Al posto mio - concerto di Lucariello

A margine della mostra Terra Mala. Viaggio nella Terra dei Fuochi, il Museo propone il primo concerto in assoluto a Trento e in regione di Lucariello, il capostipite del Rap napoletano.

Musica
Lucariello - musicista (ph.Micky Panariello) [ Museo Diocesano Tridentino]

Al grande pubblico Lucariello è noto per Nuje Vulimme ‘Na Speranza, il brano che sin dalla prima stagione chiude tutte le puntate di Gomorra, la serie tv italiana più acclamata di sempre, vista in 120 paesi sparsi in tutto il globo. Ma Lucariello è sulla scena da oltre vent’anni e la sua carriera musicale è costellata da importanti collaborazioni con artisti del calibro di Fabri Fibra, Caparezza, Clementino, Co' Sang, Almamegretta, Claudio Baglioni, Ezio Bosso.

Il gemellaggio con il Museo Diocesano Tridentino non è una scelta casuale: Lucariello, oltre ad essere un musicista affermato, è un uomo impegnato nel sociale, specialmente su due temi molto cari al Museo: l'ambiente e il carcere.

Sul più grande disastro ambientale italiano consumato nell'area compresa tra Napoli e Caserta - la Terra dei fuochi - Lucariello ha prodotto l'album "Veleno fertile", esito di un laboratorio musicale destinato a studenti d'età compresa tra i 14 e i 18 anni, nel quale sono state coinvolte le scuole del territorio. Il rapper, inoltre, è impegnato da anni in progetti destinati ai ragazzi del carcere minorile di Airola, in provincia di Benevento.

L'impegno sociale del rapper per dare voce a chi non ha voce ha come ultimo esito un brano scritto e cantato da Lucariello e da Alì, un giovane detenuto italiano di origini tunisine dal titolo "Al posto mio".

"Al posto mio" è anche il titolo del concerto di lunedì 1 aprile, un esperimento unico nel panorama locale dove Lucariello proporrà un percorso musicale basato sull’empatia, dove i personaggi e le storie che il rapper racconta sono presentati 'in soggettiva'. Nel brano "Veleno fertile" c'è la storia del camionista che sversa liquami tossici, "Cappotto di legno" parla di un killer mentre “Giagliùn e miez a via” è dedicato ai ragazzi di strada. Il filo conduttore del concerto è però la speranza, rappresentata dal brano “Nuje vulimme ‘na speranza”, cantata insieme a Ntò.

Lucariello canta prevalentemente in napoletano: una scelta stilistica forte, rivendicata dal rapper partenopeo che afferma: "il metalinguaggio e la musicalità di questa lingua mi permettono di costruire un canale di comunicazione parallelo, dove il suono delle parole riesce a descrivere meglio del significato delle parole".

Nel suo viaggio musicale Lucariello sarà accompagnato dalla chitarra acustica di Gennaro Porcelli, chitarrista blues di fama internazionale nonché chitarrista di Edoardo Bennato.

Un Museo Diocesano a Trento e un rapper napoletano: due mondi apparentemente distanti ed a tratti opposti, il cui incontro promette di sorprendere e regalare intense emozioni.

Costi

Ingresso gratuito

Per accogliere un maggior numero di persone, il concerto si terrà presso la sala della Fondazione Caritro, in via Calepina 33.


organizzazione: Museo diocesano tridentino