Le marquis de Cavalcabò Un grande avventuriero nell’Europa del Settecento

di Alessandro Cont

Incontri e convegni , Presentazione libro
Louis-Nicolas de Lespinasse, Parigi vista dal pont Notre-Dame. Disegno, 1786-1790. New York, The Morgan Library & Museum.

Le marquis de Cavalcabò: il libro appena edito dall’Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale di Trento ricostruisce minutamente l’avvincente biografia di Giorgio Baroni Cavalcabò (Sacco presso Rovereto, 1717-Parigi, 1799), uno dei grandi avventurieri dell’Età dei Lumi e un personaggio sfuggente ed enigmatico della storia trentina.

Il nuovo volume della collana “Archivi del Trentino”, Le marquis de Cavalcabò di Alessandro Cont, è un omaggio reso a una fascinosa ed enigmatica figura della storia trentina, Giorgio Baroni Cavalcabò (Sacco presso Rovereto, 1717-Parigi, 1799). Nonostante l’importanza del personaggio - fu il primo rappresentante stabile della Russia a Malta - nessuna biografia gli era stata dedicata finora. A partire dalle carte private del “marchese” che si conservano agli Archives nationales di Francia, e ampliando quindi le indagini (una vera e complicata caccia ai tesori) in Europa e negli Stati Uniti d’America, l’autore ha finalmente colmato questa lacuna.

Ne esce un vitale ritratto a tutto tondo che rende giustizia a un esponente formidabile e cosmopolita del XVIII secolo: un magnetico, brillante, colto, spregiudicato e intraprendente cortigiano, educatore, collezionista, negoziatore, mecenate e speculatore finanziario. Lo riconoscono le due autorevoli prefazioni, a firma l’una di Elena Smilianskaia, professoressa all’Università nazionale di ricerca “Scuola superiore di economia” della Federazione Russa, e l’altra di Jean Boutier, direttore di studi della École des hautes études en sciences sociales (EHESS).

Coinvolgente, appassionante appare la traiettoria umana, a raggio europeo, dell’avventuriero saccardo, che ha ben poco da invidiare a quella ben più celebre di Giacomo Casanova. Una parabola che culminò nell’ardua e audace attività diplomatica e cospiratrice svolta da Cavalcabò tra il 1770 e il 1775 (il suo congedo data comunque al 1776) sull’isola di Malta al servizio dell’imperatrice Caterina II di Russia.

Il contesto è quello della guerra di terra e di mare tra Impero ottomano e Impero russo, conclusasi nel 1774 a vantaggio del secondo e con conseguenze - si pensi in particolare allo statuto della Crimea - ancora oggi attuali e scottanti. Addirittura, Cavalcabò, di concerto con il comandante in capo della flotta russa Aleksei Orlov, partecipò personalmente a una congiura che avrebbe dovuto togliere di mezzo il dominio dei Cavalieri Ospitalieri sullo strategico arcipelago maltese.

Del “marquis de Cavalcabò” e delle sue straordinarie avventure settecentesche, Eugenio Di Rienzo, professore ordinario di Storia moderna dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e direttore della “Nuova Rivista Storica”, dialogherà con Alessandro Cont

Costi

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