Una villa romana a Tridentum

Il mosaico di Orfeo

Trento, villa romana, mosaico di Orfeo [ Archivio Ufficio beni archeologici PAT]

A Trento, in via Rosmini, sono stati riportati in luce i resti di una villa di età romana costruita poco distante dalla cinta muraria occidentale della città di Tridentum.

Realizzata tra il I e il II sec.d.C. questa abitazione prende il nome dalla raffigurazione del mito di Orfeo, che compare sul mosaico di un grande triclinium. Si tratta di un ambiente di 56 mq. dove i Romani erano soliti trascorrere festose serate in compagnia degli amici.

Sul pavimento, quasi perfettamente conservato, appare al centro un cerchio inscritto in un quadrato, agli angoli del quale vi sono coppie di delfini neri, pesci e ancore su fondo bianco. Nel centro del cerchio è presente un esagono nel quale è raffigurato il mitico personaggio di Orfeo, riconoscibile solo grazie alla cetra che tiene tra le mani. Questo strumento musicale, chiamato anche kithara o asiàs, era diffuso in Grecia già a partire dal VI sec. a.C. Si caratterizza per una cassa in legno, spesso riccamente decorata, piatta e dai fianchi arcuati, alle cui estremità superiori si collegano i bracci. Secondo la tradizione Orfeo era così abile nel suonare la cetra da riuscire ad incantare le fiere. Sul mosaico infatti compaiono vari animali disposti a raggiera intorno alla figura centrale. Tra questi si distinguono ancora: una pantera, un cervo, un cane e forse un orso.

Il tema scelto e la complessità della decorazione dimostrano che il proprietario dell’abitazione doveva sicuramente appartenere ad una delle famiglie più ricche di Tridentum.


25/02/2021