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Enrica eroine rodariane

Enrica è la protagonista nella novella “La bambola a transistor” che insieme ad altri racconti fa parte delle “Novelle fatte a macchina”: una raccolta edita nel 1973 che raccoglie brevi storie uscite dalla penna di Gianni Rodari per la rivista romana “Paese sera” tra il 1972 il 1973.

Enrica è la bambina che nell’arco di poche pagine scopre di sentirsi diversa da quello che la società si aspetta da lei, ma qui non vogliamo parlare tanto del testo rodariano quanto dell’interpretazione che l’artista trentina Alesisa Carli ha realizzato.

La tavola, realizzata con la tecnica artistica e artigianale della monotipia, colpisce per il suo blu intenso che sfuma in un bianco lievemente sporcato d’azzurro.

Uno spazio, rettangolare e delimitato, nel quale però si riesce a perdersi, nuotare, sorvolare il mondo e muoversi liberamente in un’atmosfera che ha la consistenza del cielo o la profondità dell’oceano. Un blu che accoglie, avvolge e che quando sfuma nel bianco evidenzia un cuore dalla tinta rossa accesa e una capigliatura che diventa nuvole e ariosità, leggerezza palpabile.

La rappresentazione del nostro organo principale - il cuore - colpisce immediatamente l’occhio dell’osservatore e la sua immagine è l’unico elemento “non capovolto” della composizione, quasi a suggerire che sia lui a guidare nella giusta direzione. Forse è lui che più di tutto è necessario ascoltare!

La figura femminile a cui appartiene guarda fuori campo, nella direzione di chi sta leggendo l’illustrazione, e lo fa in modo schietto, sincero, scevro da ogni conformismo. L’abito è un vestito definito da semplici linee, che si apre a creare un trapezio, dove alloggiano il cuore e una bicicletta, che così posta al centro non può che trasformarsi in simbolo. E infatti, l’immagine di Alessia Carli racconta il transfert che Enrica applica alla bambola a transistor: non semplice surrogato dei ruoli femminili ma compagna di sperimentazioni nuove, di comportamenti e atteggiamenti inaspettati, bambola rivelatrice di opportunità mai pensate. Enrica è come congelata - e lo sguardo lo suggerisce - nel costo emotivo che si paga per restare in bilico tra aspettative - le bambine giocano con le bambole - e la rivendicazione del proprio diritto alla libertà, perché anche le femmine vogliono andare in bicicletta.

Nonostante il significato simbolico, l’illustrazione lascia trasparire un’atmosfera serena, di dolce attesa per qualcosa che non spaventa, che anzi lascia spazio al libero muoversi della persona nell’universo, alla ricerca di se stessa

redazione
parte di: illustriAMO

29/01/2021