COMPETITION - ANELLI DI CONGIUNZIONE

Le emozioni negli sport olimpici e paralimpici

Mostra

Competition, terza tappa del progetto espositivo triennale Anelli di Congiunzione

Una grande mostra sulle emozioni di atleti e atlete e sulla storia dello sport Olimpico e paralimpico per capire cosa si prova durante i momenti della competizione. Sono questi i contenuti di Competition, il percorso espositivo a cura della Fondazione Museo storico del Trentino e della Provincia autonoma di Trento con la prestigiosa partnership culturale del Museo Olimpico situato a Losanna in Svizzera e in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026 nell’ambito dell’Olimpiade Culturale, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

La mostra è anche parte del progetto culturale di sistema Combinazioni_caratteri sportivi, ideato e promosso dall’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento.
Intrecciando la dimensione umana della competizione con l’evoluzione storica dello sport Olimpico, Competition è un viaggio appassionante nell’Olimpismo di ieri e di oggi.

La mostra affronta la competizione sportiva e la sua storia come un’occasione di riflessione sulle emozioni, sul corpo e sul significato stesso della gara, invitando chi la visita a immedesimarsi negli atleti e riconoscere nella loro emotività qualcosa di profondamente umano e universale. Le emozioni dello sport diventano la chiave per comprendere l’esperienza interiore di chi gareggia (il peso delle aspettative, il rapporto con la vittoria e la sconfitta, la costruzione dell’identità atletica, il confronto con il limite) ma anche per capire meglio il punto di vista di chi osserva la gara dalle tribune e in televisione (la tensione, il coinvolgimento, l’ammirazione, le delusioni, gli entusiasmi).

Felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto: come si declinano le 6 emozioni di base nelle esperienze passate e presenti delle discipline Olimpiche e Paralimpiche? Presenze costanti nello sport, le emozioni uniscono atleti e pubblico nelle Olimpiadi e nelle Paralimpiadi di ieri e di oggi, dentro e fuori dal campo da gioco. Per questo la mostra si apre con un viaggio alla scoperta della nascita delle emozioni di base attraverso gli studi ottocenteschi di Charles Darwin sulle “espressioni facciali nell’uomo e negli animali” e attraverso le scoperte scientifiche dello psicologo americano Paul Ekman nella seconda metà del ’900. Atleti e atlete che sanno gestire meglio le proprie emozioni fanno oggi la differenza. Ai più alti livelli delle competizioni, le diversità fisiche e tecniche sono minime. Per questo, dove le medaglie si giocano sul filo dei millesimi, l’aspetto emotivo riveste sempre più importanza nello sport professionistico.

“Speed and Emotion”, “Before the competition”, “During the competition” e “After the competition”: sono queste le principali aree della mostra, ciascuna delle quali si presenta come una grande installazione immersiva audiovisiva.

“Prima della gara, ogni atleta riproduce nella sua testa la danza, il copione, la sequenza dei movimenti che sta per eseguire con il suo corpo. Durante la gara, c’è solo tempo per eseguire il piano e mettere in atto il copione. Dopo la gara, fuori dalla pressione della competizione, arriva lo sfogo, l’estasi, il dolore, i ricordi degli errori commessi, la consapevolezza di aver superato l’ignoto, il persistente riverbero di un turbinio sensoriale” sottolinea Jeffrey Schnapp direttore del MetaLab di Harvard che ha curato l’installazione “Speed and Emotion”. Tutte le immagini presenti in queste installazioni provengono dai ricchi archivi del Museo Olimpico.

