Tutti i luoghi della cultura

L’antica giurisdizione di Castellalto comprende i territori dei comuni di Carzano, Telve, Telve di Sopra e Torcegno, situati sul versante meridionale della catena del Lagorai, tra il corso dei torrenti Ceggio e Maso, nella media Valsugana

L’Ecomuseo nasce nel 2005 dall’impegno della comunità con il supporto delle amministrazioni dei comuni di Civezzano, Fornace, Albiano e Trento finalizzato allo sviluppo sostenibile, alla tutela e valorizzazione di un’area con caratteristiche uniche

L’Ecomuseo si estende sul territorio dei 6 comuni delle Giudicarie Esteriori e su quello di Tenno, tra le Dolomiti di Brenta e il Lago di Garda, nel Trentino sud-occidentale. Nell’arco di 30 km in linea d’aria, passa dai 70 m slm dei paesaggi mediterranei di Tenno ai 3.173 m slm della Cima Tosa.

L'Ecomuseo coincide nella sua estensione con la Val di Peio e si addentra profondamente nel Gruppo dell’Ortles-Cevedale tanto da poter essere considerata una delle zone a più elevata altimetria di tutta la Provincia

Ha avuto una storia complessa, legata alle aspre lotte che fra il XII e il XV secolo videro opporsi le maggiori dinastie feudali per il possesso della Valsugana e dell’intera parte sudorientale del Trentino

La Fondazione raccoglie e conserva documenti storici di varia natura che abbiano riguardato, nel passato, il paese di Luserna

La Fondazione Stava 1985 si è posta il compito della "memoria attiva" per informare circa la genesi, le cause e le responsabilità del crollo e per promuovere momenti formativi su tematiche di educazione ambientale e responsabilità individuale e d’impresa.

È una delle strutture culturali che operano a sostegno della comunità ladina, minoranza linguistica situata nel cuore delle Dolomiti

Preposto alla salvaguardia, promozione e valorizzazione del patrimonio etnografico e culturale della minoranza germanofona del comune di Luserna, con particolare attenzione alle espressioni storiche e linguistiche

Ente per la salvaguardia della lingua e cultura della comunità mòchena.

Scoperta nella metà del secolo scorso in seguito a lavori di estrazione della torba.

In seguito a lavori di ristrutturazione di Palazzo Lodron, nell’omonima piazza, è stato possibile riportare in luce parte di un quartiere dell’antica Tridentum

Un grande patrimonio di cultura e di memoria. Ricco di oltre un milione di scatti, l’Archivio Fotografico Storico (AFS) della Soprintendenza per i beni culturali, nato come fototeca di catalogazione, si è arricchito negli anni con l'acquisizione di importanti collezioni che attraversano l'intera storia della fotografia trentina.

È la struttura più antica e più prestigiosa della città di Trento, in gestione al Centro Servizi Culturali S. Chiara a partire dalla sua riapertura al pubblico, avvenuta nel 2000

Spazio concepito come un grande anfiteatro, che si adatta a vari tipi di avvenimenti culturali.

Nelle sue sale espone un imperdibile patrimonio di arte e cultura che spazia dall’XI al XIX secolo

Perduta completamente la cinta muraria che lo proteggeva, l'elemento di maggiore interesse è offerto dalle due torri d'età medievale.

L’eccezionalità di Castel Valér risiede nella torre, la più alta del Trentino con i suoi 40 metri.

Fa parte di un borgo fortificato, tipologia di abitato assai rara in contesto trentino

Alla categoria di campi di battaglia semisconosciuti apparteneva fino a qualche anno fa la catena montuosa del Lagorai: le "Fassaner Alpen" dell'imperialregia cartografia austroungarica

L’antico luogo di culto, che da principio rivestì il ruolo di basilica cimiteriale, ovvero di santuario con funzione essenzialmente commemorativa, divenne chiesa cattedrale tra il IX e il X secolo, quando nelle sue immediate vicinanze fu trasferito il palazzo vescovile.

In un ricco percorso espositivo che attraversa 43 sale, il Museo è il luogo ideale in cui avvicinarsi alla memoria e alle radici del territorio.

Ricerca e divulgazione sono le direttrici delle sette sezioni che animano il panorama dell’istituzione

Il Ginnasio liceo “Giovanni Prati” di Trento è la più antica scuola del Trentino e può vantare una storia pluricentenaria ben documentata. Vi è stata raccolta una collezione di strumenti scientifici e di reperti biologici e minerali di grande importanza

Voluta dal sacerdote roveretano don Antonio Rossaro all’indomani della Grande Guerra 

Il museo è stato realizzato proprio tra le mura della casa che diede i natali al futuro statista. 

Nella fabbrica si possono vedere gli strumenti di lavoro, alcuni oggetti in cristallo e documenti relativi all’opera dei mastri vetrai boemi.

Le più antiche testimonianze archeologiche rinvenute sulla collina sono alcuni frammenti ceramici risalenti al periodo Tardoneolitico - Eneolitico (fine IV - inizi III millennio a.C.).

Al termine degli scavi l’area è stata sistemata, realizzando un’area di visita che conserva a vista il perimetro delle due abitazioni scavate inserite in un contesto a parco pubblico di proprietà e gestione comunale.