Non solo ombre. Persone

Nell’ambito del progetto "Identità a confronto", un'esposizione che raccoglie gli elaborati realizzati dai detenuti della Casa Circondariale di Spini di Gardolo

Mostra , Mostra d'arte , Mostra fotografica
[ @Degiampietro]

“Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici” (Art. 27 Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, 1948), anche coloro che stanno scontando una pena in un luogo di detenzione.

Nella convinzione che un museo debba contribuire a garantire tale diritto, abbattendo tutte le barriere - tangibili e intangibili - che generano esclusione sociale, il Museo Diocesano Tridentino ha organizzato per il secondo anno consecutivo un progetto formativo destinato ad un gruppo di detenuti della Casa Circondariale di Spini di Gardolo (TN).

La mostra Non solo ombre. Persone rappresenta la conclusione di questo percorso e raccoglie gli elaborati realizzati dai detenuti nell'ambito dei diciassette incontri che si sono susseguiti da febbraio a maggio 2018. Al progetto formativo, denominato Identità a confronto, hanno preso parte la direttrice del Museo Domenica Primerano, l'educatrice museale Valentina Perini, la fotografa Valentina Degiampietro e le docenti Martina Baldo e Riccarda Turrina.

Il tema del progetto e il titolo della mostra sono stati ispirati dalle parole di Gelu, uno dei partecipanti al corso del 2017: "noi siamo percepiti come ombre", aveva scritto, "ma dietro queste sbarre" aggiungeva "non c'è un'ombra, ma un uomo che può agire e sentire". Il gruppo di lavoro ha quindi stimolato i partecipanti a lavorare attorno al concetto di 'ombra' e dunque di 'identità', cercando di far affiorare la capacità di autonoma interpretazione e rielaborazione creativa. L'obiettivo del corso infatti non era tanto insegnare una tecnica artistica, quanto favorire la capacità di trasporre in parole e immagini sentimenti e riflessioni intime, incoraggiando la creatività e l'espressione di sé dei partecipanti. A differenza del precedente corso, in questa esperienza è stata introdotta anche la fotografia. Gli scatti esposti in mostra, realizzati secondo le prescrizioni imposte dall'area educativa della Casa circondariale, restituiscono al visitatore frammenti di identità nascoste, in un gioco di ombre e luci di grande impatto emotivo.

Costi

Ingresso gratuito


organizzazione: Museo diocesano tridentino