Collocazione urbana di Palazzo del Monte

Attorno al Canton si svilupparono tre quartieri: quello di San Marco, di San Pietro e del Suffragio

Tridentum era il primo baluardo difensivo di Roma di fronte ai popoli transalpini, la sede di acquartieramento delle legioni militari ed aveva inoltre la funzione di rappresentazione monumentale del potere del princeps. La città era impostata sulle due vie principali: il cardo e il decumanus, ortogonali fra loro e collegate alla rete viaria extraurbana costituita dalla via Claudio Augusta Padana (Nord/Sud) e dalla via Claudio Augusta Altinate (verso Primolano e Feltre).

Palazzo del Monte si affaccia proprio sul Canton, l’incrocio tra le due vie Claudio Augusta, attualmente è all’incrocio tra le vie Manci, del Suffragio, San Marco e San Pietro. Il Cantone si è sviluppato attorno all’anno Mille come zona del mercato; zona molto trafficata, infatti, vi "si leggevano le grida di pubblica utilità in presenza di un notaio, inoltre era il luogo per il quale passavano i cortei vescovili".

Attorno al Canton si svilupparono tre quartieri: quello di San Marco, di San Pietro e del Suffragio.

Agli inizi del XIV sec. nel quartiere del Suffragio si stabilì una comunità di lingua tedesca. Erano presenti numerose botteghe di mercanti, e artigiani, panettieri, venditori di sale e osterie tedesche (secondo le fonti circa 14). La comunità tedesca e quella italiana del quartiere non si integrarono mai. Infatti nella chiesa del quartiere, quella dei Santi Apostoli Pietro e Paolo fatta erigere nel 1473 dal principe vescovo Hinderbach, dal 1437 la cura spirituale era affidata a due sacerdoti, uno di lingua Italiana e l’altro di lingua tedesca. Questa situazione perdurò fino al 1630 quando, in seguito ad un forte squilibrio demografico a sfavore della comunità tedesca, le celebrazioni vennero unificate. Questa vicenda fu causa di forti attriti in seguito ai quali la cura spirituale del quartiere venne affidata ai monaci Agostiniani di San Marco.

Il quartiere di San Marco era caratterizzato dalla presenza dell’omonima chiesa e del convento degli Agostiniani fondato nel 1271.

Nel quartiere del Suffragio è rimasto un ottimo esempio di come venivano costruite le case nel XV secolo, secondo lo schema del lotto gotico, che presentava case a schiera molto strette, che si sviluppavano in profondità; al pianterreno era presente la bottega mentre in quelli superiori vi era l’abitazione. La bottega era così strutturata:

- La parte esterna, addetta alla vendita, sotto il portico.

- La bottega-laboratorio, adibita alla realizzazione/produzione degli oggetti da vendere, subito a ridosso.

- Il magazzino, collocato alle spalle della bottega.

- Un piccolo cortile retrostante ove tenere un carro, un animale da tiro e forse anche una piccola imbarcazione - per trasportare le merci - dato che il cortile sfociava su un vicolo, a sua volta terminante sulla riva dell’Adige, come per esempio il vicolo del Vo’.

L’Adige, infatti, prima del 1857 passava davanti a Torre Verde, e vi era un porto fluviale: pur non avendo fonti scritte riguardo all’epoca romana, si pensa che già allora il traffico fluviale per il trasporto di persone e merci fosse piuttosto intenso, come poi in epoca medievale e fino alla metà del XIX secolo. In particolare era intenso il trasporto di legname e di marmi pregiati come il marmo di Lasa della Val Venosta. Il porto si trovava dove oggi sorge Torre Verde (antica sede della dogana) e si estendeva verso nord, lungo il borgo di San Martino.

Simone Grossi - studente Liceo classico Giovanni Prati

30/01/2019