Natale in bianco e nero

Dalla collezione di incisioni antiche del Museo

Mostra , Mostra d'arte

L'esposizione presenta una selezione di incisioni appartenenti alla Collezione vescovile di stampe, una raccolta di circa 5.000 fogli realizzati tra il XVI e il XIX secolo da importanti incisori italiani, tedeschi, fiamminghi, francesi ed inglesi.

La collezione, riunita dai principi vescovi di Trento a partire dal XVIII secolo, è considerata una delle più importati del Trivento ed annovera stampe di Agostino Carracci, Guido Reni, Jacques Callot, Giandomenico Tiepolo, Luca di Leyda e Rembrandt van Rijn. Un tesoro solitamente non esposto al pubblico, che il Museo intende valorizzare, offrendo ai visitatori l'opportunità di avvicinarsi al linguaggio incisorio e alla grafica attraverso opere di altissimo pregio.

Il tema che accomuna le immagini esposte è la Natività, declinata anche tramite l'iconografia dell’Adorazione dei pastori e dell'Adorazione dei Magi. Questi episodi, che si possono annoverare tra i più amati e rappresentati nell’arte cristiana, vengono tradotti in immagine dai vari artisti con linguaggi differenti, che riflettono sia lo stile dell'epoca, sia le caratteristiche espressive delle tecniche incisorie adottate. Dal segno marcato e inconfondibile della xilografia alle morbide linee dell'acquaforte, la mostra è anche un viaggio nelle principali tecniche della stampa, dove al colore si sostituisce un armonico ed elegante accostamento di parti bianche e nere.

La mostra, infine, intende proporre una riflessione sui diversi aspetti iconografici che la tradizione artistica ha elaborato, soffermandosi sull’analisi degli elementi simbolici che connotano la scena della Natività, dell’Adorazione dei pastori e dell'Adorazione dei Magi. Per quanto la base del racconto sia la narrazione evangelica di Matteo e Luca (Mt 2, 1-12; Lc 2, 1-20), molte caratteristiche e numerosi particolari di opere che illustrano i tre episodi sono infatti riconducibili, almeno in gran parte, ai Vangeli Apocrifi e ad altri testi cristiani, diffusi soprattutto in epoca medievale, come la Legenda Aurea, le Meditazioni sulla vita di Cristo (entrambi del XIII secolo)e La storia dei Re Magi di Giovanni Hildesheim (seconda metà del XIV secolo). Alla letteratura apocrifa si devono alcuni simboli della Natività ormai universalmente diffusi, ma che non trovano menzione in nessuno dei Vangeli canonici. L’umanità e la semplicità di questi elementi, che nel corso dei secoli acquisirono comunque una loro sacralità, hanno contribuito in maniera determinante alla storia della rappresentazione della nascita di Cristo.

Costi

Ingresso gratuito


organizzazione: Museo Diocesano Tridentino