allora quella di lunedì prossimo si annuncia come una lezione dai significativi contenuti trattando una tematica che, a 100 anni di distanza, suscita ancora dibattiti, a testimonianza anche di quanto fu sentita e sofferta allora.

Gustavo Corni, docente di Storia contemporanea presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento parlerà di “Confini. Italiani dalla parte del nemico”, focalizzando l'attenzione sulla peculiare situazione del Trentino nella Prima guerra mondiale e sulle sue conseguenze a livello sociale.

Terra di confine, allo scoppio della guerra parte dell'Impero Austroungarico, il territorio trentino visse in modo particolare gli anni del conflitto, con importanti conseguenze soprattutto sotto il profilo del dibattito sull'”appartenenza”. Ossia sul dovere (o meno) di fedeltà all'Impero da parte di tanti giovani che vennero arruolati nelle file dell'esercito austriaco ma che in realtà erano e si sentivano di cultura italiana e si trovarono a combattere contro coetanei dell'esercito del Regno.

Infidi o lealisti? Austriacanti o patrioti? Queste alcune delle dicotomie che descrivevano in modo schematico le contrapposizioni di allora, con le accuse di tradimento rivolte ai giovani arruolatisi nell'esercito dell'Impero.

Quale è stato dunque il destino delle centinaia di migliaia di cittadini dell’impero asburgico che erano e si consideravano italiani per lingua e per cultura? Strattonati da un lato dalla propaganda irredentistica e dall’altro influenzati dalla tradizionale cultura dell’obbedienza alle regole, nell’estate del 1914 hanno risposto in larga parte al richiamo della mobilitazione. Inghiottiti dal vortice delle prime sconfitte dell’esercito austro-ungarico, la loro identità nazionale sarà poi messa a dura prova, creando anche un senso di disorientamento e di smarrimento, oltre a divisioni dal punto di vista sociale che si tradussero nelle loro comunità.

Oggi l'ambiente trentino è testimone della sua peculiarità, con le tante testimonianze della Prima guerra mondiale come forti, trincee, fortificazioni che spiegano cosa significa essere terra di confine durante una guerra di quelle proporzioni. Ma ancora meglio lo spiegano le tante storie di sfollati, deportati, di famiglie divise e di giovani amici che si sono trovati, per un caso del destino, a combattere su fronti opposti pur essendo accomunati da una lingua, da un dialetto, da una comune appartenenza.

Introduce questa settima lezione lo storico trentino Quinto Antonelli.

Il Relatore:

Gustavo Corni insegna Storia contemporanea presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento. È un profondo conoscitore della storia della Germania nel ventesimo secolo. Quasi tutti i suoi libri sono stati tradotti in più lingue. Fra le sue pubblicazioni: “Storia della Germania. Da Bismarck alla riunificazione”, “I ghetti di Hitler. Voci da una società sotto assedio 1939-1944”, “L’umanità offesa”, “Stermini e memoria nell’Europa del Novecento” e “Il sogno del 'grande spazio'. Le politiche d'occupazione nell'Europa nazista”.

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti. I biglietti potranno essere ritirati un'ora prima presso la biglietteria del teatro

Roberto Bertolini

09/11/2015