Accompagnano queste sezioni due postazioni interattive: “Face recognition” e “Words of Olympians”. In “Face recognition” il visitatore viene chiamato a un’interazione immediata e personale. Non appena si posiziona di fronte alla postazione, il sistema si attiva e lo invita a riprodurre le espressioni dell’atleta nello sport. Il cuore dell'esperienza risiede nella risposta del sistema: una volta riconosciuta l'emozione, l'installazione presenta al visitatore una galleria di immagini degli Olimpionici colti nel medesimo stato emotivo, creando un potente e istantaneo legame di empatia. L’installazione “Words of Olympians” – cuore emotivo della mostra – consente invece al visitatore di rivolgere la sua intervista all’Olimpionico. Di fronte a un monitor interattivo orizzontale con 12 domande, facendo la propria scelta si ha accesso alle risposte che una selezione di atleti medagliati ha fornito a quella domanda. Le voci e le facce dei medagliati appaiono quindi su una serie di monitor verticali che circondano la postazione. Il titolo di questa sezione prende il nome da un’iniziativa del Museo Olimpico dedicata alla storia orale. “Words of Olympians” è nato a Losanna nel 2009 con lo scopo di fissare i racconti personali di coloro che hanno vissuto in prima persona i Giochi. Volto alla valorizzazione del patrimonio culturale Olimpico, il progetto ha raccolto ad oggi oltre 900 interviste di atleti e atlete di 5 continenti e 123 nazioni.

Grazie alla collaborazione tra la Fondazione Museo storico del Trentino e il Museo Olimpico, è possibile ascoltare alle Gallerie una selezione di 24 voci in una grande installazione immersiva e audiovisiva. Tra di esse, anche quelle di Lindsey Vonn, Kjetil-André Aamodt, Carl Lewis, Michael Phelps, Arianna Fontana, Armin Zoeggeler, Dario Cologna, Janica Kostelic, Federica Pellegrini.

Ecco due esempi:
Lindsey Vonn. “Il mio ricordo Olimpico più bello? Sicuramente il giorno in cui ho vinto l’oro a Vancouver, nella discesa libera. È stata una giornata incredibile, piena di emozioni. La mia famiglia era lì… ed è stato davvero quel momento che ha cambiato il corso della mia carriera. Le Olimpiadi hanno questo potere speciale: fanno sognare i bambini, mostrano loro che è possibile avere successo, che un giorno anche loro potrebbero arrivare fin lì”

Carl Lewis. “Quali emozioni ho provato sul podio? Beh, ne ho avute davvero tante… Ma ovviamente la prima medaglia d’oro Olimpica e l’ultima sono state le più grandi. Ogni Olimpiade ha la sua storia: andare alla prima e vincere, poi la seconda e affrontare quella sfida dei cento metri, cercando di ripetersi… Quando mi sono ritirato non avevo rimpianti, potevo guardare indietro con orgoglio e serenità”.

Al termine della mostra, infine, l’installazione sui “Teatri di gara” chiude il percorso espositivo con una descrizione degli impianti che ospiteranno le competizioni in Trentino durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026.

Competition è la terza mostra del percorso espositivo triennale “Anelli di Congiunzione”. La prima, inaugurata nel 2024, è stata Records, una mostra sulle misurazioni nello sport. La seconda, nel 2025, è stata Performance, un allestimento dedicato al rapporto tra tecnologia e sport.

“Competition completa una trilogia sviluppata con la Fondazione Museo storico del Trentino, dopo Records e Performance. Insieme, queste mostre presentano lo sport come esperienza umana e culturale, esprimendo i valori Olimpici di Eccellenza, Rispetto e Amicizia. Attraverso il nostro progetto di storia orale Words of Olympians e il materiale d'archivio selezionato, Competition esplora la competizione oltre i risultati, salvaguardando l'eredità Olimpica in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026", afferma Angelita Teo, Direttrice del Museo Olimpico.

___

I NUMERI DELLA MOSTRA

280 metri sviluppo in lunghezza della Galleria Nera
2.820 metri quadrati di spazio espositivo
2 postazioni interattive
1 caleidoscopio immersivo
Oltre 25 exhibit espositivi
40 monitor
30 grandi proiezioni
12 postazioni VR
1 palestra digitale interattiva
400 video e immagini dagli archivi del Museo Olimpico (CIO)

Costi

Ingresso libero 


organizzazione: Fondazione Museo Storico del Trentino