Castello del Buonconsiglio

Sede dei principi vescovi fin dal 1255, il Castello del Buonconsiglio di Trento è il più importante monumento storico-artistico della regione. All’antica fortezza medievale, Castelvecchio, ingentilita da una raffinata loggia, si aggiunse nel Cinquecento il Magno Palazzo, una delle più sontuose residenze rinascimentali d’Italia.

[ Archivio fotografico Castello del Buonconsiglio Monumenti e collezioni provinciali - tutti i diritti riservati - A. Ceolan 2011]

Gli ambienti sono decorati con splendidi affreschi di Girolamo Romanino, Dosso e Battista Dossi, Fogolino e stucchi di Zaccaria Zacchi.

Torre Aquila custodisce il celebre “Ciclo dei Mesi” , una delle più importanti testimonianze del gotico internazionale realizzato nel 1400 dal pittore boemo Venceslao. Nelle sale del primo piano di Castelvecchio si trova la sezione archeologica, tre ambienti che illustrano la Preistoria, la Romanità e l’Alto Medioevo, mentre nelle sale rinascimentali sono esposti pregevoli dipinti, bronzetti, sculture in legno. La programmazione dell’attività del Museo non si esaurisce nell’ambito del Castello del Buonconsiglio, dato che abbraccia anche le sedi periferiche di Castel Beseno in Vallagarina, Castel Stenico nelle valli Giudicarie e Castel Thun in valle di Non.

L’articolazione territoriale del Museo in complessi monumentali di tali qualità architettoniche e artistiche,ne fa un unicum a livello italiano. Castel Beseno è diventato il luogo deputato all’illustrazione del castello come strumento di guerra e di controllo territoriale. E’ un presidio militare,il più grande mai realizzato sul nostro territorio e proprio per questo motivo è stato creato un percorso che valorizza le armi custodite nelle collezioni museali. Nelle sale espositive si è possono ammirare interessanti reperti originali mentre nelle stanze a piano terra è proposta un’accurata selezione di repliche fedeli di armi che permette al visitatore di interagire, indossandole e maneggiandole. Lo slogan utilizzato è quasi un ossimoro: “il museo dove si prega di toccare”.

Per quanto riguarda il Castello di Stenico, pochi anni fa, è stato completamente rivisto l’allestimento rendendo ancora più chiara la vocazione del castello come museo destinato ad accogliere le cosiddette arti applicate: serrature, chiavi, forzieri, contenitori in rame, oggetti in legno, antico mobilio.

Recentemente, il 17 aprile 2010, è stato aperto al pubblico Castel Thun, il maniero che domani la Valle di Non, maniero che ha visto quasi vent’anni di lavori e restauri. Armonico risultato di varie fasi evolutive succedutesi nei secoli, Castel Thun è un esempio tra i più interessanti di architettura castellana oltre a rappresentare un luogo molto significativo per la storia del principato vescovile. Il maniero unisce il bel palazzo signorile circondato da ampi giardini ad un complesso sistema di fortificazioni, costituito da torri, bastioni, fossati e muraglie. 

visitabile: sì | adatto a: famiglie - scuole

apertura

Note sull'accessibilità del sito

Le sedi del museo presentano barriere architettoniche. Si consiglia di contattare il museo (tel. ++39 0461 233770, tel. ++39 0461 492811) per verificare le modalità di accesso. L'ingresso è gratuito per portatori di handicap e loro accompagnatori.

I parcheggi indicati si trovano nella vicina piazza della Mostra. L’ingresso meno barrierato è dalla rampa con fondo in acciottolato. Il Castello ha cortile in acciottolato e porfido ed ha giardini su più livelli raccordati da gradini. L’ascensore serve il soppalco, il Refettorio Clesiano affrescato e consente inoltre la vista sulle vecchie cantine di Bernardo Clesio (accesso con un gradino di 24 cm, pavimentazione irregolare e canalette di scolo larghe e profonde). Le restanti zone del Castello sono raggiungibili solo attraverso rampe di scale. Il bar e i servizi igienici attrezzati si trovano a piano terra, all’interno di questi ultimi maniglioni su entrambi i lati del wc. 

Rilevazioni eseguite dal personale della Cooperativa HandiCREA


a cura di Museo Castello del Buonconsiglio - Monumenti e collezioni provinciali